La tragedia di Santiago, la protesta del 13 e la strenna di Ionta
Da poco sono state spente le fiamme nel penitenziario di Santiago del Cile. Un incendio che ha devastato un intero padiglione, lasciando dietro di se 83 cadaveri carbonizzati. Una tragedia che, forse, si poteva evitare e che ha molte origini : la protesta, il sovraffollamento, la possibilità di detenere in cella troppi oggetti e troppi effetti infiammabili. Per tali ragioni abbiamo pensato fosse giusto anche ri-lanciare l'allarme sulle disastrate condizioni del sistema penitenziario italiano. Abbiamo sostenuto, speriamo a ragione, che il dramma di Santiago del Cile potrebbe, in ogni momento ed in ogni dove, ripetersi in qualunque prigione italiana. Ripetersi, appunto. Perché nel lontano 1989 a Torino un incendio alle Vallette lasciò sul campo 11 morti, tutte donne (leggi). Neppure quella sciagura, però, ha consentito che si affermasse un piano di prevenzione degli incendi adeguato ed efficace. Basta girare per gli istituti, e noi lo facciamo, perché si possano constatare accatastamenti di lenzuola, coperte e materassi in ambienti non adeguatamente dotati di impianti di rilevazione dei fumi o antincendio; di archivi cartacei ubicati in luoghi improbabili e senza alcun sistema di prevenzione; di vecchio mobilio in legno depositato nei pressi di fonti di calore o fiamme dirette; Basta guardarsi in giro per i padiglioni o per le sezioni per accorgersi che gli estintori (quando presenti) sono quasi tutti scarsamente manutenzionati e quasi mai ricaricati , per non parlare degli idranti che hanno poca possibilità di essere alimentati da quell'acqua che nelle carceri manca sempre di più. Delle celle abbiamo già detto. Questi sono tutti elementi che ampliano i fattori di rischio e che investono direttamente la nostra sicurezza e ingigantiscono le nostre responsabilità. Non osiamo immaginare cosa possa accadere se un incendio divampasse in una qualunque prigione italiana nelle ore notturne. Non immaginiamo ... perché sappiamo. Ecco perché occorre sottolineare con forza l'ennesima, grave, criticità che investe coloro che lavorano al fronte ed in prima linea. Qualcuno ci ha velatamente accusato di allarmismo. Noi diciamo che è semplicemente conoscenza dei fatti e dei luoghi. Nessun allarmismo, solo un dovuto allarme.
Lunedì 13 la gran parte dei sindacati delle forze di polizia ad ordinamento civile scenderanno (ancora una volta) in piazza per manifestare contro il governo " del fare e della sicurezza". Un governo che ha puntualmente, scientemente, disatteso tutti gli impegni assunti con gli uomini e le donne delle forze di polizia. Un governo che nella passata campagna elettorale ha millantato attenzione e vicinanza agli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa. Un governo, però, che ci ha fatto tribolare ( e ci ha costretto alla grande manifestazione dell' ottobre 2009) per arrivare a chiudere un (insoddisfacente) accordo sul biennio economico 2008-2009. Un governo che in ogni passaggio televisivo e/o pubblico ha gridato di voler riconoscere la specificità ai militari e ai poliziotti. E quella specificità l'ha anche normata in una legge ad hoc: senza un centesimo e senza alcun effetto pratico. Infatti il governo mentre in piazza grida e pubblicizza la specificità del Comparto Sicurezza e Difesa, nelle segrete stanze delibera leggi in cui della paventata specificità non c'è traccia alcuna. E non dimentichiamo che Brunetta e soci di governo, a settembre, in occasione della chiusura dell'accordo economico si erano impegnati a garantire che il blocco delle indennità disposto anche per le forze di polizia (altre che specificità) sarebbe stato rimosso con un provvedimento ad hoc (leggi) . Ed ancora una volta il governo si è rimangiata la parola data : durante l'approvazione del c.d. pacchetto sicurezza ( ma de che ??) alcuni parlamentari della maggioranza hanno presentato un emendamento a tutela, ma poco prima della votazione finale il GOVERNO ha ritirato quell'emendamento. Parole tante, fatti zero . Forse, allora, avevamo ragione noi quando abbiamo proposto da subito un percorso di protesta e di mobilitazione contro il Governo. Per noi l'inaffidabilità del governo era ben chiara. Troppe gli impegni bucati, troppe le prese per i fondelli. Nell'ottica dell'unitarietà ci adeguammo ad un percorso di sensibilizzazione (chiesto e preteso dal altre OO.SS. vicine al governo e che hanno loro ex esponenti eletti nel PDL) . Evidentemente tutti i passaggi di mediazione ( più o meno noti) con gli esponenti governativi (Maroni su tutti) debbono essere miseramente falliti se dopo i messaggi di speranza e di ottimismo si è deciso di passare alla protesta di piazza. Quindi lunedì 13 le nostre bandiere torneranno a garrire per denunciare la vergogna di un governo che non mantiene fede ai patti e prende per i fondelli i propri poliziotti.
Noi ci saremo ! (speriamo anvhe voi) .
Il 2 dicembre scorso, il Direttore Generale del Personale, Turrini Vita, ha promulgato una circolare richiamando i dirigenti penitenziari degli istituti e dei servizi sulla puntuale osservanza dei criteri per la redazione dei giudizi complessivi da formulare nei confronti del personale non direttivo del Corpo di polizia penitenziaria. Un atto illuminato, preciso, indicativo. Ci ha particolarmente colpito la fermezza e la chiarezza dei concetti. Per esempio il richiamo all'illegittimità di stesure ad capocchiam . Abbiamo molto apprezzato. Ma non basta. Occorre ri-orientare il modus operandi della commissione valutatrice dei ricorsi. Per questo abbiamo scritto al capo del DAP. (leggi). Sperando che nella strenna natalizia ai suoi poliziotti, Ionta, voglia almeno metterci questo piccolo cadeau di legittimità e di legalità . Ne guadagnerebbero i diritti del personale e la credibilità dell'Amministrazione Penitenziaria.
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ci da dei coministi da che pulpito viene la predica .
il ministro chieda scusa sulla frase comunisti .
con la sx ci accarezzava e con la dx ritirava l'emendamento sul comparto sicurezza propio un comportamento da boscevita .
12 luglio 1997:apertura nuovo complesso Borgo San Nicola-Lecce.
Il 12 luglio del 1997, solo circa 13 anni fa si inaugurava il nuovo carcere di Lecce, dismettendo gli antichi due, Reclusione "BOBO'" e circondariale "San Francesco".
Nei due vecchi plessi mai problemi strutturali, nel nuovo complesso a soli 13 anni di vita, il complesso sistema antincendio NON è mai andato in funzione.
Solo pochi mesi fa, un probabile corto circuito provocato dalle copiose ed innumerevoli infiltrazioni d'acqua piovana, hanno provocato un incendio presso la sala cinema.
Ci chiediamo e sottolineamo, come si può accettare che dopo infinite ns denunce sulle pericolose condizioni di grandi parti del plesso, le autorità tipo Spesal, Asl, Direzione locale, Provveditorato, Dipartimento, nessuno e diciamo nessuno, nonostante le denunce pubbliche e sui potenti mezzi d'informazione, nessuno si sia reso conto di essere responsabile di tale stato di fatto.
Quello che a noi preme è sottolineare come un' Amministrazione Penitenziaria, madrigna dei suoi stessi dipendenti, e nemica non senta l'onere di intervenire sulle rischiose condizioni all'interno di un plesso che sicuramente ha richiesto ed impiegato milioni di €uro di pubblico denaro.
La nostra Dirigenza Generale, unitamente al "Lupo sordo" del ns Capo Dipartimento, naviga oramai senza una fissa direzione, è alla deriva ed ha intrapreso la via e soprattutto i gradini del tribunale della "sezione fallimenti".
I rischi esaustivamente descritti dal puntuale ns segretario generale, ai quali, quotidianamente, ci sottoponiamo, ci dovrebbero indurre a fare da noi, con la ns professionalità e con la ns determinazione, aspettare qualcuno dall'alto significa "CAMPA CAVALLO CHE L'ERBA CRESCE" significa attendere passivamente il lento suicidio.
Il puer apuliae - Lecce.
Isp. Donato MONTINARO.
la protesta del cile ?
Egregio segretario Generale hai largamete esposto i rischi dei penitenziari Italian. Oserei dire che per un adetto ai lavori come te è persino facile individuare tutte le precarietà e le criticità in cui versano i vecchi Isituti. La memoria mi riporta ai fatti di Torino e non mi stupisce che uno dei responsabili di quella tragedia ha fatto carriera diventando dirigente penitenziario !!! Con ciò abbiamo detto tutto. E poi i continui tagli sui fodni per lamanutenzione dell'edilizia penitenziaria fanno sì che gli isituti caschino a pezzi; muri di cinta fuori norma; impianti anti incendio che non esistono. Esempio l'isituto di Pordenone. Lì vige un ordine di servizio anti incendio che funziona con l'azionare di un fischietto e secchi d'acqua per l'eventuale emergenza (incedio) . Oppure l' isituto di Rovereto privo di ogni forma di impianto anticendio o di rilevazione dei fumi. Oppure ancora Gorizia e poi Bolzano e Rovigo,nelle stesse condizioni. Questa è l'amara realta degli isituti. Davvero bisogna augurarsi che non accada nulla. Siamo ridotti in miseria, come diceva Eduardo De Filippo il vero carcere è la miseria
leo angiulli
m.o.s. trivento lombardia peggio di santiago gentile angiulli
meglio qualcuno si occcupi del servizio m.o.s. del triveneto e lombardia altro che santiago e l'africa senza offesa.
un collega di passaggio
l'estate torrida e nulla in confronto all'inverno gelido
passata l'estate torrida ecco la ciliegina sulla torta su un'autunno e un'inverno gelido dalla mancanza di mezzi adeguati e il personale di pol.pen. addetto alle traduzioni che nonostante le 10 e passa ore di servizio giornaliere come premio non vengono pagate le missioni
da oltre 10 mesi alle fatiche dei colleghi all'interno che giornalmente per garantire tutte le attività dei detenuti devono coprire contemporaneamente piu posti di servizio su loro si abbatte la scure dello straordinario che non verra retribuito con ogni probalità .
l'estate torrida trascorsa in confronto e solo una goccia nel mare di un inverno gelido speriamo sempre che tutto vadi bene che Dio benedica la pol.pen.
Meno male che tra meno di un
Meno male che tra meno di un anno andrò in pensione. Finalmente uscirò da questo schifo. senza nessun rimpianto. Auguro al Ministro. al Capo del Dipartimento e ai dirigenti in genere del nostro "amato" ministero che un giorno, per mancanza totale del personale di Polizia Penitenziaria, siano loro costretti a lavorare in quei posti schifosi e malsani che sono le carceri Italiane e lo auguro tantissimo anche ai loro figli, così potranno condividere lo stesso piacere. Auguri a tutti i colleghi, sopratutto ai più giovani, perchè purtroppo per loro, vedo un futuro molto più nero.
Attualmete però...
Come sempre Eugenio ha messo il dito nella piaga . In primis speriamo che, quello che e successo in Cile non risucceda mai più da noi o altrove. Tale augurio e sicuramente nei pensieri di tutti noi, in special modo di chi e preposto al turno notturno. Sappiamo tutti com’è la situazione nelle ore notturne nelle Carceri italiane. Detto ciò, con il poco personale in servizio oltre il problema di salvare delle vite c'è il problema di come assicurare la sicurezza, per quanto celeri possono essere i colleghi a correre in soccorso, minimo passano dai 30 ai 40 minuti e forse ne servono di più. In questo lasso di tempo ne succedono di cose, messo pure che ci sia un piano di fuga da mettere in atto per salvare delle vite, ma per i primi 40 minuti, chi ha responsabilità di comando si trova a gestire 600 detenuti circa (istituto medio) con 14 -17 agenti, E tutto ciò grazie a chi............ ma alla fine c'è sempre qualcuno che paga il conto e non è ne il Ministro ne il Capo del DAP ....
Centro !
Per l'ennesima volta, caro Eugenio, hai fatto centro. Hai posto un problema che non tutti colgono ma che è di grande delicatezza. E' davvero diffcile pensare cosa potrà accadere se un incendio scoppia in un carcere italiano. Io credo che si ripeterà quello che è successo a Torino. E' un problema che tocca anche la nostra sicurezza e fai bene a parlarne.
Ciro da Napoli
VERGOGNA E BASTA
Mentre tanti di noi ci preoccupiamo per quello che potrebbe accadere negli istituti, al dipartimento non importa nulla , anzi la loro preoccupazione è quella di assicurare il supporto ai " SIGNORI DEL D.A.P. UNITAMANTE AI COMPONENTI DELLA FAMIGLIA " che vengono a farsi la settimana bianca in Alto Adige chiedendo ben 5 6 unità ( dalla C.C. di Bolzano ) di supporto che vale a dire un turno di servizio completo, ove da anni tra l'altro viene denunciata la grave carenza di personale. Certamente epleteranno lavoro straordinario e non poco, mentre per l'istituto viene sempre invitato il personale a ridurre al minimo lo straordinario per mancanza di fondi. Ma allora sti c.... di fondi ci sono o non ci sono . oppure vengono fuori solo per le occasioni particolari?. QUESTA E' LA VERA VERGOGNA LA GENTE LAVORA E NON PUO' ESSERE RETRIBUITA , MENTRE ALTRI POSSONO FARSI COMODAMENTE LE VACANZE SULLA NEVE E NON SOLO CON I FONDI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA.
denuncio il furto sulla tredicesima e arretrati di 2.730,35 euro
cari colleghi voglio denunciare il furto subito sulla tredicesimadi 1.235,00 euro sipendio e arretrati 1.465,35 euro per un tatale di 2.730,35 altrettanti li ruberano al conguaglio , sono arrabiato mi sento rubato per dirla tutta mi sto rompendo le p...e al punto di non ritorno .
io un ex semplice somaro da lavoro
c'e poco da vergognarsi
A Monza è più di 5 anni che la Dr.ssa X è in missione a Lecco e Sondrio, che dista 40 Km. circa andata e 40 a ritorno, a un autista a disposizione che si fa ogni mese più di 40 ore di straordinario, e una macchina della Polizia Penitenziaria a disposizione, senza pensare lei quanto straordinario fa e la missione quanto gli danno! la UIL ha chiesto più volte al PROVVEDITORE spiegazione del personale e della macchina a disposizione fino ad ore nulla e cambiato, sembra la principessa, per non dire altro.
Questo spreco chi lo paga? Sarno questo lo mandi a Brunetta.
r. c' è poca da vergognarsi
osei dire che tutto è normale,accade ovunque,in data 11.12.2010, la senatrice Casellati del dap. partecipa alla festa del PDL.del Veneto tenutasi in Vicenza, oltre alla sua scorta chiede il supporto della p,p. per i fini politici di partito, mi chiedo tutto ciò non è spreco di risorse umane econimche ?..........
impiegati due unità di pp una macchina con colori d'isituto, ecc.
leo angiulli