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Sbriglia stellato, dirigente stressato ... !!!!

Forse si può anche non infierire contro Stella quando siamo, poi, costretti a leggere castronate ciclopiche scritte da un Dirigente dell'Amministrazione Penitenziaria. Quando il Dirigente in questione è il Segretario-Dirigente-Direttore del SIDIPE , Sbriglia, di certo non ci si può attendere diligenza, competenza e razionalità. Questo sindaclista dei direttori-dirigenti non ha perso occasione per affermare ancora una volta come (secondo lui ) i Funzionari del Corpo debbano preminentemente svolgere la propria opera all'interno delle carceri. Chissà quanti suoi colleghi la pensano così! Chissà se la CISL, sindacato affiliante, la pensa così ! A noi poco importa . Noi abbiamo il CODIPE che non la pensa così. Anzi ! La pensa in maniera diametralmente opposta. Insomma per il Segretario-Dirigente-Direttore del SIDIPE un Funzionario del Corpo preposto alla Vice Direzione  dell'Ufficio Regionale del servizio T.P. è un'offesa ai Dirigenti-Direttori Penitenziari ! Sono troppo incazzato per continuare a scrivere e non vorrei dare la stura a Sbriglia di racimolare qualche euro con querele nei miei confronti. Ma credo che avete capito il senso .... Comunque come per Stella anche allo  Sbriglia stellato ( dirigente stressato) ho voluto dedicare quattro righe (leggi il comunicato http://www.polpenuil.it/Circolari/Ultim-Ora/2009/Sbriglia%20stressato-%2...) .... !!!! 

RIFORMA VOGLIAMO UNA RIFORMA SUI DIRETTORI

I DIRETTORI DI TUTTI GLI ISTITUTI PENITENZIARI D'ITALIA PENSANO DA FARLA DA PADRONE IN OGNI SETTORE METTENDO IN CATTIVA LUCE I NOSTRI DIRIGENTI CHE INDOSSANO LA NOSTRA STESSA DIVISA UN EPISODIO CHE SI E VERIFICATO IN UN ISTITUTO DELLA LOMBARDIA DOVE LAVORO E CHE IL COMANDANTE DI REPARTO NON PUO PRENDERE DECISIONI DI NESSUN TIPO E SOTTOMESSO AL DIRETTORE NONOSTANTE CI SONO DECRETI CHE DANNO LORO QUESTO POTERE, IL DIRETTORE FA DA PADRONE COMANDA TUTTO E TUTTI A MOMENTI ANCHE IL SERVIZIO DI POLIZIA PENITENZIARIA SONO FATTI SECONDO LE SUE IDEEE DI ANTIPATIA E SIMPATIA IL COORDINATORE DEL NUCLEO FA IL PREPOSTO DELL UFFICO,FA DI TUTTO, MANCA SOLO CHE TOGLIE LA POLVERE DALLE SCRIVANIE E POI E COMPLETO. LA POLIZIA PENITENZIARIA IN QUESTO PSEUDONIMO ISTITUTO CONTA MENO DI ZERO NONOSTANTE LE CONTINUE LETTERE SINDACALI RIPETUTI INTERVENTI PRESSO P.R.A.P. LOMBARDIA DALLE VARIE SIGLE SINDACALI LE COSE NON CAMBIANO SI CERCA IL DIALOGO MA CI VIENE NEGATO, IL DIRETTORE NON FA UNA RIUNIONE CON IL PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA CHE SONO SECOLI SIAMO UNA BARCA ALLA DERIVA NONOSTANTE LA CARENZA ENORME DI PERSONALE SI GARANTISCE SEMPRE TUTTO MA LA RICONOSCENZA E SEMPRE QUELLA MISSIONI CHE NON VENGONO PAGATE DA PIU DI 5 MESI,STRAORDINARIO PAGATO A META,DETENUTI IN SOPRANNUMERO QUESTO NON E PIU UN LAVORARE E RIMETTERCI GUADAGNO DI PIU SE STO A CASA A FAR NIENTE.IO CREDO CHE QUALCUNO DEBBA PROVVEDERE A RISOLVERE LA SITUAZIONE IN TUTTA L ITALIA DARE POTERE AI DIRIGENTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA (COMMISSARI) E TOGLIERLO AI DIRETTORI CHE DVONO OCCUPARSI SOLO DELL AREA TRATTAMENTALE E AMMINISTRATIVA DI UN ISTITUTO E LASCIARE LAVORARE IN PACE LA GENTE CHE LAVORA SE NO NON CI RIMANE CHE UN ATTO DI FORZA... NEI LIMITI CONSENTITI DALLA LEGGE QUANDO E PER TUTTI E MEZZA FESTA...... L'URLO...

al caro collega della riforma sui direttori , in verita.

caro collega capisco la tua rabbia sono in totale armonia con quello che ai appena comunicato , ma vedi tante volte bisogna diffidare di talune persone che fingono di essere amici in realta sono nemici della pol.pen. e amici dei dirigenti la quale raccontano bugie di comodo al fine di avere una pacca sulla spalla dal direttore per dopo scondizolare come un cucciolo di cane , riguardo i coordinatori dei nucleo loro godono di una certa autonomia gestionale se dopo non sanno farne buon uso dell'autonomia e colpa loro.
ricordati la parità e una ricchezza da conquistare e non da pedere caro amico s.

CHE VERGOGNA AVERE DEI dirigenti . . . .

SONO UN COLLEGA DELLA C.R. DI EBOLI, OGGI IL NOSTO dirigente,direttore, HA FATTO UN INCOTRO CON TUTTO IL PERSONALE DICO TUTTI,( POL.PEN. COMPATTO MINISTERO, AREA EDUCATIVA E AREA SANITARIA, NON CAPISCO QUESTULTIMA NEL NOSTRO INCONTRO. A NOI POLIZIOTTI TUTTO CI E SEMBRATO TRANNE UN INCONTRO. IL NOSTRO COMANDANTE è STATO ATTACATO , MORTIFICATO SIA DAL NOSTRO dirigente che dal medico incaricato se si può chiamare medico.QUESTULTIMO SI è PERMESSO IL LUSSO DI CHIAMARE AL NOSTRO COMANDANTE SIGNORA OFFENDENTO PIù VOLTE LA POLIZIA PENITENZIARIA E IL NOSTRO COMANDANTE.
IL NOSTRO dirigente CHE IO PERSONALMENTE LA RITENGO UNA CHE VA A VENDERE PESCE AL MERCATO, SI è PERMESSO IL LUSSO DI DIRE SE NON AVETE NIENTE DA FARE ANDATE A FARVI UNA SCOPATA, FORSE NE HA BISOGNO LEI. CARO EUGENIO IO NON SONO UN TUO ISCRITTO MA TI STIMO TANTISSIMO, NON SI PUò ANDARE AVANTI IN QUESTO MODO,PECHE IL direttore NON VA DACCORDO COL COMANDANTE E DEVE ROMPERE A NOI POLIZZIOTTI CHE VOGLIAMO LAVORARE SERENAMENTE. NON PUò IL direttore FARE UN INCONTRO COL PERSONALE E NON DISCUTERNE COL COMANDANTE. FORSE IL NOSTRO direttore NON LO SA CHE SONO FINITI I TEMPI DI PADRE E PADRONE, IO MI SONO VERGOGNATO, EHO APPREZZATO IL COMANDANTE CHE NON HA RISPOSTO ALLE PROVOCAZIONI. UN COLLEGA CON AFFETTO. FORZA RAGAZZI DOBBIAMO ABBATTERE QUESTI TIPI DI dirigenti

Al collega di Eboli vado di corsa a Milano

caro collega letto la tua ,sono incazzato e corro a Milano invito tuti a partecipare alla manifestazione

stimato sig. Sarno,chi scrive

stimato sig. Sarno,chi scrive è l'umile portavoce di un gruppo di agenti della pol. pen.prestanti servizio presso la c.r.Eboli,quest'ultima salita alla ribalta della cronaca non per isuoi inconfutabili e ragguardevoli risultati raggiunti nell'ambito del reinserimento sociale e quindi fedele alle statuizioni dell'art.27 della nostra magna carta costituzionale come dovrebbe essere duopo,ma per una vicenda che ha assunto i caratteri della tragicomicità intorno alla quale per onorare il vero va fatta assoluta ed immediata chiarezza per evitare cio che Stanislav Lec sosteneva,e cioè che anche un pettegolezzo se ripetuto piu volte puo divenire realtà.Riguardo all'ormai famigerato incontro voluto e quindi convocato dalla dott.ssa Romano al quale hanno partecipato l'area segreteria,l'area educativa l'area sanitaria ed ovviamente un nutrito gruppo del corpo della p.p.al quale io mi onoro di annoverarmi,in primis mi preme ricordare allo sprovveduto collega che dubitava della leggittimità dell'incontro e che si firma anonimus che questa facoltà rientra tra le preroga tive istituzionali dei ndirettori,o si accetta questo di buon grsdo o si cambia lavolro,e se pur cosi non fosse,il buon senso dote del tutto assente tra quelle del fantomatico collega suggerirebbe che in un ambiente intersttivo come il nostro dove vige piaccia o no un rapporto di disintressata intrdipendenza tra le varie aree divise dalle loro competenze ma unite nel raggiungimento di quell'intento alto e nobile che è anche il nostro scopo che ci da motivo di essere,la comunicazione deve essere base radicata in tutti gli ambienti di lavoro,a maggir ragine nel nostro.Con la legge di riforma 395/90 sono stati sfumati conrfini dentro ai quali la figura del poliziotto pen.era sminuita se non addirittura umiliata,ma fin quando ci saranno colleghi come il nostro anonimus rischimo di auto confinarci in recinti di fumo dai quali sarà impossibile sfuggire.Continuando nella lisergica e delirante reprimenda del sedicente collega, si legge che il comandante sarebbe stata offesa perchè è stata chiamata signora dal dirigente sanitario.Ora io premetto di non essere un principe del foro o un operatore del diritto,ma a me non risulta affatto che il codice penele contempli la parola signora come un'ingiuria e quindi trascrivibile come reato,e diconseguenza sanzionabile,quindi mi chiedo dov'è l'offesa?Ora io capisco ma non condivido che ultimamente in Italia si respiri aria da ventennio e quindi di militarizzazione forzata e dilagante,ma pretendere che in civile conosca a pieno le qualifiche degli appartenenti ai corpi mulitarmente e gerarchicamente organizzati,sia un esercizio stucchevoile ma sintomo strisciante del male dei nostri giorni.Poi da qui a dire che tutto il corpo di p.p.è stato offeso beh ce ne passa.Ma ovviamente se la cosa prenderà la piega meno consigliabile,io credo che anonimus dovrà dimostrsre ls consistenza delle sue accuse che a mio modesto parere non rispecchino neanche lontanamente il sentimento generale.Nel contempo genuflettendomi,e con giustificato timore reverenziale di fronte a cotanta iattanza,incautamente provo a suggerire al nostro anonimus,di tastare prima il polso mdel personale e poi neventualmente scrivere di conseguenza.La fretta è il primo passo verso il precipizio,e la calma è la virtu' dei forti,e tu mio caro anonimus hai dimostrato molta fretta e poca calma.Il raziocinio è la facoltà che ci distingue dagli altri esseri viventi,ti prego sforzati di utilizzarla,non considerarla un potional.Emi si consenta di concludere con una nota lieta riguardo allascabrosa esortazine

stimato signor SARNO,chi scrive.......................segue

del direttore di intensificare le nostre attivita' erotiche che ha turbato il pudore di quei falsi moralisti che vorrebbero moralizzare l'universo mondo mossi da un bigottismo oscurantista e medievale,bene vorrei spiegare ai novelli Torchemada e a tutti coloro che mi stanno leggendo e a te Eugenio Sarno,con un esempio cosa realmente è accaduto.Se riferendomi a tizio che ha fama di essere un latin lover affermassi che tizio è un vero ladro di cuori,la frase risulterebbe assolutamente innocua e aggiungo penalmente irrilevante.Ma se da questa frase,io decontestualizzassi strumentalmente le parole(tizio è un vero ladro),omettendo volutamente il resto,ecco che il senso della frase muterebbe radicalmente.da considerare inoltre che in quel frangente si era agli scampoli della riunione,il clima si stava stemperando e gli animi placando,ragion per cui quella frase rappresentava la giusta chiosa.Per concludere stima incondizionata alla dott.ssa Romano,la quale grazie alle sue doti umane e professionali,sta riportando agli antichi splendori I.C.A.T.T. di Eboli,con progetti che danno valore aggiunto al ruolo gia' di per se essenziale di noi Poliziotti Penitenziari,verso i quali ella quotidianamente non dimentica di esaltare.Ed infine un appello ai miei colleghi della c.r. Eboli,consapevole della vostra lungimirante saggezza,vi esorto a capire dove pende l'ago della bilancia che pesa la ragione e la allontana dal torto,e di unirci perche mai come ora è a repentaglio un equilibrio frutto di una consolidata tradizione che affonda le sue radici nella volonta' di lavorare,e lavorare serenamente.la volonta' di lavorare c'è e c'è sempre stata da parte nostra,la serenita' condizione determinante per l'ottimizzazione del lavoro sta scemando.
Forza colleghi,forza amici,uniti si vince,per noi,per l'I.C.A.T.T. di Eboli per la Polizia penitenziaria tutta.

Castello e Castellani

Mio umile e inutile portavoce,
nulla questio e m'inchino agli atti valori della nostra costituzione.Mai ho inteso venire meno ad i suoi dettani.Forse lei,dotto interlocutore, poco ha compreso, o poco ricorda dei fatti accaduti quel giorno.La invito a ricordare o rileggere con attenzione il mio scritto.Comunque vengo a lei,ed in aiuto della memomia,pongo poche,ma utili precisazioni.
-Non ho messo in discussione la leggittimità dell'incontro;
-Non ho messo in discussione le facoltà e le prerogative istituzionali del Direttore.
Aprrezzo l'apertura mentale,le facoltà filosofiche e culturali del mio interlocutore e sono grande sostenitore della dottrina nell'interdipendenza tra le varie arie per il raggiungimento dell'intero alto e nobile del nostro lavoro.
Mio nobile amico,mio cavaliere senza macchia e senza paura che hai sguainato la tua spada per difendere la regina,dimmi:in quel famoso giorno cosa vi è stato di alto e nobile?
-La regina?
-Lo stalliere?Sulle cui qualità e capacità ippocrate piangerebbe?
Alta è stata l'arroganza,la tracostanza del potere,la maleducazione,il turpiloquio,il chiosape malamente ogni parola detta dalla "signora" che riveste,E QUESTO e un fatto,il rulo di COMMISSARIO.La "donzella" unica "signora" presente,pulita nella sua divisa,linda nella sua anima,bella nella persona,aggredita e offesa ha conbattuto gli orchi e i draghi con le uniche armi a sua disposizione:l'educazione,il contegno e l'autocontrollo unilmente mi concedo.

caro anonimus ormai susciti

caro anonimus ormai susciti in me tanta tenerezza non tanto per i tuoi strafalcioni di carattere orto sintattici e gramaticali,sui quali è preferibile stendere un pietosissimo velo mi rendo conto che l'idioma non è per tutti ma soprattutto quando mi dici che io sarei inutile.Probabilmente è un auspicio comprensibile dal tuo punto di vista.Obnubilato da un livore molto interessato hai completamente travisato il senso del mio pensiero che tu strumentalmente consideri avverso alla gentil donzella,ti deludero' ma cosi non è.Il mio è solo un poco fallace tentativo di favorire il vero.Sempre tu mio dolcissimo interlocutore reputi il comissario unica signora presente ed io non contesto tale affermazione,ma questo significa recare offesa alle altre donne presenti alla riunione che erano presenti in numero cospicuo e mi chiedo:Ma se lei era l'unica signora presente per quale incomprensibile ragione si è sentita oltre modo oltraggiata dal dirigente sanitario che continuava a rivolgersi ad ella con l'epiteto SIGNORA?Mio etereo interlocutore o interlocutrice sappi che io abbandono la singolar tenzone constatata la dissoluta pochezza delle tue argomentazioni non credo che tu meriti la mia attenzione a titolo gratuito.Ti lascio con un suggerimento:Al termine del tuo ennesimo delirio, hai scritto:(mi concedo).Ora io mi chiedo,perchè non poni in essere tale nobile e costruttivo intento?
P.S. che cosa c'entra Ippocrate con lo stalliere?????????????????????

scusate la mia ingoranza

ancora una volta mi voglio vantare, (definendomi ingorante),non ci capisco niente, in queste botte e risposte,tanto per cominciare non sarebbe il caso che cominciassimo a mettere in vista il nostro volto senza trincerarci dietro la maschera dell'anonymous.Un abbraccio ed una stretta di mano a tutti

M.R.

non ho capito niente

scusa la mia ignoranza ma purtroppo non sono riuscito a seguire il tuo scrito
m.r.

scopata!!!! ma ho capito bene!!!!

mah, io conosco il commissario comandante della c.r di Eboli e non credo che sia una persona da trattare in quel modo,comunque spero che sia lei (il comissario) che chi quanto di competenza prendano dei seri provvedimenti nei rigiardi di questa ''Direttrice'' su questo fatto, a mio parere molto grave, e che i signori direttori cominciano a capire che la polizia penitenziaria non è più il vecchio corpo degli agenti di custodia (con tutto rispetto al vecchio corpo degli agenti di custodia)ma un corpo di polizia giovane e preparato e non é disposto più a subire gli abusi dei direttori, medici, e i famigerati ragionieri capo, quindi spero che questa sia la volta buona che un nostro funzionario si faccia rispettare e dia soddisfazzione alla polizia penitenziaria.
UN SALUTO A TT LA POLIZIA PENITENZIARIA E ESPRIMO PIENA SOLIDARIETA' AL COMMISSARIO DR\ssa B. UN AMICO DI MAX. WWWW la U.I.L

Evidentemente questi sono i

Evidentemente questi sono i dirigenti che meritiamo. Se non sbaglio è la stessa persona che fece succedere casini in altri istituti. Convengo dell'animo e della indole da pescivendola. Consiglio al Comandante di mettere tutto per iscritto e riferire al Dap e al Prap.
Spero che qualche Sindacato voglia fare luce dando voce ed anima a tutto il personale di P.P.con la speranza che finalmente qualcuno si ravveda.

Solidarietà al Comandante che

Solidarietà al Comandante che penso sia un Commissario. Se il personale ci tiene al suo capo non deve consentire cose del genere.
Fatevi sentire non è così che si risolvono le questione.

commenti al comunicato del dr.sbriglia...

Ho letto il comunicato del dr. Sbriglia e con tutto rispetto alle sue filosofie non posso che evidenziare delle incongruenze e contraddizioni su quanto dallo stesso affermato. Vengo subito al sodo. Lui chiede un recupero di personale da inserire nei penitenziari, però, nel contempo vuole che un dirigente peniteniario occupi un posto al Provveditorato, tra l'altro in un settore "riservato" ,tanto per dire, ad un funzionario di Polizia penitenziaria quale è quello delle traduzioni e piantonamenti e della sicurezza. Lui insiste che ci sono posti da dirigente negli istituti ma li vuole assegnare "altrove" e cioè nei Provveditorati: si contraddice... Asserisce inoltre che nei sistemi democratici gli istituti sono gestiti dai direttori penitenziari, cioè la sicurezza è gestita da "civili" vedasi magistrati e prefetti ( i questori e i generali dei carabinieri e della finanza che fanno ?). Sul punto si può dire che diverse sono le funzioni dei magistrati e dei prefetti da quelle dei direttori penitenziari e se il carcere, in Italia, è "democratico" lo deve soprattutto agli operatori che guardano negli occhi i detenuti, che entrano nelle camere e sventano i suicidi o evitano i reati e contribuiscono ai progetti di rieducazione degli stessi. E poi il sistema non è detto che non possa essere riformato, non esclusa la riforma della dirigenza, siamo nel 2009! La cultura e le capacità professionali non sono legate al titolo: conta molto l'esperienza, il buon senso, il saperci fare, il carisma, l'autorevolezza, l'umiltà...Inoltre parla di punto di riferimento del direttore per la legalità e la sicurezza... ma la Polizia penitenziaria cosa fa? Non è l'istituzione che salvaguarda la sicurezza e la legalità? E allora che c'entra questo discorso? Poi dice che la pena ha finalità rieducative e che il direttore è il punto di sintesi fra rieducazione e sicurezza. Si è dimenticato del motto "Vigilando redimere" e non "Redimere vigilando" perchè i progetti rieducativi si attuano quando si stabiliscono le regole di sicurezza, di ordine e disciplina adeguati e cioè evitare che si commettano dei reati prima di tutto sia all'interno che all'esterno durante le misure alternative: in questo processo la Polizia penitenziaria ha un ruolo fondamentale. In questo caso il direttore dell'area sicurezza dovrebbe gestire autonomamente la polizia penitenziaria ( potere sui posti di servizio, potere disciplinare ai superiori della polizia penitenziaria, organizzazione della vigilanza, spostamento anche di sezione di detenuti, compiti autonomi di polizia giudiziaria, stradale, traduzioni e piantonamenti, coordinamento all'esterno con le altre Forze di polizia, ecc. ecc. ecc.) Il direttore dovrebbe curarsi dei progetti finalizzati al lavoro, alle attività trattamentali, ai rapporti con i datori di lavoro, al coordinamento con gli educatori e le altre figure penitenziarie, agli appalti, ecc. ecc. ecc.). Pertanto le questioni del Corpo sia a livello centrale che periferico dovrebbero essere gestite da appartenenti alla Polizia penitenziaria e non si dovrebbe impedire questo processo di riforma con la scusa di "chiudere" i commissari all'interno degli istituti e dando ad altri la suddetta gestione, perchè così si impedisce che il Corpo abbia la sua dirigenza al pari degli altri Corpi. Il Dr. Sbriglia parla di penuria di personale: è vero, allora perchè non si comincia con i dirigenti del Dap e dei Provveditorati anzichè cercare quei quattro commissari che danno visibilità al Corpo? Si vuole snellire il Centro e i Provveditorati, benissimo, da chi dobbiamo cominciare? Per fare un discorso del genere occorre decentrare quanto più possibile verso la periferia le competenze demandate tutt'ora al centro e affidare quanto più possibile la gestione delle pratiche ad altro personale non di Polizia penitenziaria: Chi gestisce i distacchi, i trasferimenti, la disciplina, i detenuti, le specializzazioni, gli avanzamenti, gli arruolamenti, le cause di servizio, ecc, ecc, ecc, ? Riepilogando che dirigenza vogliamo? Da ex maresciallo me lo chiedo...e soprattutto vorrei sapere da dr. Sbriglia che fine dovrebbero fare, secondo lui, le centinaia di commissari che fra qualche anno saranno all'apice della carriera direttiva. La Polizia penitenziaria è come un torrente in piena ha bisogno di una riforma vera che dia maggiore funzionalità al sistema e soprattutto il riconoscimento strutturale al pari degli altri Corpi di Polizia. Nella dirigenza possono coesistere diverse categorie purchè ognuna svolga il proprio ruolo e le proprie competenze e soprattutto abbia gli stessi riconoscimenti e privilegi a parità di funzioni e livello. Ho un'idea togliere 100 euro dallo stipendio dei dirigenti e versarlo nella busta paga degli agenti che prestano servizio in sezione.
Distinti saluti.

Sindacato Direttori Penitenziari

Caro Eugenio,
con apparente ritardo mi accodo ai numerosi commenti al tuo pronto, chiaro e puntuale intervento sul "Dirigente Stressato", ma in realtà volevo vedere su quali specchi avrebbe tentato di arrampicarsi il segretario Nazionale del noto (alle poche decine di iscritti) sindacato dei direttori penitenziari per cercare di giustificare quel suo infelice pensiero sui funzionari della Polizia penitenziaria che, solo nel suo (e quello di chi teme doversi confrontare sul campo delle capacità e competenze)pensieroavrebbe dovuto spendersi all'interno degli istituti penitenziari. A parte il millantare un'interpretazione autentica del D.Lgs. 146/2000 che ben altro dice, come tu, Eugenio, Ass.te Capo di Polizia penitenziaria, hai douto precisare, il Sig. Sbriglia, come mi aspettavo, ha avuto il coraggio di replicare (spinto dai colleghi ...quali?)alle repliche conseguenti alla sua difesa della "CASTA", magnificando la figura del dirigente penitenziario, chiarandone l'indefettibilità, rimpiangendo i "marescialli" ai quiali io riconosco grandi capacità, ma che a lui facevano comodo solo per il loro timore reverenziale verso persone laureate. Oggi lo siamo tutti. Un abbraccio fraterno a te e a tutta la POLIZIA PENITENZIARIA. Ciccio Commissario

Polizia Penitenziaria

Non facciamo il loro gioco che vogliono diviverci in . Ricordate che la Polizia Penitenziaria è un Corpo perchè è nato per essere unito.
Questa è la nostra forza nei confronti di chi ci vuole tappare le ali.
Forza Commissari fatevi sentire siete voi i nostri vertici.

polizia penitenziaria

condivido,uniti si può vinvere ogni battaglia.

mi associo anch'io perchè

mi associo anch'io perchè l'unione fa la forza

Grazie Antonio per quello che

Grazie Antonio per quello che fai a nostra tutela.
Tanti di noi, come te tra l'altro, oberati da tante incombenze prettamente di "galera", tralasciano purtroppo anche le importanti questioni che riguardano la categoria.
Fortunatamente ci siete voi e spero continuiate su questa strada.
A Eugenio un particolare e sentito grazie.

Un Commissario comandante di lungo corso dalla "Galera" di Parma

Grazie dai Commissari

Condivido quanto segnalato da " Il Comandante",stimato e aprezzato collega di Parma.
Avvolte il lavoro e la risoluzione dei quotidiani problemi nella gestione dei Reparti di Polizia Penitenziaria e delle " galere" non ci consente di seguire le varie fasi riguardanti il Corpo e la nostra categoria.
Ma fortunatamente ci siete Voi.
Avvolte anche un grazie telefonico, un saluto con sorriso sincero vale più di tante parole.
Nel merito dei fatti:
Come ci sono i commissari che comandano i reparti ci sono quelli che lavorano al Prap e al Dap.
Come ci sono i direttori che dirigono le carceri ci sono i direttori al Prap e al Dap.
La differenza, cari colleghi, è nei fatti quotidiani.
Se restiamo, tutti negli istituti, chi difenderà la Polizia Penitenziaria in quelle sedi?.

il punto ...

Il problema è ben altro i funzionari non sono mai stati accettati nell'amministrazione sia da parte della stessa che da latri appartenenti
del Corpo, in quanto non sempre si fanno porta voce dei problemi della Polizi Penitenziaria, ma solo del " riallineamento e quan'altro" che in teressa solo a loro , vedi la riunione presso il provveditorato di Padova in data 18 febbraio u.s.
sono poliziotto penitenziario fiero del proprio lavoro, qualifica ed incarico che ricopre anche se in sostituzione di un " funzionario" che tutto fa tranne svolgere le funzioni di commissario nell'istituto ove stato assegnato, ma si fatto distaccare altrove svolgendo servzii sicuramente diversi dai compiti primari, ma convenienti per i propri interessi.

Caro Eugenio, ti ringrazio

Caro Eugenio, ti ringrazio personalmente per l'intervento e la posizione che hai assunto, dura nei contenuti e chiara nella esposizione che non lascia ne ombre e ne dubbi sulla considerazione che hai del ruolo dei funzionari oggi, dirigenza nel futuro prossimo della Polizia penitenziaria. Mi dispiace che ad oggi, spero di sbagliarmi, non vi siano commenti di altri colleghi funzionari. Mi sono astenuto fino ad ora perchè il mio potrebbe essere visto come commento di parte, visto che sono il portavoce del Co.Fu.P.P., ma non posso più starmene zitto solo perchè rappresento, o meglio tento di rappresentare, una categoria. E allora prendi questo mio commento come il commento di un semplice, umile, normalissimo funzionario di Polizia penitenziaria che la mattina si alza, indossa l'uniforme (non la divisa) e tenta, con tutti i suoi difetti, di rappresentare degnamente il personale che gli è stato assegnato, di motivare lo stesso personale a fare sempre di più e sempre meglio anche senza i mezzi e le risorse. Non entro nel merito di quanto scritto dal rappresentate del Si.Di.Pe. nè penso che la posizione di questi rappresenti la volontà di tutti i dirigenti. . GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE Antonio SGAMBATI,  Commissario di Polizia Penitenziaria

Grazie

Avete letto la risposta del Sidipe.
Ora tenta di dividere il ruolo speciale da quello ordinario e i funzionari dagli ispettori e dal restante personale.
Questa è la storia e il modo di agire di alcuni verso la polizia penitenziaria. Dividi e impera.
Non sanno che sono rimasti molto indietro. Il ruolo speciale e ordinario da tempo si sono compattati e non cadono più in simili vecchi trabocchetti ed il Corpo è ben saldo e quindi fedele ai propri funzionari.

Un poliziotto penitenziario

Ma ai nostri Comm. interessa ....

Caro Eugenio con lo spirito garibaldino che ti distingue hai imbracciato la spada e hai fatto giustizia di quelle che giustamente definisci "cialtronerie" del segretario SIDIPE. So bene che lo hai fatto perchè hai inteso difendere il Corpo nel suo insieme. Ma ti chiedi o ti sei chiesto se questo interessa veramente ai Commissari? Vedo che commentano anche i Dirigenti ma non vedo alcun commento dei Commissari .... pensaci !
Ciro da Napoli

Sbriglia, la biglia..!!!!!!!!!!

Cari colleghi,
non è certo una novità l'esternazione del sindacalista del Sidipe Sbriglia,e fuori tempo massimo, o ritorna al futuro o e fuori dai giochi. Farebbe bene a riflettere prima di fare certe esternazioni, lesive per un Corpo di Polizia che ieri e oggi ha dato e da lustro anche al medesimo , questo è bene evidenziarlo.
Cordiali saluti.

Mauro

serve una riforma vera

Non cadiamo nell'errore opposto a quello fatto da Sbriglia, ossia di credere che tutti i suoi colleghi la pensino così.
Sono un dirigente penitenziario anch'io, ma ho un'opinione diversa.
Secondo me la nostra amministrazione paga quotidianamente parecchi errori fatti nel passato. Il primo, "la madre di tutti gli errori", è nella legge di riforma 395/90 che ha copiato male quella di riforma dell'amministrazione di PS del 1981, partorendo una...riforma zoppa, ossia non facendo transitare, come era logico, i direttori nel corpo di Polizia Penitenziaria, ma creando una sorta di figura ibrida con l'articolo 40, e un corpo di polizia penitenziaria acefalo, che si fermava al ruolo degli ispettori, proprio per consentire ai direttori di esercitare il potere gerarchico senza confusioni di sorta.
Per non parlare della frammentazione di tutto il restante personale in ruoli e contratti diversi uno dall'altro, in una confusione di prerogative e di competenze che credo non abbia eguali in nessun'altra amministrazione.
Con la creazione del ruolo dei commissari e, poi, con il passaggio dei direttori nella dirigenza, si è solo spostato in avanti il problema, ancora una volta senza risolverlo.
Quando gli attuali commissari diventeranno dirigenti (è solo questione di tempo) i battibecchi di cui si tratta saranno ancora più frequenti.
Morale: serve una riforma vera che coinvolga tutta l'amministrazione penitenziaria e riconduca tutto il personale all'interno della Polizia Penitenziaria, con la creazione di ruoli tecnici e il transito dei dirigenti penitenziari.
Parlare d'altro serve solo ad eludere il problema e a non cercare di risolverlo.
luca sardella uil-codipe

Sono perfettamente in linea

Sono perfettamente in linea con il collega Sardella.
Salvatore Nastasia

A proposito di Riforma vera

Egregio Dr. Sardella, mi compiaccio con Lei in quanto, ha il coraggio di esternare la sua condivisione ad un ipotetico passaggio nel Corpo di Polizia Penitenziaria.
E' verissimo che la nostra legge di riforma col passare degli anni ci sta portando ad enormi conflitti interni, infatti, era auspicabile che in una amministrazione polifunzionale avvennise tutto questo. I passaggi salienti li ha elencati benissimo.- Purtroppo dobbiamo anche riconoscere che sull'onta della dismissione delle stellette, alcuni esponenti delle categorie di vertice (Direttori ed Ufficiali AA.CC.) vendettero l'anima al diavolo, pur di aprirsi degli spiragli di carriera che ci hanno portato a tutto questo.
Dottor Sardella, saprà benissimo che alcuni suoi colleghi all'idea di un incorporamento nella Polizia Penitenziaria sobbalzano sulle sedie, in quanto, sostengono che sono entrati in amministrazione per fare i Direttori, anzi i Dirigenti Penitenziari e non si sognano minimamente di indossare l'uniforme.
Forse dovrebbero conoscere bene la realtà della Polizia di Stato, la quale, con i suoi bei ruoli tecnici e Dirigenziali si è costituita con una struttura di vertice molto assortita e funzionale all'assolvimento dei compiti demandati.
Con la speranza che tanti abbiano le Sue idee, la saluto vivamente.

Ispettore Capo da Milano

Sicuramente ci sono direttori

Sicuramente ci sono direttori che sobbalzano sulla sedia, ma il vero ostruzionismo a questa unificazione dei ruoli nella Polizia Penitenziaria (con i ruoli dirigenziali e tecnici in un'unica riforma) seguendo la L.121/81 e ss. modifiche riguardanti ahimè solo la Polizia di Stato, parte proprio da appartenenti ai ruoli apicali ( e non solo) della Polizia Penitenziaria, nonchè da altri profili professionali dell'Amministrazione.
Io, dirigente penitenziario,dopo 37 anni di servizio alle dipendenze del Ministero della Giustizia e 30 anni da direttore di istiuto penitenziario, credo ancora in questa... utopia, purchè non continuiamo a dividerci e a farci dividere.

Salvatore Nastasia

io al dr. Sbriglia faccio i complimenti per......

da parte mia, faccio i complimenti al dr. sbriglia se non altro per essere stato incosciente nel dire come la pensa. Altri al suo posto sarebbero stati diplomatici e non lo avrebbero mai detto.
Ma cari colleghi lo capite o no che, finchè al dipartimento ci sara un capo del dap che, si sente capo della polizia penitenmziaria solo perchè percepisce oltre allo stipendio che non è poco,
( Fonte del Sole 24 ore-
GLI STIPENDI IN EURO - LORDI

Capo della Polizia: 650.000
Comandante Generale Arma Carabinieri: 380.000
Comandante Generale Guardia di Finanza: 390.000
Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria: 500.000
Direttore Generale Corpo Forestale Stato: 360.000
Capo Stato Maggiore: 380.000 )

anche l’indennità di capo della polizia, noi della Polizia penitenziaria resteremo sempre ed esclusivamente subordinati ai Direttori?
Oggi i nostri Commissari sono laureati, a volte due lauree, master e quant'altro, ma purtroppo la casta è casta e dovranno sottostare ai vari educatori passati direttori o peggio ancora ragionieri passati dirigenti generali.
IO IMMAGINO INVECE UN CAPO DELLA POLIZIA CHE TRATTI SOLO DI ARGOMENTI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA, UN CAPO DEL DAP CHE TRATTI SOLO L'ANDAMENTO DEGLI ISTITUTI PENITENZIARI E UN SOLO DIRIGENTE GENERALE CHE TRATTI SOLO DEGLI AFFARI DEI DIRETTORI E PERSONALE CIVILE.
QUESTO E' QUELLO CHE IMMAGINO, QUESTA FORSE E' LA VERA RIFORMA DELLA POLIZIA PENITENZIARIA: SAPERE CHE DALL'ASS.TE AL COMMISSARIO BISOGNA RIFERIRSI AL COMMISSARIO COORDINATORE DELL'ISTITUTO E SOLO A LUI.
P.S. ma sapete quanti direttori la pensano come sbriglia ma non lo dicono .......? e forse poi trattano il personale peggio di lui...

ciao a tutti e non scagliatevi contro il singolo perchè : "o pesce puzza ra' capo"

bye bye

DIRIGENTE SIDIPE CILS. TS.

EGREGIO SEGRETARIO SIAMO ALLE SOLITE, COSA CI POTEVAMO ASPETTARE DA UN DIRIGENTE DEL SIDIPE NONCHE' DA UN DIRETTORE DEL CARCERE DI TRIESTE.
DIRE CHE UN RUOLO AFFIDATO AI FUNZIONARI DEL CORPO E' ILLEGITTIMO......., LA COSA CHE MI LASCIA ALLIBITO E' CHE IL DIRETTORE NON SOPPORTA LA POLIZIA PENITENZIARIA , PERO' NON DICE CHE GLI HANNO COSTRUITO LA CARRIERA. OGGI E' DIRIGENTE PENITENZIARIO MA HA DIMENTICATO CHE ERA UN EDUCATORE, CERTO DENTRO DI SE' C'E' UN CONNUBIO, NON RICON0SCE LA SUA IDENTITA'. O UN DIRETTORE PENITENZIARIO O UN EDUCATORE.
LA COSA PIU' STRANA E' CHE NEL SUO CONNUBIO ALLA RICERCA DI UN'IDENTITA' ESTERNA AL MINISTRO ALFANO IL 12.02 DI ESSERE UN DIRIGENTE STRESSATO. ORBENE SE IL DIRIGENTE E' STRESSATO, COME SARA' IL PERSONALE CHE E' ALLE SUE DIPENDENZE? FORSE NELLE SUE CRISI DI IDENTITA' VUOLE, COME GIA' DICHIARATO IN UNA CONTRATTAZIONE , APPLICARE AD OGNI DIPENDENTE DEL CORPO UN CARTELLINO PER IDENTIFICARLO? LA COSA PIU' STRANA E' CHE IL DIRETTORE DI TRIESTE NON RIESCE AD IDENTIFICARSI NEL SUO VERO RUOLO. MA QUAL'E'?

Ispettore Superiore Leo ANgiulli
Coordinatore Regionale UILPA Veneto-Trentino e Friuli
.

SBRIGLIA HA PERSO LE BRIGLIE...

Complimenti... chiederemo al Sig.MINISTRO,un eventuale clonazione del Dott.Sbriglia...davvero un peccato perdere una razza del genere...

dr. Sbriglia

Pensavo che Sbriglia avesse cambiato opinione sulla "sua" dirigenza, invece adesso è scivolato di nuovo, questa volta sulla Polizia penitenziaria...

Che america!

Non c'è niente da meravigliarsi dello sproloquiare del magnifico Sbriglia, lui e tanti altri come lui in questa amministrazione hanno trovato la vera America.

Il lavoro gli viene servito sopra un piatto di argento dagli appartenenti al Corpo, quelli che lui ed i suoi simili sono abituati a trattare come semplice manovalanza.

Sono serviti e riveriti, e da quando la Cisl ha fatto passare la legge Meduri prendono anche tanti soldi.

E' normale che facciano di tutto per tenerci "sotto schiaffo", è in gioco il futuro dei loro privileggi e del loro potere.

Antonio

Non ho parole.....!

Colleghi tutti, pur essendo un grande chiaccherone sindacalmente parlando, non trovo le parole per descrivere lo stato d'animo, e la grande rabbia che provo leggendo le schifezze che un rappresentante dell'Amministrazione Penitenziaria, nonchè addirittura dirigente sindacale di una O.S Confederale come la CISL....
Riesco a dire questo:

Dott. Sbriglia
VERGOGNATI E DIMETTITI
Gioacchino VENEZIANO Assistente Capo della Polizia Penitenziaria in servizio alla C.C di Trapani.

Grazie di esistere

Forse il dott.sbriglia non sà che il suo ruolo non dovrebbe esistere nelle carceri,siamo l'unico corpo di polizia ad essere comandato da un non appartenente,signori direttori
quando uscite dalle carceri non siete più nessuno ricordatevelo.Gli unici ad avere il comando della pol.pen negli istituti devono essere i comandanti oggi commissari

intervento di sbriglia

Non ti arrabiare Eugenio, fa male! Facciamo arrabbiare gli altri, invece, ragionandoci su.Allora chiediamoci quale altro senso protrebbe avere l'intervento di Sbriglia, oltre la chiara provocazione. Se tutto nasce dall'attribuzione ad un funzionario del Corpo della Vice Direzione dell'Ufficio P.T. del PRAP di Bologna, i conti non tornano! facciamo chiarezza. La L. 146/00 atribuisce le funzioni dirgenziali agli incarichi di direzione degli Istituti e le funzini dirigenziali generali ai Provveditori. Nei PRAP, quindi, ad ogni Area o Ufficio è preposto un dirgente (penitenziario o del disciolto Corpo). Ad ogni Area o Ufficio, però, viene sempre assegnato un "funzionario delegato",appartenente alle qualifiche funzionali del Comparto Ministeri, cha ha il compito di gestire l'andamento quotidiano dell'unità organizzativa. Analogamente per l'Uffico T.P., rientrante nelle specifiche competenze ed attribuzioni del Corpo, tale ruolo deve essere svolto da un appartenente alle qualifiche funzionali della Polizia Penitenziaria. Quello di Vice Direttore dell'Ufficio T.P. presso i PRAP, quindi, non è un posto di funzione dirigenziale e questo Sbriglia non poteva non saperlo. Allora quale potrebbe essere il senso vero di questo " calcio nei denti"? Chissà che non s'entri qualcosa l'attuale unità del fronte sindacale Pol. Pen. Chissà che qualche fronda dirigenziale DAP non stia pensando di biocottarlo, così come sta accadendo sui tavoli delpersonale del Comparto Ministeri. Chissà che non sia un modo per tentare di far sgnciare la CISL Penitenziari, allineandola completamente alla attuali dinamiche ministeriali che la vedono molto partecipe si, ma sul versante della parte pubblica. Chissà........
Luigi

dirigenti di dirigenza

la dirigenza ma......dovè

Vorrei sapere ...ma perchè!!!!!

Gentile Sarno e colleghi tutti
Gentile Sarno, io mi chiedo e vi chiedo, perché?.
Perché non riuscirò mai a capire (lo devo ammettere sono ignorante).
Perché? abbiamo Persone del genere, perché queste persone buttano fango e ci vogliono rimandare indietro di 30 anni, sono Persone laureate, con menti aperte, cosa che temono?, di perdere il potere?, di perdere cosa, ma lo sanno che un bel giorno il signore li vorrà accanto a lui come tutti noi, che fanno si portano il potere con se ?. Mi dispiace vedere questo corpo maltrattato da tutti, e con tutti i mezzi possibili dai nostri dirigenti. Gentili colleghi, lasciatemelo dire, ci vogliono ignoranti e analfabeti, come potremmo mai con persone del genere e ve ne sono molte al potere, avere un Corpo di Polizia Penitenziaria alla pari delle altre forze di polizia.
Mah...
Bey Francesco

Poverino Sbriglia?

Poverino Sbriglia, ma vale la pena perdere tempo con lui.
Vale la pena sprecare energie con un cimelio da Via del Confalone?
Credo proprio di no.
Resto in fervida attesa dell'incontro con il Ministro Alfano del 3 marzo 2009.
Spero proprio che dalla "Bora" di quell'incontro lo Sbriglia avrà la risposta che merita.
Pensavo ad un prepensionamento coatto, unitamente al 60%-70% dei nostri attuali direttori-dirigenti dello Stato con i punti "Miralanza".
Saluti e baci.
Il Puer Apuliae-Lecce.

pensionamento...

Caro Puer Apuliae
Invece possono rimanere fino a 65 anni, ad essi credo non si applichi la normativa della Polizia di Stato che prevede il limite di 60 anni per i primi dirigenti e 63 per i dirigenti superiori. Probabilmente il loro contratto è un mix di normative di cui non si capisce bene...

Purtroppo, Dio li fa ed il Dap li accoppia!

Carissimo credo che tu, purtroppo, hai ragione.
Che dobbiamo fare, dobbiamo soffrire.
Il poliziotto penitenziario nasce per soffrire.
Il problema non susssisterebbe se fosse solo uno, purtroppo ce ne sono tanti di quella specie!
Speriamo in un "Zunami" al Dap e che se li porti tutti via, salvando quel 30% al massimo.
Saluti a te anonimo profeta.
Il Puer Apuliae.

LA PAURA

PAURA:(SECONDO IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA)

"Intenso turbamento misto a preoccupazione e inquietudine per qualcosa di reale o di immaginario che è, o sembra, atto a produrre gravi danni o a costituire un pericolo: paura della morte, della guerra; battere i denti per la paura".

QUESTA E' LA DIMOSTRAZIONE LAMPANTE DI QUANTO IL DIRETTORE DEL SIDIPE STA' AVVERTENDO IN QUESTO PERIODO E NON SA ANCORA COSA GLI ASPETTA !!!!!!!!!!!!!!!!!

CARISSIMI AMICI E COLLEGHI,
QUESTO DIMOSTRA CHE I NOSTRI FUNZIONARI, SONO MOLTO PIU' PREPARATI DEI NOSTRI DIRIGENTI, TANTO DA FARLI TEMERE PER LA LORO POSIZIONE!!!!!????????????????
FORSE HANNO GIA' AVUTO LA DIMOSTRAZIONE CHE LA LORO FIGURA ALL'INTERNO DEGLI ISTITUTI PUO' ASSUMERE UNA POSIZIONE PIU' DEFILATA E INDIRIZZATA A COMPITI CHE SI SCOSTANO LONTANAMENTE DAGLI IDEOLOGICI DI UN CORPO DI POLIZIA.
HANNO CAPITO CHE LA POLIZIA PENITENZIARIA NON E' PIU' QUELL' ORGANO DI POLIZIA DI UNA VOLTA,HANNO CAPITO SOPRATTUTTO CHE LA FIGURA DEI FUNZIONARI DI POLIZIA INCOMINCIA A ESSERE SCOMODA ALLE LORO ASPETTATIVE E DI CONSEGUENZA, SI PREMUNISCONO A DIROTTARLI " A BINARIO MORTO" ,PER NON AVERE FASTIDII O PER "PAURA DI ESSERE DI TROPPO"!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

CARISSIMO EUGENIO,
CAPISCO BENISSIMO IL TUO STATO D'ANIMO E SINCERAMENTE MI SENTO DI DIRE CHE E' IL MOMENTO DI INSISTERE AFFINCHE' SI CONCRETIZZI LA POSSIBILITA' DI RAGGIUNGERE L'OBBIETTIVO PREFISSATO NELL' ISTITUIRE L'ORGANIGRAMMA CENTRALE DEL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA.

FRATERNI SALUTI

TOMMASO FILIPPI (ROSSANO)

LA COSA E SICURA, E QUESTIONE DI TEMPO.

Caro Eugenio,siamo come la gazzella ed il leone in una grande savana chiamata DAP. Ogni giorno ci svegliamo con un problma diverso,un giorno dobbiamo dire alle persone colte tipo il Sig.Stella, che non siamo secondini, il giorno appresso dobbiamo combattere contro i Dirigenti che cercano in ogni modo di mortificare gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria,ecc.ecc.
Una cosa è sicura questa CATENA "oserei dire virtuale" ma che virtuale non è, prima o dopo si spezzerà, la cosa è sicura è solo questione di tempo.
Certo che la grande alba non sarà molto lontano al Segretario-Dirigente-Direttore del SIDIPE dico VIVA LA POLIZIA PENITENZIARIA.

sono tutti stressati tranne i "poliziotti penitenziari"

Carissimo Eugenio,
non si fa in tempo a chiudere qualche polemica con persone di grande cultura che se ne apre un'altra addiruttura con un Dirigente - Direttore - Sindacalista del SIDIPE che perlomeno dovrebbe conoscere i veri problemi della polizia penitenziaria (tral'atro anche stressato) .Mi domando: ma vuoi vedere che i Dirigenti sono passati a fare il servizio nelle sezioni e i poliziotti penitenziari sono passati a fare i Dirigenti?Pensano di trattarci come schiavi ma si sbagliano di grosso noi siamo e resteremo la polizia penitenziaria con i nostri funzionari e spero al piu presto con la nostra Dierezione Generale del corpo della Polizia Penitenziaria; via i dirigenti(ALMENO QUELLI STRESSATI) dalla Polizia Penitenziaria.
FIERO DI ESSERE un Ass.te Capo della Polizia Penitenziaria.
un forte abbraccio a Te Eugenio.
da Avellino con furore

LA COSA E SICURA , E QUESTIONE DI TEMPO (2)

Mi scuso per non aver firmato il precedente commento non per volontà, ma per mera svista.
F/to Bruno Fortugno Assistente Capo della Polizia Penitenziaria Segretario Provinciale UIL PA Penitenziari di Reggio Calabria.

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