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BUONE FESTE

Natale

Molto volentieri formulo a nome di tutti i quadri e  gli iscritti alla UIL PA Penitenziari i migliori auguri di buone feste. Pur nella consapevolezza che il 2009 per tutti gli operatori penitenziari, inspecie per la polizia penitenziaria, è stato un anno molto difficile. Nonostante la quasi certezza che il peggio deve ancora venire, non voglio mancare di appellarmi all'innato senso di sopravvivenza che caratterizza la specie umana.

Nella tana del lupo

N.T.C.

E così appena dopo 72 ore dal riuscitissimo Convegno sull'identità della polizia penitenziaria tenutosi a Milano lunedì scorso, siamo andati anche nella "tana del lupo" per dire ciò che ritenevamo dover dire. Una settimana, questa che si chiude, che ci ha visto protagonisti impegnati in difesa dell'immagine del Corpo e nell'azione di denuncia della situazione del sistema penitenziario.

La nostra identità

Convegno

Non si sono spenti ancora i fuochi del caso Cucchi che già dobbiamo prepararci ad una seconda ondata della tempesta mediatica che rischia di seppellirci e di seppellire la nostra professionalità. Da Perugia e da Alessandria, infatti, giunge l'eco di altre due "morti sospette", sulle quali oltre alla magistratura c'è da attendersi un grande interesse mediatico. Voglio ribadire con forza un concetto, a scanso di equivoci : noi non intendiamo e non vogliamo coprire responsabilità (anzi irresponsabilità) di alcuno.

Parliamone ......

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Non c'è dubbio che al "massacro mediatico" cui è sottoposto il Corpo, ma l'intera Amministrazione, occorre reagire con intelligenza, equilibrio, competenza. Purtroppo il Capo del DAP continua, imperterrito, a tener viva una sciagurata "circolare bavaglio" che impedisce (senza il suo preventivo consenso) ai dirigenti penitenziari, ai Comandanti, al personale di rilasciare dichiarazioni alla stampa. La contestammo immediatamente quando fu diffusa.

Gli Eroi di Palmi

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Dobbiamo tirare un sospiro di sollievo per la tragedia che poteva capitare e che non c'è stata, o piangere per le ferite riportate dai nostri colleghi? Non è facile risolvere il dubbio. Di certo deve esserci profonda indignazione e rabbia per ciò che è capitato. I nostri colleghi di Palmi feriti nella tentata evasione meritano tutta la nostra stima, vicinanza, solidarietà, ammirazione. Hanno agito con professionalità e sangue freddo. Potevano sparare e rispondere al fuoco e non l'hanno fatto.

Perchè NO al FESI

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Ho sempre pensato che, per quanto possibile, gli accordi vadano firmati. Soprattutto quando maturano attraverso il confronto democartico e sono strumento di affermazione del diritto e di adeguamenti o benefici economici. Però ieri sera non ho potuto dichiarare il nostro assenso alla proposta FESI per l'anno 2009 che l'Amministrazione ci ha presentato (ascolta gli interventi) . Proposta che ha avuto,invece, il consenso delle altre OO.SS.

La guerra ignorata

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Molto abbiamo tribolato, pensato, discusso  prima di prendere la decisione di rendere di pubblico dominio ciò che effettivamente accade all'interno degli istituti penitenziari.  Ma l' inusuale, martellante campagna mediatica che sta sottoponendo ad un " massacro virtuale" il Corpo ci ha convinto che fosse la cosa giusta. Abbiamo, quindi, pubblicato un elenco di sintesi di eventi critici verificatisi dall'inizio dell'anno (leggi) .

Non piove.... diluvia !

Pioggia

Qui non piove ... diluvia ! Accidenti .  Dal suicidio della Blefari, al caso Cucchi , al caso Teramo, alla tragedia di Avellino sono giorni davvero difficili per il Corpo di polizia penitenziaria e per l'intera Amministrazione . L'attenzione e la pressione mediatica di questi giorni ha rari precedenti. Ma è pur vero che ci abbiamo messo del nostro a detreminare questa tempesta mediatica. Dovessi ricorrere ad un termine di attualità mi verrebbe da dire "massacro mediatico". Ma non facciamo l'errore di cadere nel facile vittimismo.

E ora ?

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Non so se Isidoro avesse problemi in famiglia . So che era un uomo serio e disponibile. Un uomo equilibrato che non aveva mai ,  mi dicono, dato segnali di insofferenza o di depressione. Anche questa mattina ha svolto regolarmente il suo turno di 6-12; i colleghi lo ricordano sorridente e tranquillo. Ma davvero non so ( e non posso sapere)  perchè nel pomeriggio abbia tirato fuori la pistola d'ordinanza per uccidere la moglie e porre fine anche alla sua vita.  So che ancora una volta il drappo nero della morte violenta  avvolge un collega.

Il massacro delle parole

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" Le parole, a volte, sono peggio dei proiettili". Credo di avervi già riferito questa frase pronunciata da un ex Provveditore (che davvero  sapeva fare il suo  il mestiere) . Una frase che trova grande rispondenza ed attualità nelle vicende che hanno visto assurgere alle cronache nazionali il carcere di  Teramo. Questa volta, però le parole hanno massacrato non solo la dignità e la professionalità degli agenti in servizio a Castrogno ma di tutti gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria.

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