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L'Inferno di Rovigo

Tra qualche giorno comincerà l'iter formativo per gli assistenti capo destinati a rivestire la qualifica di Vice Sovrintendente. Vorrei far pervenire a tutti loro, iscritti o meno, le mie felicitazioni e i migliori auguri. Restiamo ancora in attesa che il DAP ci comunichi le effettive disponibilità o le vacanze organiche per ogni singola sede. Ma sul punto abbiamo già scritto e commentato. Sono reduce da un giro di visite in alcuni istituti del Veneto dove ho potuto constatare punti di caduta inimmaginabili. Forse avrete già avuto modo di leggere il resoconto sulla visita a Rovigo ( leggi qui) dove ho toccato con mano dove può arrivare il cinismo, l'insensibilità, il sopruso . Mi riferisco ad un posto di servizio denominato " il piazzale". Di fatto è in campo aperto e il collega/la collega che hanno la malasorte di esere colà comandanti debbono sostenere una vera e propria battaglia per la vita ! Dunque : il posto di servizio è all'aperto, senza alcuna protezione e/o garitta o box. L'area è grande più o meno quanto due campi di calcio. Non è asfaltata e ciò comporta, in caso di pioggia, l'attraversare un vero e proprio acquitrinio. Ovviamente esposto in maniera diretta alle intemperie e agli sbalzi termici ( e da quelle parti il freddo e l'umido si fanno sentire, non parliamo della calura estiva). Chi è comandato in quel posto di servizio deve attendere all'apertura della sezione maschile, della porta carraia e della sezione femminile ( un percorso da parte a parte di circa 120 metri) e ciò, come potete immaginare avviene varie volte nel corso di un turno ( ovviamente a otto ore). Non solo. Occorre accompagnare i detenuti/le detenute in transito e dare " un'occhiatina" alla cucina detenuti! Non bastasse ...si dovrebbe anche sorvegliare un lato " oscurato" alla vista del perimetro interno e del muro di cinta (privo di sorveglianza). Io ho parlato di tortura, ma forse non ho dato bene l'idea. E' peggio ! Di certo lunedì 24 nel corso del mio colloquio con il Capo del DAP non mancherò di sottolineare questa bestialità, perchè di ciò si tratta. Infatti per Lunedì prossimo il Pres. Ionta ( a cui avevamo fatto pervenire una certa nostra insoddisfazione) mi ha convocato "privatamente" nella mattinata. Nel pomeriggio di Lunedi , invece, affronteremo il caso Orvieto. Ci sarà da divertirsi, immagino. O forse no! Non vorrei che quella parte nemica dell'Amministrazione che sembra essere tornata prepotentemente in auge (per difendere la casta) arrivi a sostenere che il Direttore di Orvieto ( che  elargì premi da 50 euro ai detenuti il giorno dopo che fu perpetrata una vile aggressione a dei colleghi in servizio) abbia ben operato e che , quindi, è esente da responsabilità. Oramai c'è da aspettarsi di tutto, e non in meglio. La telenovela di Lecce è indicativa in tal senso. Ho l'impressione che siamo orfani, ma per davvero. Il Corpo è orfano, benchè il Capo del DAP continui a definirsi Capo della polpen. Ma un Capo si vede e si sente .... ! Certo una delle soluzioni ( forse la soluzione) sarebbe la Direzione Generale del Corpo. Ma avete più sentito ( dopo la campagna di ottobre) qualcuno parlare di queste cose? Forse non sarà un caso che qualche giorno fa il Ministro ci ha convocato per parlare della Dirigenza Penitenziaria ( qualcuno al DAP aveva lo aveva spinto a farlo ?) e la sola O.S. che ebbe a dirgli che doveva ricordarsi anche della (futura) dirigenza del Corpo è stata la UIL ! Ma noi non mollliamo. Come si dice dalle parti del Vesuvio " tenimm a' capa tosta", e di questo se ne accorgeranno ben presto. Intanto prendiamo atto che la campagna disdette non ha prodotto (per ora) effetti devastanti. Noi registriamo revoche in percentuale normale e in linea con gli scorsi anni. Vorrei, anzi, poter dire che chiuderemo in attivo. E sono fiducioso perchè la passione , la competenza, l'entusiasmo dei nostri quadri e dei nostri iscritti non passano  inosservate e il personale comincia a capire e a darci ragione ! E ciò soprattutto grazie voi .....

Eroi ? Forse....

A leggere la relazione di Eugenio su Rovigo  (ma anche quella su Vicenza) c'è da rabbrividire. Io non capisco come mai solo quando arriviamo noi negli istituti si dicono certe cose. Intanto vorrei stringermi ai colleghi di Rovigo e Vicenza. La solidarietà è un fatto astratto ma sapere di aver vicino dei colleghi a volte aiuta. Non saranno eroi ma certo non se la passano bene. Mi pare di essere ritornato a 30 anni fa... Eugenio ne sai qualcosa. Vero? Meno male che c'è chi denuncia senza peli sulla lingua. Avanti così e prima o poi li pieghiamo !

Ciro da Napoli

BRUNETTA CERCASI !!!!

CARE SEGRETARIO GENERALE TI INVITO A SCRIVERE ALL'AMATISSIMO MINISTRO BRUNETTA.......... PER FARGLI SAPERE CHE VI SONO POLIZIOTTI PENITENZIARI CHE VORREBBERO TORNARE A LAVORO MA NON POSSONO PERCHE' NON VI E' UN MEDICO ALLE C.M.O. CHE LI VISITI E LI FACCIA IDONEI AL LAVORO.

PERTANTO SIAMO DEI FANNULLONI "FORZATI" CAUSA DI UNA AMMINISTRAZIONE INEFFICIENTE . INEFFICACE .........CHE PERO' BRUNETTA NON TOCCA........

ELI ........

Lo spettro di Rovigo a distanza di 25 anni

Il Penitenziario di Rovigo, già 25 anni fà versava nelle medesime condizioni così come viene descritto oggi, dal Segretario Generale Eugenio Sarno.
Noto con dispiacere che le cose non sono cambiate!!!!!
Forse è giunta l'ora?
Ad Eugenio dico grazie per aver fotografato e denunciato la reale situazione, ai Partiti Politici dico fate il Vostro dovere.
Saluti e buon lavoro a Tutti.
Bruno Fortugno
Segretario Provinciale di Reggio Calabria.

rovigo e simili...

Ci sono istituti e istituti, nuovi e vecchi, diversi di struttuta, organizzati o meno in maniera diversa, naturalmente le situazioni di disagio si ripercuotono in primis su chi vi lavora e conseguentemente sul rendimento. L'unica cura è un'organizzazione "funzionale" allo scopo e cioè una buona direzione generale del Corpo con le specializzazioni in cui dirigenti di polizia penitenziaria abbiano anche il compito di monitorare le situazioni e di provvedere certamente cogliendo le varie richieste del Sindacato... e quindi provvedere a migliorare e sanare le cose. Gli istituti dovrebbero essere radiografati non solo per coloro che stanno dentro le sbarre, ma anche per coloro che vi lavorano. Scusate ma gli altri Corpi come fanno? I Generali e colonnelli dei Carabinieri come fanno? Si presentano all'improvviso per fare ispezioni e se trovano cose che non vanno sono "cazzi acidi" per i comandanti! Bisogna inoltre ripensare ad una oculata mobilità per i dirigenti e i comandanti di strutture specie di chi ha alloggio a carico dell'Amministrazione, d'altronde chi vuol fare carriera deve poter correre anche questo rischio. Praticamente la mobilità deve essere funzionale alle necessità delle sedi e non viceversa alle esigenze dei dirigenti. E soprattutto i giovani devono essere i primi a trottare!
Distinti saluti.

UNO, DIECI, CENTO, ROVIGO.

Caro Eugenio, per noi che giriamo gli istituti e che facciamo parte della vecchia zimarra, SAPPIAMO BENE che in Italia di "INFERNO di ROVIGO" c'è NE SONO, a dir poco,100.
In Puglia: FOGGIA,BARI,LUCERA, SAN SEVERO.
-A Lucera ci son posti di servizio, uffici, senza finestre, senza aria e luce diretta, con l'umido che scola dalle pareti.
-A San Severo, un carcere part-time, dopo le 14.00, tutti vanno via, restano solo i colleghi poliziotti a turno, abbandonati da Dio e dagli uomini, sono costretti a coprire sino a 5 posti di servizio contemporaneamente.
-A Bari non ne parliamo proprio.
-A Foggia, dove la capienza normale è di 378 e la "possibile" di 640; Il direttore, in data 14.11.08 scrive al PRAP, comunicando che è stata superata la cosidetta "Capienza possibile" visto che ne sono detenuti n°650.TU, CARO EUGENIO, PARLI D'INFERNO SOTTO L'ASPETTO STRUTTURALE DEI LUOGHI DI LAVORO. Comprendo che nelle  visite solo ciò si può, con certezza vedere.
MA NOI VIVIAMO OGNI ISTANTE DELLA GIORNATA "GLI INFERNI"  FATTI DI DISPREZZO PER IL NS. LAVORO, DA PARTE DI CHI DOVREBBE DIRIGERCI.
VIVIAMO GLI INFERNI DELLE DISCRIMINAZIONI e DEGLI ISOLAMENTI SOCIALI;
NOI VIVIAMO GLI INFERNI DI ESSERE TRATTATI ALLA STREGUA DEI DETENUTI, PERCHE' PRETENDONO LA "DOMANDINA" PER POTER PARLARE DEI NS PROBLEMI; .
Il PUER APULIAE - Lecce.

L'inferno di Rovigo, ed Il Castello di Favignana..........

E' vero Eugenio esistono posti di servizio che se per caso si mettesse un cane di guardia lo stesso animale scapperebbe via dopo un paio di minuti. Eppure certi dirigenti di concerto con i comandanti, non sentono la necessità di dare dignità a chi deve operare in quelle condizioni. - Restando in argomento vorrei dire che mentre una delegazione era a Rovigo, un'altra si è recata a Favignana (dalle alpi alle piramidi) e posso dire di aver trovato si un carcere vecchio, dove le celle sono state scavate nella roccia a circa 10 metri sotto il livello del mare. - Ma a fronte di questa caratteristica introvabile in tutta l'italia, posso dire di aver trovato un Comandante davvero in gamba ( non è nostro iscritto e mai forse lo sarà...) del ruolo ordinario dei Commissari, che sta facendo di tutto per migliorare le condizioni di vita del Suo personale....Ho trovato Un carcere pulito, ordinato, e l'unica pecca era la carenza di personale impiegato nei reparti detentivi. - Infatti per la carenza di uomini e donne della Polpen, mancava il Cancello Orto, ed il Piazzale Porta Carraia. La porta carraia si alternava con il 1° e 2° Cancello. Il collega del 5° cancello si occupava dell'infermeria, del braccio dx e sx, in più doveva vigilare sui coloqui del cappellano con i reclusi.- La cucina detenuti per carenza di organico veniva di volta in volta chiusa nel pomeriggio, ed ai reclusi veniva dato il piatto freddo per cena.- Lo smistamento transito Osservzione, si occupava pure dell'isolamento. -Il 2° reparto era presidiato da una singola unità, unitamente al 9° reparto. - Il 3° reparto è attualmente chiuso, grazie all'impegno dell'Amministrazione locale.Il posto di servizio del reparto Osservazione, viene coperto dal collega del transito Osservazione. - Il IV° reparto e l'8° reparto vi solo una unità con 25 detenuti (internati) che si deve occupare pure delle scuole (manca l'aria condizionata nel posto di servizio). - L'unica criticità l'abbiamo notata nel V° e VI° e VII° reparto reparto, laddove un solo collega si occupava di vigilare su 59 detenuti (internati), quindi abbiamo chiesto di inserire un'altra unità almeno al 6° reparto.- Insomma, non è una situazione idilliaca, ma credo che il clima non era drammatico al massimo. - Sarebbero necessarie almeno 10 unità per poter operare con sufficiente sicurezza.- L'unica nota stonata sono le caserme, abbiamo visto che taluni hanno un posto quasi singolo, altri sono in 6 dentro una stanza di 8 metri quadrati (quelli della navale), ma anche in questo caso, il Comandante ci ha assicrato di verificare la possibilità di una nuova e migliore assegnazione di posti letto. - Infine, la Base Navale, vi sono due motovedette d'altura, la pattuglia più forte esistente a Favignana come Forza di Polizia in ambito marino, ma a causa della carenza di fondi nel capitolo del carburante, le stesse sono ferme e fanno solo un viaggio da Favignana a Trapani...... (ed il personale per raggiungere Favignana paga un biglietti di 16 euro tra A-R......) Inoltre le 20 unità della navale sono inglobate nell'organico dell'istituto, cosi da non dimostrare la grave carenza di orgaico del personale del Carcere. - Infine, ma non per importanza, le due motovedette non hanno un manufatto nella banchina, e quindi fatto tutto dentro le motovedette........Speriamo che qualcuno si accorga di Favignana......non solo per la COPPA AMERICA, quando l'allora ministro Castelli ha avuto per una settima a disposizione la motovedetta senza nessun problema di carburante.....Ai posteri ardua sentenza.
Chicco Da Trapani

Favignana

Caro Chicco quello che ti hanno fatto ho voluto far vedere a Favignana è soltanto la mettà dei problemi,senz'altro il problema della mancanza del personale esiste ed incide tanto sul servizio ma non si può solo e soltanto attriuire la colpa a questo,
a Favignana c'è un grande altro problema che è quello di non volersi aggiornare,di non voler andare a passo con i tempi,per la mancanza di conoscenza,per inesperienza,perchè si è sempre fatto così,o perchè il cambiamento impaurisce,basta pensare che fino a pochi giorni fà con ordine di servizio decennale si obbligava il personale di pol.pen a distribuire le bombolette ai reclusi,bisogna che chi organizzi il lavoro alla pol.pen. abbia un minimo di rispetto e tanta esperienza e voglia di cambiare proiettando il polizziotto penitenziario verso il futuro

UN caro amico che ti stima.

Favignana- sicuramente, il

Favignana-

sicuramente, il probblema del organico della c.r.di favignana,sarà una punta di un ghiaccio, ma certamente il personale deve crescere nel organizzarsi, aggiornarsi nel settore lavorativo, ma siamo noi, che dovremmo cambiare, nel rispettare le regole, assicurare che ci sia la voltà di voler proggredire, solo con determinazione, unendo le nostre forze ci si può avviare ad un unico obbiettivo l'interesse comune.un abbraccio a tutti .leo

caro anonymus siamo noi i

caro anonymus siamo noi i primi a non volere cambiare, che non leggiamo gli ordini di servizio, le tabelle di consegna, le disposizioni, che rifiutiamo di sederci ad un computer e scrivere una relazione di servizio, a non sapere che cos'è un'arresto, a non capire che cosa è un verbale di dichiarazioni spontanee e un verbale di sommarie informanzioni, non siamo neanche in grado di riferire che nella palestra hanno divelto una presa e si sono portati via i fili in cella ma nel registro scriviamo nulla da rilevare.
Abbiamo un comandante che ci ascolta e che ci responsabilizza, abbiamo detto le bombolette e due giorni dopo è arrivata la disposizione, abbiamo detto che quello del 7° non fa niente ed è stato fatto l'ordine di servizio per cambiare la situazione, ci rifiutiamo di far firmare le domandine ai detenuti e le firmiamo noi nonostante ci hanno detto mille volte che le deve firmare il detenuto, abbiamo chiesto gli interpelli e sono stati fatti, chiediamo riposi e congedi e puntualmente vengono dati, rapporti disciplinari neanche a parlarne... ma noi sappiamo solo lamentarci, per questo non cresceremo mai...
Paura di cambiare, te lo sei scordato quando facevi sorveglianza a vista dentro l'isolamento con il naso a un metro del cesso alla turca... lo hai più fatto, ti ricordi quando dormivi nel letto a castello come i detenuti.. lo hai più fatto... ti ricordi quando venivi perseguitato per ogni cazzata che facevi... ti è più capitato, ti ricordi quando entravi allo spaccio e barbetta ti cambiava il canale senza dirti niente, ti ricordi quando facevi rto, 2, 3 e 9 quando ci stavano solo 70 detenuti in carcere... lo hai più fatto, ti ricordi quando crepavi di freddo al corridoio del 9... lo hai più fatto.
Sappiamo solo criticare!

INFATTI ANCORA OGGI

CARO ANONIMUS TUTTO QUELLO CHE HAI SCRITTO CHE PER Tè NON SUCCEDE PIù A FAVIGNANA,PER TRE QUARTI ANCORA ESISTE,SOLO CHE TU NON LO SAI PERCHè MOLTO PROBABILMENTE SEI IMPEGNATO NELLA TUA BELLA SCRIVANIA A LAVORARE AL COMPUTER.....UHM...UHM....I COLLEGHI HANNO PERSO ANCHE LA VOGLIA DI REAGIRE PERCHE IN TANTI ANNI NESSUNO LI HA MAI PENSATI.
SICURAMENTE SONO D'ACCORDO CON Tè CHE CI SIA UN COMANDANTE CHE ASCOLTA IL PERSONALE DEL SERVIZIO A TURNO E UN RAGAZZO"OPERATIVO" CHE NON HA PAURA DI ANDARE LUI DI PERSONA A RISOLVERE I PROBLEMI IN SEZIONE FRA QUALCHE ANNO CON UN Pò PIù DI ESPERIENZA
E DI "MALIZIA"SARA AL MIO AVVISO UNO DEI MIGLIORI COMANDANTI,SOLO CHE DOVREBBE EVITARE DI ASCOLTARE QUELLI COME Tè,ALZATI DALLA SEDIA OGNI TANTO E VAI A LAVORARE IN SEZIONE,BECCATI LA PIOGGIA ,IL FREDDO PUNGENTE,CALPESTA GLI SCARAFAGGI CHE D'ESTATE TI CAMMINANO INTORNO,E SPORCATI ANCHE TU LA DIVISA DEGLI ESCREMENTI DEI VOLATILI,E SE TI RIMANE TEMPO RINCORRI QUALCHE TOPO.

chicco sei un grande ciao da

chicco sei un grande ciao da max

il bordello della cc di trapani

siamo in uno stato di abbandono con l'apertura del nuovo reparto AS non si assicura la più elementare forma di sicurezza grazie alla grave carenza di personale che invece per in dap a trapani il personale e in esubero perchè qualche scenziato ha stabilito la pianta organica non tenedo conto dei carichi di lavoro ma ancor piu sconcertante e che i sindacati non hanno capito che se si e uniti fanno paura invece a trapani esistono i pregiudizzi spero che almeno noi UIL incominciamo a battere i pugni per tutelare la pol pen DAI CHICCO ACCENDI LA MICCIA e vediamo chi ci segue.
ciao un amico nativo isolano

E tutto vero ma non da ora

Gentile Sarno E colleghi
Gentile Eugenio quello che tu hai visto e hai denunciato io l'ho vissuto nel 1990 in prima persona. Sono un Rodigino che dopo aver supportato x circa sei anni quello che tu ora denunci, non solo vivevo in quella situazione, ma la politica di allora era quella, prima il detenuto poi l'operatore penitenziario. Ora molti anni sono passati, spero per i colleghi che ancora sono rimasti a prestare il loro servizio nell'istituto di Rovigo che la politica sia cambiata. Sì perché io nonostante abitante da sempre a Rovigo, e come si dice in questi casi (casa e bottega) ho dovuto trasferirmi in altro Istituto dove tuttora presto servizio, badate bene non per punizione o altro, ma solo perché nonostante la situazione in cui si lavorava la quale era ed è tuttora impossibile, come non bastasse si dava più credito al detenuto che all'operatore. Vedete gentili colleghi come dirvi, che spesso un agente aveva tre piani da controllare e unico accesso ai tre piani erano le scale, come non bastasse, aveva pure quattro ore di sentinella nello stesso turno, a voi capire quel povero disgraziato che doveva fare, era più il tempo che andava su e giù per le scale da un piano all'altro che controllare i detenuti, moltissime volte nei turni 16/24 nonostante i tre piani da controllare, se arrivava un Nuovo Giunto dovevi abbandonare la sezione e andare a perquisire, non vi parlo del piazzale completamente alle intemperie, quando comandato a tale servizio, dovevi solo raccomandarti a Dio e sperare che non piovesse, quando ancora oggi, qualche volta racconto ai colleghi attuali come eri costretto a lavorare, mi guardano come li volessi prendere in giro, però e la dura realtà di chi presta servizio nell'Istituto di Rovigo.
Voglio scusarmi se sono andato un po’ per le lunghe, ma ho voluto testimoniare una situazione impossibile perché voglio essere solidale con i miei vecchi amici colleghi di Rovigo. Ringrazio il Collega responsabile dell’UIL di Rovigo che ha denunziato tale situazione tramite il nostro Segretario Generale, gentile Sarno doveri nel 1990.
Bey Francesco

visita rovigo

Caro Eugenio,
dopo aver letto l'esito della visita effettuata da te a Rovigo,sono sempre più convinto che l'istituzione della Direzione Generale del Corpo sia per un Sindacato con la "S" MAIUSCOLA come dici sempre tu, la priorità assuluta per non sentire e vedere più queste scellerate gestioni da parte di dirigenti incompetenti e incapaci a dover gestire la Polizia Penitenziaria!
diamo l'Amministrazione ai Direttori e il CORPO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA AI POLIZIOTTI PENITENZIARI
Avellino con furore

dirigenza smarrita.

 

La vergogna è di dominio pubblico ma da quanto ho potuto leggere non manchiamo come al solito di additare il primo responsabile prossimo alla nostra punta del naso. Ritengo sia un errore incolpare del disastro la classe dirigente degli Istituti.

Un tempo la guerra intestina veniva artificiosamente creata dai nostri Dirigenti i quali seguivano il principio dei vincenti dividi et impera.

Credo che oggi siano anche loro privi di riferimento,smarriti in un labirinto lugubre che li scaraventa da un incubo all'altro.

Non è loro la colpa se il Carcere purtroppo è l'ultimo anello del sistema Giustizia, non credo che gli faccia piacere presiedere un magazzino stipato di carne umana e sicuramente ne patiscono professionalmente di reggere questo silenzio imposto gioco forza.

Credo sia arrivato il momento di unirci,tutti e di incamminarci su un progetto comune.

Anche tra le loro fila annoverano le vittime e non credo sia giusto lasciarli in balia di questa amministrazione che perde pezzi come un carro sgangherato

massimo Salerno

poliziotti penitenziari

Caro Massimo credo anchio che i nostri dirigenti sono privi  di riferimento,ma il motivo e perché siamo adesso più professionali , come ha scritto Avellino con furore diamo i Poliziotti Penitenziari alla Polizia Penitenziaria.

amico ALFI

 

Ciiiiiiiaaaaaoooo aaaaalllffiiii. Ci si incontra anche in rete e? Il contesto operativo del reparto ci divide ma il magico Eugenio con il blog ci consente di comunicare, finalmente un passo in avanti per “abbattere le mura “ si realizza. La comunicazione, l'unione, lo scambio di idee, questa è la linea da seguire. E' vero i Poliziotti ai Poliziotti, ma avrai contezza che per il momento in rotta si intravede un porto distante e con questo mare in burrasca dobbiamo ritenerci fortunati se la nostra carretta non affondi prima dell'attracco. Bando alle ciance, avrai perfettamente compreso il senso del mio commento, chiaramente sarebbe riduttivo se ci limitassimo a pronunciarci su mere responsabilità d'impatto,abbiamo capito tutti che una delle abilità del D.A.P consistono nel sapersi nascondere, difatti con una circolare DOC di fatto inapplicabile si riesce a “scaricare” la mannaia della responsabilità sulla groppa del povero malcapitato di turno, quindi condividerai che è alquanto semplice addossare tutte le colpe al primo in lista, questo però non implica che ci siano Dirigenti diligenti attenti al personale a lui sottoposto e altri un po',come dire distratti.......alcuni particolarmente protesi al “recupero” ed altri più realisti e lineari, d'altronde e scientificamente provato che esiste l'accanimento terapeutico. Ma dei nostri Reparti potremmo parlarne? Dei Nuclei Operativi che continuano di giorno in giorno ad assumere le connotazioni di un apparato militare in un contesto smilitarizzato da oltre un decennio, e aggiungerei allo sbando, sarà lecito metter bocca... chissà.... alla prossima ciao alfi.

massimo Salerno

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