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Portale di informazione, comunicazione, discussione e approfondimento della UIL Penitenziari

Quando l'informazione ( e la verità) fanno paura....

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All'indomani della divulgazione della circolare - bavaglio a firma del Capo del DAP, nella quale sostanzialmente si impediva a qualunque appartenente all'Amministrazione Penitenziaria di rilasciare dichiarazioni se non preventivamente autorizzate (fors'anche concordate), la UIL PA Penitenziari annunciò che avrebbe surrogato la stessa Amministrazione nella necessaria (doverosa) azione di informare la società, la stampa e la politica di cosa accadesse all'interno delle fatidiche mura. Ciò era, ed è, una naturale e coerente prosecuzione di una linea che deriva da elementare convincimento : gli operatori penitenziari non hanno nulla da nascondere e nulla da cui nascondersi. Non a caso già vent'anni fa coniammo lo slogan : per abbattere le mura dei misteri occorre abbattere i misteri di quelle mura. Chi ha vissuto, negli anni bui e difficili del sistema penitenziario, sulla propria pelle gli effetti della deviazione della verità (favorita dall'omertà degli amministratori) sa bene cosa significa essere seppelliti dai sospetti e dai pregiudizi . Per troppo tempo abbiamo subito, da ultimi del sistema, questo ostracismo alla trasparenza ed alla verità, che faceva comodo ai capitani di turno. Troppo semplice, in quelle condizioni, scaricare le proprie colpe e nascondere le proprie inefficienze e incapacità. Anche per questo abbiamo deciso di fare da cassa di risonanza e di favorire la completa informazione di quanto avviene all'interno degli istituti penitenziari. Perché la società sappia, la stampa sia informata, la politica ragguagliata. Ci chiediamo, infatti, quante morti, quante aggressioni e sinanche quante evasioni o tentate evasioni sarebbero ancora "notizie riservate" se la UIL PA Penitenziari non ne avesse dato tempestiva divulgazione, consegnando un quadro reale di quanto avviene in carcere. Un quadro che è fatto di violenze, soprusi, illegalità, inciviltà, incompetenze. La nostra puntuale informazione ha potuto contribuire (speriamo) a sovvertire nella pubblica opinione la leggenda metropolitana che voleva i poliziotti penitenziari feroci picchiatori e crudeli torturatori di inermi e indifesi detenuti. I 172 agenti penitenziari feriti a seguito di aggressioni subite da parte dei detenuti ( e ci limitiamo a monitorare solo le prognosi superiori a 5 giorni) e i 90 suicidi sventati (quindi 90 vite salvate) dai colleghi solo in questo 2010 ( nel 2009 circa 310 agenti feriti e 140 suicidi sventati) consegnano un'altra verità. Anzi : consegnano alla società, alla stampa ed alla politica l'unica verità . Ovvero che in carcere c'è violenza , ma a subirla sono gli operatori penitenziari , quindi lo Stato. Questa è la verità. Piaccia o meno. Informare significa rendere un quadro veritiero della situazione, spesso offuscata dalle passerelle mediatiche. Padova, ne è un esempio lampante. Si fa a gara a indicare la Casa di reclusione Due Palazzi quale modello di carcere sostenibile. Si esaltano le esperienze delle cooperative con annesse pasticcerie. Ma si omette di dire quali sono le condizioni di detenzione e qual è il prezzo che paga il personale per garantire quel modello. Se solo quest'anno a Padova si sono tolti la vita tre detenuti, sono state sventate due evasioni e la polizia penitenziaria è in protesta permanente qualche domanda viene spontanea porsela. Ma il circo mediatico vuole Padova eletto a eden penitenziario, quando è molto più prossimo ad un infernale girone dantesco. Per quanto ci riguarda quello che avevamo da dire lo abbiamo scritto nella nostra relazione a seguito della visita effettuata nel novembre del 2008. Questo per dire che la verità dei fatti spesso viene sostituita dal racconto mediatico. E questi racconti alimentano carriere. Ecco perché l'Amministrazione Penitenziaria vuole che si taccia sulla verità. Se non lo avessimo denunciato noi chi mai avrebbe saputo che a Lucca si sono spesi migliaia e migliaia di euro per costruire un tetto nuovo su un edificio abbandonato e dichiarato inagibile, nel mentre la caserma è sepolta da escrementi di piccioni ed una palestra costata centinaia di milioni (di lire) non è mai stata attivata? Per non dire delle centinaia di unità di polizia penitenziaria impiegate nei palazzi del potere di cui tutti sanno ma nessuno parla. Forse abbiamo esagerato nel definirle acchiappamosche, camerieri e portaborracce ma quelle definizioni rendono bene l'idea della piaga di un sistema di raccomandazioni e privilegi che Ionta ed Alfano non hanno la forza di smantellare, nonostante i dichiarati intenti. Chi mai avrebbe saputo, se la UIL non facesse informazione anche attraverso la visite negli istituti, degli ottanta sacchi di immondizia raccolti (dopo la nostra denuncia) ai piedi delle celle del carcere di Frosinone. Con la nostra puntuale informazione la società, la stampa, la politica hanno un quadro più definito della verità. Ma informare, dire la verità, costa ed ha un prezzo. E noi lo abbiamo puntualmente pagato. Ma sono prezzi che paghiamo volentieri in nome della trasparenza e dell'informazione. Ci dispiace solo che qualche solerte dirigente penitenziario (che ha dato prova di manifesta incapacità gestionale ) non trovi di meglio che tentare d sminuire la verità con risibili smentite delle nostre affermazioni (chissà se con la preventiva autorizzazione del Capo del DAP) ; ci dispiace che molti di questi dirigenti penitenziari ( i cui istituti rischiano di affondare nel sudiciume ) facciano a gara per intimorire i nostri quadri paventando provvedimenti disciplinari ; ci dispiace che anche taluni Comandanti ( o pseudo tali) avvertino analoga necessità. Semmai sono proprio quei direttori e comandanti che ad agosto, in piena bagarre, nonostante il divieto ( ma chi esegue gli ordini del DAP ?) di ferie congiunte hanno lasciato la barca per mettere le loro chiappe ad ammollo. Forse sono quei direttori o comandanti ( o pseudo tali) che prima di assicurarsi per loro un mese di ferie hanno ordinato di ridurre le ferie al personale . Semmai sono gli stessi che raddoppiano o triplicano i turni agli agenti ( senza nemmeno pagare lo straordinario). Ma queste sono cose che si fanno ma che non si dovrebbero dire ..... invece noi le diciamo, le gridiamo e le denunciamo. Per questo invitiamo tutti i colleghi, iscritti o meno alla UIL, ad informare degli eventi critici ma nel contempo a denunciare le angherie, i soprusi, le incapacità, le incompetenze e le marachelle di chi invece di gestire e coordinare vuole mettere il bavaglio alla verità...... C'è una questione morale nel sistema penitenziario.Lo diciamo da anni. Ora, però, nei nostri penitenziari  ci sono questioni umanitarie, sanitarie e sociali  che debbono essere risolte. Pidocchi, topi, pantegane, gatti e gabbiani sono abituali ferequenatori delle discariche sociali che sono le nostre prigioni. Prigioni che reggono ancora solo ed esclusivamente all'umanità, alla sensibilità, alla professionalità del personale come hanno unanimemente dichiarato tutti i politici che hanno visitato quegli zoo penitenziari, in cui AIDS, epatiti, micosi, malattie infettive e psicotiche regnano incontrastate. Speriamo solo che dopo aver scaricato nelle telecamere e sui taccuini la loro indignazione per quanto verificato si indignino anche in Parlamento per trovare ed imporre soluzioni concrete. Ma l'esperienza dello scorso anno non alimenta l'ottimismo .....

la verità sui commissari

Eugenio, per favore ti chiediamo una verità.
Ci puoi dire quanti dei commissari, passati ultimi a tale grado con decorrenza 2008 (136) fanno realmente (intendo senza distacchi o missioni perenni) servizio nelle patrie galere.
E ser poi puoi regalarci un momento di verità uletriore potremmo sapere dei primi dieci in graduatoria, quanti.
Grazie, il tutto nel rispetto dell'informazione che fà paura.
Aspettiamo fiduciosi in tanti.

commissari se ci siete battete un colpo

non credo venga battuto un solo colpo almeno in regione lombardia poi in marzo si comincia nuovi commissari nuove storie

R : Verità suiCommissari

Puoi rivolgerti al portavoce del COFUPP per i dettagli. Posso però confermare che ad oggi sono circa55-60 gli istituti penitenziari i cui comandi di polpen sono privi di un Funzionario a tepo peno

commissari, meteore?

Eugenio ti ringrazio della risposta.
Per la verità la domanda era rivolta a te perche non mi pare che il COFUPP abbia mai assunto una posizione di forte denuncia rispetto allo scandalo che si stà consumando nelle carceri ove in molti casi i commissari non sono presenti se non sulla carta. In questo senso intendo sia i Comandanti che i Vice. Allora poi invece ci lamentiamo della stessa cosa dei direttori.
Sarà gisuto cominciare a lavare i panni sporchi prima nel Corpo eppoi il resto, non pensi?

R...R : Verità suiCommissari

IO non sono Comissario di P.P. però e anche giusto dire che, in guerra i Generali devono comandare, ma devono esserci, non dico davanti alla truppa ma per lo meno insieme.

la verità sui commissari e dura da credere

e dura acccettare la verità ma in realtà e davanti i nostri occhi basta guardare i molti istituti in cui loro sono presenti soltanto sulla carta mentre il ruolo ispettori li sostituisce loro si trovano in distacco presso i P.R.A.P. ( U.S.T.) e preso il D.A.P. questo e per riguarda la lombardia poi non conosco le altre situazioni di altri istituti penitenziari ma sono sicuro sia identica alla lombardia , il mio presentimento e che non interessi il ruolo di comando presso istituti penitenziri in quanto aspirano solo ed'esclusivamente lo stare all'apice della piramide come U.S.T. D.A.P. e P.R.A.P. luoghi al fresco in estate e al caldo in inverno lontani dalle criticità penitenziarie che tutti i giorni ci affligono insieme al ruolo ispettori che loro malgrado sopperiscono all'assenza dei commissari .
Inoltre tra breve con l'imminente arrivo in marzo dei nuovi commissari non cambiera nulla cosi come nulla e cambiato anche loro aspirerranno come i loro colleghi comandanti a scalare la piramide anche con l'utilizzo di elicotterri al fine di avere piu agevole la scalata senza fatica.
Lombardia

voglio raccontare la mia storia (prima parte)

era l'anno 1981 del mese di settembre lavoravo in panetteria nell'isola di favignana il mio lavoro cominciava alla mezzanotte e terminava alle ore 15.00 di tutti i giorni , una notte verso le ore 3 del mattino durante l'attesa che lievitasse la seconda infornata di pane vidi il messo comunale che attacava sul muro dei foglioni con la scritta arruolati negli agenti di custodia riceverai subito il premio di arruolamento e dopo di rafferma per un totale di un milione di lire , rimasi molto colpito quella somma mi serviva propio io ne guadagnavo appena 40.000 la settimana nei mesi di luglio e agosto e negli altri mesi appena 25.000 a settimana quindi al mattino andai alla casa di reclusione per la consegna del pane e cosi ne approffitai per chiedere e mi mandarono in segreteria dove seduto vi era un'appuntato con pancia e baffoni che fu molto gentile scrivendomi i documenti che servivano da fare presso il comune mi ricordo come fosse oggi le parole dell'appuntato che mi disse " figliolo per fare questo lavoro non ti deve mancare mai il coraggio non devi mai farti vedere che tieni paura per noi la paura non esiste" Cosi andai al comune feci i documenti e l'indomani andai in segreteria e l'appuntato mi compilo la domanda mi preparo la raccomandata e io la spedi , passorono due mesi cosi nel mese novembre fui chiamato per la visita presso roma rebbibia feci la valigia e andai al porto per prendere l'eliscafo al porto vidi una decina di ragazzi con la valigia cosi capi che non ero da solo ma che tutti avevamo fatto domanda in gran segreto per il premio arruolamento , cosi arrivammo alla stazione dei treni di palermo e partimmo , arrivati a roma rebibbia ci fecero accomodare in alcune celle con letti a castello poi l'indomani iniziarono le visite pwer ultimo ci chiamo un tizzio in camice bianco che mettendomi a fissare una parete mi chiese cosa la figura assomigliasse io francamente non vedevo nessuna figura ma finsi e gli disse una triglia allora mi disse bene puoi andare avanti il prossimo ,l'indomani partimmo per l'isola tutti dieci eramo abili all'aruolamento il 04.05.1982 ripartimmo per la scuola AA.CC. di Ercolano dove arrivati ci assegnarono le camere e l'indomani 06.05.1982 ci misero a tagliare l'erba e pulire il parco dalle foglie e rami d'alberi col passare dei giorni si cominciava a marciare fare le guardie nel boscho della scuola e ogni tanto in aula dove spiegavano il funzionamento delle armi.
domani racconto la seconda parte

voglio raccontare la mia storia ( ultima parte)

nei giorni seguenti ci portarono sulle montagne vicino cassino in un poligono all'aperto li durante tutta la giornata ci addestrarono ai tiri , alla fine di giugno una ventina di allievi veniamo chiamati nel piazzale cosi venniamo avvisati che l'indomani saremmo partiti per l'asinara per fare due mesi di tirocinio partimmo l'indomani con destinazione l'asinara presso la diramazione fornelli non nego che giunti sull'isola gli agenti e appuntati non erano contenti per nulla del nostro arrivo il nostro servizio era solo ronda dalle 7.00 alle 19.00 di tutti i giorni con pranzo al sacco pero sono stati due mesi meravigliosi quell'isola aveva preso la mia anima con la sua incantevole natura selvatica .
Cosi rientriamo alla scuola la favorita ma dopo una settimana il 15.09.1982 veniamo svegliati in piena notte e fatti affluire nel piazzale dove in tutta fretta ci viene detto che tutti eravamo aggregati alla c.c. di poggioreale il mattino presto siamo a poggio reale dove senza capire ci siamo trovati nel fronteggiare una rivolta coordinati da appuntati coraggiosi senza paure appuntati talmente coraggiosi da trasmettere in noi coraggio forza e grande unità fra tutti noi , una notte siamo convocati tutti noi allievi nel cortile di poggio reale dove vi era riunita la commissione per gli esami ricordo che in pochi muniti ci siamo trovati da allievi agenti custodia ad'agenti di custodia con teserino due caricatori e la pistola
ma al mattino presto veniamo schierati nel cortile di poggio reale comunicando che tutti quelli chiamati in serata dovevamo partire per la pianosa insieme ai mezzi traduzioni dei carabinieri e i detenuti rivoltosi da portare alla pianosa cosi in tarda notte partimmo arrivando la sera seguente alla pianosa in verità arrivando nell'isola e stato come entrare dentro l'inferno anzi credo che l'inferno sarebbe stato piu accogliente della pianosa dove passai sei mesi infernali di servizio su altane e terrazzi senza mai riposi ma solo turni di dieci ore giornaliere di servizio ma mai per la testa mi sia passata l'idea di congedarmi poi un giorno il 20.02.1983 vengo chiamato in segreteria e mi viene comunicato che ero stato trasferito alla casa circondariale di ...... regione lombardia.
Morale di questa mia storia vera quante meteore commissari comandanti e dei colleghi in servizio permanente al dap prap ust avrebbero resistito negli anni 80 = N E S S U N O .

R.voglio raccontare la mia storia ( ultima parte)

Salve Gentile Collega, sono stato anche io per una settimana a Ercolano e poi per 7 mesi a Portici nell'84. Per fortuna mia i fatti da te citati erano da poco finiti. Allora avevo 27 anni ora ne ho 52 e tra un mese vado in pensione grazie a 10 anni di contributi versati prima di entrare negli Agenti di Custodia. Leggendo quello che hai scritto non ti nego che un brivido  mi e sceso giù per la schiena pensando a quanti hanno vissuto la tua storia, che è un po’ meno la mia (giacché vivo in Veneto e non ho subito la lontananza dei miei cari) ma non per questo non potevo non notare la disperazione di colleghi per la lontananza dai propri cari. Colleghi che porto ancora  nel cuore, anche se di alcuni non ho più ricordo.
Gentile Collega, (vecchia zimarra) purtroppo i tempi cambiano, nulla è eterno e nulla resiste al tempo.  Lasciamo ai giovani un’Amministrazione per certi versi migliore,  per altri  versi allo sfracelo.
L'ascio quest'Amministrazione con l'amaro in bocca : i ricordi piano piano se ne vanno, le luci si spengono. Il mio periodo lavorativo è finito, e non ho più 27 anni.
Stammi bene caro vecchio collega

By Francesco

solidarietà al collega di genova

la mia solidarietà al collega di genova aggredito da un detenuto non passano giorni in cui casi critici ormai all'ordine del giorno ci mettano a dura prova .

Lombardia

la verità

Esimio Eugenio SARNO, sono Rosario CRISPINO da Portici, le scrivo e condivido come sempre l'articolo Quando l'informazione ( e la verità) fanno paura.... Intanto le voglio inviare questa poesia di Alessandra Visco a sostegno per l'impegno della sua sagace e lungimirante lotta per la difesa dei nostri diritti. Viva il Corpo di polizia penitenziaria.

Questa triste realtà

Che sapore ha una delusione
quando non trovi una valida ragione
a quella magia che si frantuma a piccoli pezzi;
ci pensi su, ma senza parole resti.
L'immagine di una foglia in autunno inoltrato…
Il sole, questo mondo, sembra aver dimenticato.
Eppure sorge, ma non splende,
all'ammasso di nuvole si arrende.
Questo cielo è grigio e pesante,
ma non perdi di vista ciò che è importante.
I tuoi principi vengono traditi,
dalla gente non sono capiti.
Resti con la libertà di pensiero,
ma ti accorgi che questo mondo non è vero.
Non è come lo immaginavi da bambino,
con la sorpresa di un fiore nuovo in giardino…
Non è come lo avresti voluto
e con gli anni sei cresciuto,
ma ancora non hai smesso di imparare,
e quel fiore ogni giorno vai ad annaffiare.
Ma basta una grandinata per farlo morire;
ti chiedi il perché, ma non lo riesci a capire.
Mondo crudele, mondo cattivo!
Cosa importa se sei ancora vivo?
Il senso che hai dato ai tuoi giorni
Viene calpestato dai non ritorni,
dai feedback positivi che aspettavi…
ogni giorno, per averli, lottavi.
Ma stamattina ti sei svegliato
E ti sei reso conto che non è servito
credere negli ideali che hai sempre avuto…
In questo cielo grigio, il sole si è perduto.
Cosa importa adesso, della profondità?
Questo mondo vive di superficialità!
Di ritorni di interesse e di falsità…
Quanto mi fa schifo questa realtà!
Vorrei tornare ad essere come un bambino che
per ogni semplice cosa chiede perché…
Ma per alcune cose non c'è risposta,
in ogni favola, una bugia a fin di bene è nascosta.
Ma arrivi ad una certa età
Che inciampi su questa realtà.
Nel giardino della tua vita
nessuna rosa è resistita…
e dove non batte più il sole,
non hai motivo di credere nell'amore
che mettevi nelle cose che hai detto o fatto,
e mentre invidi l'equilibrio innato di un gatto,
tu sei rimasto appeso ad un muro crollato,
ripensando a cosa hai ottenuto dal passato…
Solo la forza per tirarti su,
ed il coraggio di guardar giù…
Ricominci a camminare su un filo instabile,
e senti che sei diventato un po' più invulnerabile…
Un po' più stronzo e indifferente,
con l'orgoglio di essere cosciente
che è solo uno scudo per non essere vinto…
Dei tuoi principi e dei tuoi pensieri resti convinto.
Ma li nascondi a questo mondo che
non capisce e non conosce nulla di te!
Non si ricorda di quel bambino
che in una favola immedesimava il suo destino…
Quel bambino un po' cresciuto
che niente dalla vita ha ottenuto,
o quel poco che basta per continuare a sperare…
E un'altra volta da zero devi ricominciare,
rialzandoti più forte,
chiudendo o aprendo le porte
che danno accesso ad un'anima che sai di avere…
E il resto del mondo deve solo tacere!
Perché è così pieno di tristi realtà…
Lasci che quel bambino perda l'ingenuità…
Crescendo deluso da questa vita che ti toglie tutto,
ma conservando i pezzi del tuo sogno distrutto!

gentile rosario crispino di portici

complimenti bella poesia molto bella al punto che meriti l'incentivo in misura uguale noi turnisti che non troviamo il tempo per le poesie .

Ma perchè solo e sempre tu denunci questi misfatti ?

Salve Gentile Eugenio e colleghi .Voglio allacciarmi al titolo di questa mia riflessione e poterla poi estendere  e discuterla in questo forum. PPerché solo l’UIL  denuncia tale situazione in tutti i modi possibili , e le altre O.S.?? Un accenno ogni tanto per far vedere che ci sono, con più enfasi e forza si manifestano al momento di procacciarsi nuovi iscritti. IUo spero che molti abbiano capito a  che queste O.S. interessano più le deleghe che le condizioni disumane in cui stiamo lavorando noi Poliziotti Penitenziari. Vedete, dico questo in virtù di quanto sta succedendo nel mondo penitenziario, denunciato con estrema puntualità in questo e in tanti altri post. Un’Amministrazione sorda e cieca  per cercare di coprire il fallimento altro non ha trovato che cercare di mettere il bavaglio a chi tenta di informare del disastro di cui tutti siamo testimoni  Un disastro che npn sembra interessare nessuno. Qualche politico entra  per far pasarella e poi spenti i riflettori ?????  Penso che l’unione di tutte le O.S.  sarebbe l'unica strada praticabile. Ma  sappiamo ,  piaccia oppure no,  che non tutti i pensano al bene del personale e trovano tutte le scuse possibili per chiedere tavoli separati (per non risolvere nulla). Se me lo consentite vorrei ricordare i moltissimi colleghi che sono sottoposti a cure mediche per stress da lavoro, a breve con questo trend, se i signori della politica  non troveranno soluzioni per diminuire questi carichi di lavoro, ci troveremo con  un esercito di stressati e potenziali bombe Umane. By Francesco

Hai ragione quando dici che

Hai ragione quando dici che la carriera tenta di sterilizzare, opprimere... la richiesta di autorizzazione per il rilascio di dichiarazioni, non è altro che uno dei tanti strumenti sporchi utilizzati come deterrente. Ma, che piaccia o no, abbiamo il dovere di informare e continueremo a farlo! Posso assicurare che in periferia la linea della UIL (obiettiva, cristallina e pronta informazione) è molto apprezzata. Il tuo post sopraggiunge propizio... spero venga accolto il tuo messaggio dai dirigenti UIL, soprattutto, oltre che dai colleghi.

Mauro Barile - Livorno

 

Complimenti Eugenio, sempre

Complimenti Eugenio, sempre chiara e puntuale la tua informazione! purtroppo la verità fa male, ma ritengo ke sia sempre meglio dire una brutta verità ke nascondere, dietro bugie ipocrite, tutto il marcio ke incontriamo nell'espletamento del nostro servizio! Non ci metteranno mai il bavaglio anche perchè solo così l'opinione pubblica saprà realmente quanto difficile è il nostro lavoro! Bravo Eugenio! Siamo tutti con te!!
Giusy G. - Trapani

è la pura verità!!!

E' la verità ciò che all'Amministrazione Centrale e periferica fà male!

L'ostilità la fà da padrona! Comunque tengo a ribadire che anche questa volta caro Eugenio hai saputo aggiungere un'altra pagina di (triste) verità!...  che sicuramente provocherà dolore a coloro i quali tendono sempre a nascondere!

E' la parabola del famoso cetriolo!.... Ricordi? Benissimo. Io non posso far altro che essere fiero di un SEGRETARIO GENERALE che non usa mezzi termini!

Basta, altrimenti qualcuno potrebbe pensare di imbavagliarmi!

Un saluto da GENOVA e dalla Liguria tutta!

  • Fabio Pagani

Falsa democrazia.

Come ho sempre pensato e detto in discussioni amichevoli e non , l'Italia è un paese con una falsa democrazia, dove, mentre la Costituzione sancisce la libertà di pensiero, di parole e di stampa, i nostri politici e i nostri superiori vogliono toglierci la parola, per evitarci di denunciare all'opinione pubblica quello che è e come versa il sistema penitenziario italiano, delle condizioni disumane che si vivono tutti i giorni nelle nostre carceri.Viva l'Italia.......................!!!!!!!!
Mi domando quando incroceremo le braccia per far sentire la nostra voce...!
Un caro saluti a tutti i colleghi e colleghe e i nostri figli.
Anonimo Ass.te Capo di Secondigliano.

Citazione

Le informazioni riservate sono, in pratica, la fonte di ogni grande fortuna moderna (Oscar Wilde).
Hai ragione Eugenio, noi siamo diversi. Avanti così.
Ciro da Napoli

Male

La verità non fa solo paura ma anche male !
Paolo - Secondigliano

Le tre scimmiette

Il DAP come le tre scimmiette : non vedo, non parlo, non sento

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