Sicurezza senza soldi .... e senza dignità
Sarà un refolo , una brezza appena accennata. Diciamo una sensazione , ma ho l'impressione che un vento nuovo comincia a spirare. Da poco abbiamo lasciato la Camera dei Deputati dove il Partito Democratico ha organizzato un convegno dal titolo " Sicurezza senza soldi" cui sono stati invitati anche i rappresentanti delle Forze Armate e delle Forze di Polizia. Il convegno è stato chiuso da Walter Veltroni (leggi comunicato stampa e rilanci agenzie) La partecipazione, questo è già un fatto, è stata molto massiccia. Si sono visti i rappresentanti dei COCER Esercito, Carabinieri,Finanza, Aeronautica e Marina. Per le OO.SS. del Comparto Sicurezza presenti SAP, SIULP,SIAP,UGL Polizia, ANFP , UILPS e CGIL-CISL-UIL della polizia penitenziaria. Ad aprire i lavori la ministra ombra PD della Difesa, Pinotti. Ha relazionato il ministro ombra dell'Interno, Marco Minniti. Presente anche il Ministro ombra della Giustizia, Tenaglia. Tra i tanti parlamentari che hanno seguito il dibattito, spiccavano le presenze dell'ex Prefetto Serra , dell'ex Vice Capo della Polizia De Sena e dell'ex Sottosegretario alla Funzione Pubblica Scanu. Tra i temi maggiormente toccati ovviamente un posto di rilievo hanno trovato l'ex D.L. 112, la Finanziaria e il provvedimento in discussione sulla specificità del Comparto Sicurezza e Difesa. Personalmente nel mio intervento ho voluto sottolineare come un titolo più adeguato al convegno per noi sarebbe stato " Sicurezza senza soldi e senza dignità" perchè come ho avuto modo di dire " gli operatori della sicurezza non solo si sentono più poveri ma anche privati della propria dignità di operatori dello Stato" . Devo dire che mi ha particolarmente colpito l'applauso, intenso, scattato quando ho fatto riferimento " al nostro sconcerto per non aver sentito parole di solidarietà ne da destra ne da sinistra rispetto ai tanti feriti della polizia penitenziaria aggrediti da delinquenti detenuti ...". Particolare attenzione hanno destato le nostre considerazioni sugli effetti dei tagli previsti dalla finanziaria per il sistema carcere " ..,. tagliano il 30% sulle spese del vitto e del mantenimento, tagliano il 30% per le traduzioni dimenticando che i detenuti aumentano e non diminuiscono". Poi , approfittando della presenza di Tenaglia ho invitato il PD ad aprire una indagine conoscitiva sullo stato dei nostri mezzi destinati al servizio traduzioni " che se in uso a privati sarebbero in gran parte oggetto di sequestro" nonchè a verificare la possibilità di istituire un Osservatorio permanente sulle condizioni di vita e lavoro all'interno degli istituti penitenziari. Polemicamente ho anche fafto cenno alla recente Festa del Corpo " Quando un Ministro nel discorso alla Festa si limita ad elencare le difficoltà senza accennare alle soluzioni si deprimono gli operatori. Almeno ci dicano con quale personale vogliono aprire i nuovi istituti o i nuovi padiglioni in costruzione ". Sul D.L. 112 è stato persino troppo facile richiamare la polemica con Brunetta " anche se mi ha dato del bugiardo e del sobillatore io ribadisco che la specificità non è solo una questione di soldi ma anche una questione di attenzione vera che presuppone una filosofia di approccio diversa per lavoratori evidentemente atipici che non sono , dati alla mano, fannulloni e che con i fannulloni nulla hanno da spartire ". Debbo dire che gli interventi della Pinotti, di Minniti e dello stesso Veltroni oggi mi hanno convinto molto di più delle altre volte. Ho colto, nelle loro parole, una consapevolezza e una determinazione che non avevo colto prima. Lo stesso Tenaglia mi ha rivelato come sulle questioni che abbiamo posto presenterà interrogazioni al Ministro Alfano. E' chiaro che dai banchi dell'opposizione è più facile condividere le nostre proteste e le nostre proposte. Ma avere una parte importante del Parlamento al fianco delle nostre battaglie da fiducia e ci fa sentire meno soli. Ciononostante,però, restano sul tappeto tutte le questioni aperte. Sull' ex 112 le notizie appaiono alquanto rassicuranti. Almeno per quanto concerne la modifica all'art. 71 che è stato e sarà approvato come noi vi avevamo anticipato. Di fatto azzerando le ritenute sulle malattie. Qualche dubbio lascia la delega al Governo a legiferare sulle categorie usuranti. E' doveroso ricordare che già nel 2001 fu votata una legge analoga, senza che si giungesse ad alcuna conclusione. Sui contratti e sui rinnovi contrattuali occorre forzare la mano a Brunetta e Tremonti ( 587 milioni per il rinnovo sono una vera miseria, pensate che noi contestammo Prodi che di milioni ne aveva stanziati 998 !). Non a caso incrociando Scanu gli ho detto " Mi tocca rivalutare il tuo patto per la sicurezza. Quello era almeno un libro dei sogni. Oggi non c'è ne il libro ne i sogni" . Su questi temi abbiamo raccolto solidarietà e impegni da parte di Veltroni, Minniti, Pinotti e Tenaglia. Cosa avranno concretamente fatto, se lo avranno fatto, lo giudicheremo nel tempo. Però non posso non sottolineare l'autocritica di Veltroni " le vostre questioni, i vostri problemi nel passato ci hanno visto un po troppo distanti e la colpa è solo nostra " non voglio nemmero lasciare sotto traccia la sua ammissione " la polizia penitenziaria svolge un lavoro difficilissimo, durissimo. Tutti abbiamo il dovere di stare accanto a questi lavoratori" . Parole senza dubbio importanti. Ma sempre di parole si tratta e noi abbiamo bisogno di fatti anche se questi sono segnali che non vanno trascurati. Però noi abbiamo necessità di risolvere i problemi e di dare delle risposte. Per questo noi non molliamo e non molleremo.Con o senza il PD. A fianco o contro il Governo.
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SICUREZZA!!!!????
COSA SIGNIFICA LA PAROLA "SICUREZZA"????????????
CARISSIMI AMICI E COLLEGHI,
QUESTA PAROLA PER MOLTI E' DIVENTATA UNA PAROLA ASTRATTA E SENZA SIGNIFICATO.
NEGLI ISTITUTI PENITENZIARI NON E' RIMASTA NEMMENO LA CONSAPEVOLEZZA DI PRESTARE UN SERVIZIO PER UNO STATO CHE SI DISINTERESSA DELLA GRAVE SITUAZIONE CHE SI E' VENUTA A CREARE CON LA GRAVE CARENZA DEGLI ORGANICI.
SI PENSA AD APRIRE NUOVE STRUTTURE,A FARE TAGLI ETC..ETC..
I NOSTRI VERTICI FORSE NON SANNO COSA SIGNIFICHI "SICUREZZA".
VI POSSO SOLO DIRE CHE NELL'ISTITUTO IN CUI LAVORO, E NON LO DICO SOLO PER LAGNARMI,DALLA SUA APERTURA VI SONO STATI DIVERSI PROBLEMI CHE A DISTANZA DI TEMPO SI SONO ULTERIORMENTE AGGRAVATI.
UN ISTITUTO PRIVO DI OGNI MINIMO IMPIANTO D'ALLARME, PRIVO DI TELECAMERE,LA SALA REGIA FUNZIONA SOLO PER LE TELEFONATE DETENUTI, SENZA SENTINELLE MA SOPRATTUTTO SENZA UOMINI.
MI SPIEGATE COME UN ISTITUTO APERTO DA APPENA OTTO ANNI SIA IN QUESTE CONDIZIONI?
DI NOTTE L'UNICA POSTAZIONE ARMATA è LA PORTINERIA!!!!!!!!!!!!!!
CON UNA POPOLAZIONE DETENUTA COMPOSTA DA 130 DETENUTI AS, 1 AIV, FACENTI PARTE DELLE PIU' AGGUERRITE CONSORTERIE MAFIOSE.
SOLO QUALCHE MESE FA UN DETENUTO DELLA MEDIA SICUREZZA E' RIUSCITO A SCAVALCARE IL MURO DI CINTA DI 7-8 METRI D'ALTEZZA CON ESTREMA FACILITA'.
ORA IMMAGINATE SE QUESTO GESTO FOSSE STATO ORGANIZZATO DA MAFIOSI!!!!!!!!!!!!!!!!
BE, PER ORA E' STATO SOLO UN GESTO DI PURA INGENUITA' DI UN PIROMANE UN PO MALATO DI MENTE CHE PER SOLDI HA SFIDATO, UNO STATO UN PO DISATTENTO ALLA SICUREZZA E MOLTO ATTENTO AL RISPARMIO.!!!!!!!!!!!!!!!
VI SALUTO E
CONCLUDO DICENDO UN PROVERBIO DEL MIO PAESE: "LU SPARAGN E' NU MAL GUDAGN" (IL RISPARMIARE PORTA A FARE UN CATTIVO GUADAGNO).!!
CIAO
UN POLIZIOTTO INCAZZATO!!!!!!!!!!!!!!!
Dove andremo a finire??????
Gentile Sarno E colleghi
Mi chiedo e vi chiedo, dove stiamo andando, cosa vuole questo Governo. Vedete ho un brutto pensiero per la mente, non vorrei mai che si trasformasse in realtà, anche se il pericolo e sempre più vicino. Di cosa parlo, la situazione degli Istituti ormai sta classando, il personale diminuisce, i detenuti aumentano, e i Signori Direttori non fanno nulla anzi aumentano le attività ai detenuti, (giusto che sia così) ma ci dobbiamo essere pure noi a controllarli, ma noi non ci siamo, non perché siamo ammalati, perche proprio non ci siamo come numero. Allora?, detenuti in sovrannumero pochi operatori penitenziari, il pericolo e che nasca qualche rivolta, alle spese di qualche collega che per sua sfortuna si trovano lì in quel momento. Il Governo, il Ministro della Giustizia, il Capo del Personale, sta aspettando questo?
Altra cosa aspettate fra qualche mese e vedete quanti colleghi se ne andrà (in pensione.)
Bay Francesco
SENZA SOLDI MA NEANCHE PAROLE!!!!
Caro Eugenio, sai che tengo tanto al Blog!!! Credo che serve, quì dobbiamo percepire le idee degli iscritti, dei colleghi e di tutti coloro che vi partecipano!
Servono le discussioni, eccome! Questo è praticamente un invito!!!!
La Polizia Penitenziaria ha bisogno di Soldi......per ARRUOLARE. aumentare lo straordinario e detassarlo, aumentare il buono pasto, rinnovare il contratto,rivedere la presenza qualificata e la reperibilità!!!!! Occorrono anche però idee, proposte.......... FATTI!
Il 29 OTTOBRE ci sarà una BELLA MANIFESTAZIONE!!!!!! A Roma, presso Questure e Prefetture ( per il decentramento )....... Allora facciamo sentire con la VOCE, con gli UOMINI......... che i SOLDI se vogliono li trovano..................................!!!!
Buon Lavoro......... a tutti!!!!
corriere della sera
Copia incolla dal sito del Corriere della Sera, buona lettura, Antonio.
Cronache A Milano celle di 3 metri per 2 con 6 detenuti. A Monza si dorme su materassi in terra
«Carceri disumane. E fuorilegge»
Rapporto choc dell'Asl su San Vittore e Monza. Il giudice del tribunale di sorveglianza: la pena non si fa espiare così
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A Torino 40 detenuti dormono per terra con una coperta
AUDIO: «Condizioni igieniche da paura»
Detenuti a Milano (Fotogramma
Almeno in alcuni reparti del carcere di San Vittore a Milano e della casa circondariale di Monza «le condizioni igieniche e di vivibilità», documentate da due rapporti riservati dell'Asl, «sono pessime» al punto tale da violare «l'articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività», e l'articolo 27 per il quale «in nessun caso» la legge può determinare come pene «trattamenti contrari al senso di umanità». E poiché queste condizioni di invivibilità sono «non rimediabili con l'indiscusso impegno del personale», il neopresidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Pasquale Nobile De Santis, ricorre a una norma dell'ordinamento penitenziario del 1975, e cioè all'articolo 69, per rappresentare per iscritto e direttamente al Guardasigilli Angelino Alfano una necessità da ultima spiaggia: «Assoluta l'esigenza che vengano a cessare le suddette modalità di esecuzione della pena e di custodia dei detenuti». Come dire: che vi sia da dare finalmente corso alle ristrutturazioni di padiglioni in attesa di lavori finanziati o da sgomberare questo o quel raggio trasferendo altrove i detenuti che vi sono pigiati, almeno in alcuni reparti di queste due carceri la legge è violata, non si può continuare a far finta di non vedere che sia così, e soprattutto non si può continuare a far espiare in questo modo la pena.
L'iniziativa di Nobile De Santis, ex presidente di una sezione del dibattimento penale, da pochi mesi al timone del Tribunale di Sorveglianza che da Milano ha la responsabilità (anche sotto il profilo delle condizioni di vita) sugli 8.311 reclusi in 12 carceri lombarde, nasce da un giro che il neodirigente ha cominciato a fare in estate, e intende via via proseguire, nei vari penitenziari. Di fronte alle prime impressioni, ben note a tutti gli operatori del settore di solito però assuefatti a una litania di doglianze che periodicamente si ripetono spesso senza ascolto e quasi sempre senza costrutto, Nobile De Santis ha chiesto all'Asl una più dettagliata documentazione sul campo. E l'esito è stato per certi versi choc. A Busto Arsizio, a Varese, a Monza, e a Milano-San Vittore (dove l'altro giorno la Direzione ha contato 1.424 detenuti nello spazio che al massimo ne potrebbe contenere 900) non vengono segnalate soltanto le «gravi disfunzioni» collegate al «superamento anche ampio» sia della capienza regolamentare sia perfino «della capienza tollerabile»: convenzione burocratica per la quale, sebbene in Italia i posti regolamentari nel totale delle 205 carceri siano 43.084, si ritengono «tollerabili» (da chi legifera sulle carceri, non da chi vi è detenuto) fino a 63.544 presenze (e il bello è che a fine 2007 anche i posti effettivamente disponibili erano in realtà molti meno, e cioè 37.748). Data dunque quasi per scontata una dose standard di sovraffollamento, il Dipartimento di Prevenzione dell'Asl indica però anche due situazioni di particolare criticità.
A Monza per «infiltrazioni d'acqua», e più ancora per la «presenza di scarafaggi» nelle celle dove «1 detenuto su 3 dorme su materassi direttamente adagiati sul pavimento», cioè proprio su quella terra solcata dagli insetti che - ricorda l'Asl - possono «fungere da veicolo per parassiti e agenti patogeni pericolosi per l'uomo». A San Vittore, invece, la situazione è molto differenziata. Nei reparti terzo (detenuti lavoranti) e quinto (nuovi arrivati), che sono stati ristrutturati, le condizioni sono «molto buone» sia nelle celle sia negli spazi comuni. Ma altri due reparti, il secondo e il quarto, sono chiusi senza prospettive d'inizio dei lavori, né come date né come finanziamenti deliberati. E, di conseguenza, il sovraffollamento si scarica altrove, soprattutto sul sesto raggio, «prevalentemente» occupato da extracomunitari, dove l'Asl descrive «nei casi più gravi» una situazione a tratti surreale: «celle di 3 metri per 2 metri con doppio letto a castello a tre piani», sicché le 6 persone detenute «non possono stare contemporaneamente tutte in piedi» perché non c'è lo spazio fisico per stare in piedi tutti insieme, e qualcuno a turno deve sempre restare appollaiato nel suo letto a castello per far muovere due passi (letteralmente) ai compagni di cella.
Inoltre, sempre in base ai due rapporti dell'Asl posti alla valutazione anche della Regione Lombardia e del Ministero della Salute, «i servizi igienici sono inadeguati», «le docce sono insufficienti per un uso quotidiano per tutti», «nessuno spazio esiste per la socialità». Rispetto a queste punte di criticità, per i miracoli delle Direzioni e dei 700 agenti di custodia (altri 200 sono assorbiti dalle traduzioni) non c'è più spazio: fanno e hanno già fatto (come d'estate l'autoclave recuperata per sopperire a un picco di carenza d'acqua in pieno agosto) tutti i miracoli possibili, ormai queste situazioni sono «non rimediabili con l'indiscusso impegno del personale». E se non possono fare più niente di utile loro, neppure può il magistrato di sorveglianza, che pure tra le proprie funzioni ha quella di «vigilare sulla organizzazione degli istituti di prevenzione e di pena». E allora Nobile De Santis si aggrappa proprio alla seconda parte del primo comma dell'articolo 69 dell'ordinamento penitenziario del 1975, che tra le competenze del magistrato di sorveglianza contempla anche quella di «prospettare al ministro le esigenze dei vari servizi, con particolare riguardo alla attuazione del trattamento rieducativo». Ed è sulla base di questo spunto, un poco forzato nel porre a rigore non un problema di «trattamento rieducativo» (quasi un lusso) ma ormai una questione di sopravvivenza pratica nelle celle, che il presidente del Tribunale di Sorveglianza milanese rivolge ad Alfano l'ultimo Sos in una lettera datata 8 ottobre. Un Sos che il presidente della Corte d'Appello, Giuseppe Grechi, pure destinatario della missiva, e a Pasqua già protagonista di un brusco monito («le condizioni del carcere sono un'autentica vergogna, il cardinale Tettamanzi l'ha visitato e all'uscita mi ha detto: "sono inorridito"»), traduce in un commento tanto pubblico quanto crudo: «Ora anche l'Asl dice che siamo sotto il limite di umanità. Che la situazione è insopportabile. Che noi stiamo attuando una specie di tortura. A 500 metri dal Duomo».
Luigi Ferrarella
lferrarella@corriere.it
23 ottobre 2008
sovraffollamento... corriere della sera
La situazione non è nuova. Per affrontare il fenomeno occorre l'apertura e la ristrutturazione di nuovi istituti e poter evitare con una norma ad hoc il turn over di detenuti arrestati per pochi giorni. Occorre favorire gli arresti domiciliari per detenuti non pericolosi con un sistema di controllo adeguato e le misure alternative alla detenzione in istituto con progetti che garantiscano nel contempo la sicurezza esterna da affidare al Corpo di Polizia penitenziaria, bisogna anche rivalutare le pene pecuniarie e i lavori socialmente utili per il risarcimento del reato. Senza però uomini e mezzi, cioè senza soldi non si cantano messe...
sovraffollamento... e il sidipe
Nel leggere il comunicato di Sbriglia nel sito del sidipe impregnato di belle e nobili parole mi sono commoso per l'abnegazione e la disponibilità dei dirigenti penitenziari nel dare la propria disponibilità a sostenere, a dirigere, ad affrontare mille sacrifici e rischi del mestiere per portare avanti un sistema che necessita di ammodernamento di nuova linfa vitale in un momento in cui le risorse sono scarse e la società dei "poveri" arranca per raggiungere la terza settimana del mese. E' vero i direttori danno un contributo per mandare avanti questa "baracca", ma se qualche risultato lo raggiungono lo debbono principalmente a coloro i quali a tu per tu si trovano a contatto con persone talvolta senza scrupoli tanto da mettere a repentaglio anche la propria incolumità personale. Il problema non è nel chiedere i propri diritti (sacrosanti: è un dovere di ogni essere umano specie del sindacalista che rappresenta una categoria ) ma non condivido parte di contenuto del comunicato: è una mia opinione e penso sia condivisa da buona parte del personale. L'errore, a mio avviso, e di essere autoreferenziali senza far riferimento ad altri operatori che contribuiscono, in primis, all'attuazione dei progetti e al conseguimento dei risultati quali gli appartenenti alla Polizia penitenziaria... diventa un discorso, a mio parere egoistico e squalifica, se vogliamo, le altre categorie. Credo che finchè i direttori penitenziari, cioè quelli della legge Meduri, non cambieranno atteggiamento, nel considerare che il merito dei risultati è di tutti, specie della polizia penitenziaria che è in prima linea, se non si fanno dei discorsi di omogeneità e si continua a "differenziarsi" vantandosi di essere i migliori,non si fa altro che isolarsi. I direttori se voglione essere veramente tali devono sentire nel sangue di essere sia poliziotti penitenziari, sia educatori, sia ragionieri, bisogna, cioè, condividere gioie e dolori di tutti, proprio come fa il vero comandante che, all'occorrenza si affianca al soldato e ne sostiene i suoi diritti e ne condivide le sofferenze, perchè si sente anche uomo in divisa... Perchè in questa Amministrazione non c'è unitarietà tipica degli altri Comparti? Perchè ognuno pensa alla sua categoria e cerca di portare l'acqua al proprio mulino... finchè ci saranno figli e figliastri non si va da nessuna parte... tutti hanno diritto a far carriera ad occupare i posti che competono loro. La legge Meduri, cosa prevede? Parla solo di dirigenti penitenziari provenienti dai direttori penitenziari? Oppure da spazio anche ad altre categorie di dirigenti? Occorre lottare per far approvare un contratto ai dirigenti penitenziari, perchè da anni si appoggiano a quello della Polizia di Stato, e non mi pare siano contenti...occorre stabilire a chi assegnare gli incarichi superiori, altrimenti coloro che hanno più respondsabilità sono penalizzati economicamente. Ma mi viene un dubbio: la dirigenza della Polizia penitenziaria si farà? O i commissari si dovranno accontentare della qualifica di commissario coordinatore? Ci sarà solo la dirigenza penitenziaria o ci sarà anche quella della Polizia penitenziaria? Di ciò non parla il nostro amico Sbriglia. Ognuno, mi sembra che voglia prendere una strada diversa, mentre occorrerebbe unitarietà. Vi prego dattemi una risposta, ho un dubbio atroce! Il rospo diceva: "salti chi può!".
dirigenza penitenziaria e del Corpo
Ho letto con attenzione quanto scritto su di un comunicato del Sidipe. Le riflessioni le trovo in gran parte condivisibili. Ma la conclusione del ragionamento invece non mi trova d'accordo. Nella legge Meduri è contenuta la previsione che il 15% dei posti disponibili siano attribuibili al personale che proviene dai ruoli della Polizia penitenziaria. Questo risponde ad una logica.... che il direttore del carcere è il capo dell'istituto. Se poi è dirigente (come adesso finalmente la legge ha stabilito) il problema si sposta solo su quale carriera professionale di provenienza. Credo che l'aspetto importante è che al ruolo di Direttore, cioè di Capo della struttura, possa arrivare qualsiasi professionalità che nel momento in cui realizza l'obiettivo è altrettanto chiaro che sia il dirigente penitenziario. Casomai il problema risiede nell'ordinamento delle carriere delle Forze di Polizia, che ad oggi non hanno la Dirigenza. Ho letto anche che le OO.SS. hanno chiesto tale previsione nella trattativa per rilanciare il riordino delle carriere. Penso quindi che il problema può trovare soluzioni se si sblocca quel vincolo e non se i vari Sbriglia e company pensano di dare spazio anche a noi della polizia penitenziaria. Ciao e buon lavoro a Sarno.
Mario
sicurezza poca soldi tanto meno
Leggo solo oggi questo sito della polizia Penitenziaria Baschi Blu,e posso dire che è molto ben srutturato e all'interno molti commenti e notizie interessanti non posso far altro che congratularmi con tutti voi,tornando al commento che ha fatto su sicurezza e soldi sono convino che non andrà come noi ci aspettiamo(spero)credo che il governo troverà soluzioni adeguate al problema,teniamo anche conto dell'economia,che non sta andando molto meglio di come dovrebbe e si vede una recessione non indifferente sono fiducioso e non vorrei fasciarmi la testa prima del dovuto,un saluto a tutti i colleghi e un ringraziamento alla uil per questo blog.Grazie E.P
MI PIACE MOLTO LA TUA ODIERNA ANALISI.
Caro Eugenio,
non posso fare a meno di esprimere il mio totale accordo sull'analisi che oggi fai.
Mi trova concorde sull'equidistanza dalle parti, e mi trova d'accordo maggiormente sulle determinazioni che noi abbiamo necessità di risolvere i problemi E DI DARE RISPOSTE.
Mi ci vedo molto nella maniera in cui di approcci ai problemi che nelle periferie noi viviamo, come sono conscio che oramai, la nostra Amministrazione, è tutta una periferia.
E' così che mi sono sempre immaginato un "Segretario generale" di un sindacato di seria "A" o meglio di "Champions".
E' importante fare tesoro delle sollecitazioni che noi ti forniamo e delle varie anime che in un organizzazione in quanto tale convivono.
Grazie per quello che fai e come lo fai.
Il Puer Apuliae-Lecce.
P.s.: non ti dimenticare del problema dei problemi di Lecce.Ad Maiora!
RECESSIONE DELLA SICUREZZA!!!
Non avevo dubbi sulla politica del governo Berlusconi nei confronti della sicurezza...tagliare la spesa pubblica e stato il motto dell'estate quindi anche la sicurezza fa parte di questo taglio...nel frattempo aspettiamo che la finanziaria venga approvata e che il centro sinistra utilizzi questa situazione per fare propaganda...comunque credo che sarà difficile vedere riconsegnare qualcosa dei 100 milioni di euro di tagli conteggiati dal Pd.
Nessuna assunzione, nessun avanzamento delle carriere, nessun aumento stipendiale ecc. ecc...aspettiamo con serenità la fine dell'azione di governo.
security free.
La sicurezza ( “sine cura” senza preoccupazione) è definita come la conoscenza che l'evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati. Praticamente chi crede di detenerne la ricetta è certo che quello che farà non provocherà danni,sicuramente il presupposto della conoscenza è fondamentale da un certo punto di vista poiché un sistema può sfuggire e dar luogo a danni incalcolabili, quindi una conoscenza di tipo scientifico basata su osservazioni garantisce un intervento ponderato.
Non nascondo la mia meraviglia nel riconoscere la mia improvvisa cecità, eppure si da per possibile fronteggiare le nostre carenze senza spendere un becco di un quattrino. Eppure penso alle auto(?) (senza offesa alla categoria) ricoverate nelle officine in attesa di soldi per essere aggiustare. Le intramontabili uno che ancora ci accompagnano nei nostri lunghi viaggi. I magnifici 242 all'amianto che ancora scorrazzano sulle strade d'Italia. Vorrà dire che avremo le divise. Meno male ne ho prestata una a mio nipote corsista a Cairo per la festa del Corpo. Ma allora i mitici D'ILIBETO e MASTELLA avevano la mia stessa patologia per investire soldi nel settore,anzi ritenevano che i fondi assegnati fossero insufficienti. Grande ALFANO facci sognare, caro Eugenio magari un libro dei sogni quello che ci attende è una enciclopedia.
Buon lavoro a te e alla segreteria
massimo Salerno