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Una triste realtà che ha bisogno di verità

Morte

Ed ora ci tocca fare servizio anche con il morto in sezione ! Purtroppo, nella sua macabra verità, ciò è accaduto davvero a Verona (leggi comunicato stampa) . Un detenuto 28enne, infatti,  si è tolto la vita intorno alla mezzanotte di ieri (giovedì 7 gennaio) e l'autorizzazione alla rimozione della salma è arrivata solo intorno alle 13.00 di oggi 8 Gennaio. Un cadavere in sezione, coperto da una coperta posta da una mano pioetosa, ha scandito il passare dei minuti all'agente colà in servizio nel turno notturno. Non sarà stato una bella notte immaginiamo. E così sale, tenendo conto dell'altro suicidio di ieri sera a Sulmona, a 4 il numero dei suicidi dal 1 gennaio di quest'anno. Uno ogni 48 ore. Credo che sia un dato agghiacciante (ascolta intervista AMI) che non può, e non solo da operatori penitenziari, lasciarci indifferenti. E' la prova provata che il sistema è oramai collassato e in piena deriva. Una triste realtà che avevamo annunciato da tempo, ben conoscendo le drammatiche emergenze in cui ci dibattiamo ogni giorno. Realtà e drammaticità che ci investono direttamente. Pertanto  vorrei dire e ribadire con assoluta chiarezza (soprattutto a quanti si esercitano nella vile arte della derisione anonima ) che quando noi della UIL Penitenziari  parliamo di diritti negati , dignità calpestata e inciviltà ci riferiamo ad una realtà incontestabile che attiene ai detenuti e agli operatori, polizia penitenziaria in testa. Noi non manchiamo mai , ne vogliamo smettere, di denunciare lo stato in cui siamo costretti a lavorare. In sottorganico, con turni e straordinari dai ritmi insostenibili e in condizioni di  precarietà igienico-sanitaria. Non dimentico certo i colleghi impegnati nel servizio traduzioni che si effettuano, per lo più, su mezzi inidonei, fatiscenti, insicuri. E vogliamo ricordare anche come siano in condizioni di alto rischio le unità che effettuano piantonamenti nelle corsie ordinarie degli ospedali in quelle città (tantissime)  prive di padiglioni detentivi ospedalieri . Tutto questo grava sulle spalle dei poliziotti penitenziari di frontiera, quelli della prima linea. Perchè sono loro che accusano maggiormente  il peso di una situazione insostenibile. Perchè è grazie alla loro competenza e alla loro professionalità che il sistema ancora regge, pur tra mille difficoltà. Per questo il 12 gennaio saremo davanti al Parlamento a Piazza Montecitorio. Parteciperemo ad un sit - in di mobilitazione a cui siamo stati invitati. (ascolta intervento a Radio Carcere)  Saremo lì a marcare una presenza fisica,  mentre dentro il Palazzo si parlerà di carceri. Andremo lì senza la puzza sotto il naso; senza la paura di contaminarci con altre espressioni dell'universo penitenziario. Perchè abbiamo la consapevolezza del dramma che si vive ogni giorno nelle carceri. Perchè vogliamo gridare forte la nostra rabbia, senza infingimenti, senza ipocrisie. Noi non dobbiamo chiedere permesso a nessuno. Perchè la nostra libertà d'azione non è soggetta a mediazioni di sorta. Ne dentro l'organizzazione, ne con l'Amministrazione, tantomeno con il Governo. Cercheremo di dar voce alla nostra rabbia, alla nostra delusione, alla nostra demotivazione, alla nostra frustrazione. Cercheremo di spiegare come sia necessario l'implementazione degli organici e sia urgente recuperare forze fresche ( a cominciare dagli imboscati dispersi nei palazzi del potere). Noi non vogliamo perdere le speranze e non vogliamo perderci nelle ombre e nell' oscurità. Vogliamo continuare a crederci, vogliamo continuare a sperare. Per questo pensiamo che il 12 gennaio sia importante essere davanti a Montecitorio. Per dare un senso alle autorevoli parole del Capo dello Stato pronunciate nella sera di fine anno. Per chiedere, umilmente,  che si parli anche di noi. Di chi ogni giorno si misura con la bruttura, con la sofferenza  e con il degrado. Che si parli di chi, nonostante subisca quotidianamente ogni sorta di angheria e sopruso, garantisce sicurezza, legalità e vita. Dentro e fuori le galere . Noi non abbiamo nulla da nascondere, tantomeno nulla da cui nasconderci. Per questo continueremo la nostra battaglia per l'informazione e la conoscenza. Per questo continueremo a surrogare un'Amministrazione che opacizza l'informazione e nasconde la verità. Anche a costo di subire attacchi e ritorsioni. E' cosa nota che la libertà ha sempre un prezzo. Questa mattina ci  stata notificato l'avvio di indagini in relazione ad una denuncia presentata contro questo blog per aver pubblicato commenti sul fatto che che un neo agente (figlio di un sindacalista ) dopo solo pochi giorni di servizio è stato collocato in cumulo sindacale . Siamo pronti a rispondere alle Autorità competenti. Non ci pare che quei post abbiano nulla di offensivo o di diffamante. Tantomeno, crediamo, abbiamo violato la privacy, basta scorrere il mod. A-14 dell'IPM di Firenze per leggere quanto da noi pubblicato. Noi, di certo,  non vogliamo rinunciare a dire la verità. Anche, soprattutto, quando è scomoda e fino a quando sarà possibile non ci faremo mettere il bavaglio....

può mai essere.....

e i familiari com'è che mo non si costituiscono contro l'amministrazione... i giornali e i telegiornali come mai non ne parlano... è tutta na politica che va così.
io mi so scocciato ...

oramai morire in carcere non è una novità

da circa 28 anni sono nell'amministrazione, arruolato a.d.c. dopo circa 20 dalla riforma, il sistema penitenziario si è arenato, lo Stato Italiano non era e non è pronto alla globalizzazione multietnica della popolazione detenuta, detto ciò ritengo che la grave emergenza sovraffolamento delle carceri Italiane non importa alla classe politica,in ogni modo assistiamo giorno dopo giorno a suicidi 4 dall'inizio dell'anno corrente e due tentati suicidi, chi vive la triste e tragica realtà di chi lavora all'interno dei penitenziari, credo sia inutile commentarla, è una continua emergenza, dalle difficoltà operative alla difficoltà di allocazione detenuti oramai siamo a livelli storici che l'amministrazione non aveva mai raggiunto, d'altra parte c'è un altra emergenza del personale che giorno dopo giorno viene distaccato ed inviato in altre Regioni, DAP ecc.ecc.
Il lavoro giorno dopo giorno + sezione+ rotonda+ ecc.ecc.detto ciò credo che l'umile esercito privo del suo comandante rischierà il colasso, in ogni modo assistiamo a continui suicidi ed il personale oramai estremo di forze e motivazioni rischia di non essere più motivato, tutt'altro oserei dire che oggi si svolge un ulteriore servizio ( sorveglianza ai .....).
In molte realtà non ci sono più luci nelle celle, assenza di carta igenica, ecc.ecc.
sono amareggiato, nel toccare con mano il sistema che Lo Stato Italiano, in un Paese fondato sulla democrazia stia andando a rotoli.
leo angiulli

Emilo fede ben si giuarda a non accenna re le forze dell'ordine

Mi ricordo che quando la sinistra era al governo soventementediceva che le forze dell'ordine erano alla fame , adesso non accenna piu dell forze dell'ordine e come se non esistiamo mi domando come possiamo essere messi al bando nonostante tutto e l'inpegno messo in campo da parte di tutti noi .
un poliziotto perplesso

Non cambierà niente!

Si sono suicidati molti colleghi, molti detenuti, centinaia di agenti sono stati feriti nelle aggressioni subite dai detenuti, è interessato a qualcuno? Ci fu la passerella estiva di alcuni politici in alcuni istituti, è cambiato qualcosa? L'unica cosa certa è che se succede qualcosa la responsabilità ricade sempre su di noi, nessuno ci difende, anzi veniamo affossati dalla nostra stessa amministrazione. Ma perchè se un detenuto, per sua disgrazia, decide di farla finita e ci riesce, la colpa viene data alla Polizia Penitenziaria che non avrebbe adeguatamente vigilato? Mettiamo allora al controllo, un agente per ogni detenuto per 24 ore, fianco a fianco. Negli altri paesi europei, caricano la Polizia Penitenziaria di tutta questa responsabilità, così come succede in Italia? La società tutta dovrebbe baciare dove camminiamo per ciò che facciamo. tutti i giorni in quelle discariche umane che sono diventati gli istituti italiani a garantire ordine e sicurezza, invece veniamo disprezzati, offesi e chi più ne ha più ne metta. Mi dispiace solo per colleghi più giovani (io ho quasi terminato la mia carriera) che continueranno a lavorare per un'amministrazione ed una nazione ingrate ed irriconoscenti verso migliaia di uomini e donne che a costo di tantissimi sacrifici, cercano ogni giorno di fare il loro dovere nonostante la cronica carenza di personale e mezzi. Non augurerei mai ad un mio figlio di fare questo lavoro e secondo me questo da la valenza di quanto schifo ho visto nei miei oltre trenta anni di servizio.
saluti a tutti.

Eugenio Concorrono alle presenze la l.104 per il fesi

Mi dicono che i giorni fruiti per la legge 104 non vengono calcolati come presenza per il fesi mi chiedo come sia possibile questo oltre ad'avere una digrazia in famiglia tocca subire anche questo affronto nonostante i sacrifici famigliari per tre giorni di l04 al mese non ho diritto agli incenti nonostante in tutto il 2009 abbia soltanto 5 giorni di assenza per malattia , abbia svolto servizio anche quando stavo poco bene per non perdere gli incentivi alla fine a cosa mi e servito sacrificarmi in due tre posti di servizio conteporaneamente quando i colleghi erano in massa assenti giustificati nei periodi di pascqua , luglio , agosto, natale,capodanno , essere tutti i giorni presente in servizio se adesso vengo ripagato in questo modo , cari colleghi sono demoralizzato mi sento tradito e mortificato oltre al danno anche la beffa .

Mancata corresponsione l. 104 al F.E.S.I.

Collega, pur ben comprendendo la situazione che vivi con un familiare invalido, ma sul dilemma se fosse giusto o non inglobare i permessi per la L. 104, in molti hanno giustamente obiettato che questi permessi sono una concessione in più ai normali permessi retribuiti mensili, e che pertanto pur esulando dai normali riposi settimanali ed essendo retribuiti al 100% non sarebbe stato giusto inglobarli come giornata lavorativa.Ora, giusto o non giusto su questo FESI ci sono delle contradizioni esagerate, per esempio perchè viene considerato come giornate lavoritive il C.S. per evento luttuoso nel primo semestre mentre ne viene escluso per il secondo semestre.Forse una persona deve morire entro un termine per poter garantire al suo congiunto di poter essere miseramente retribuito in fascia 1 a E 8,00 anzichè a € 4,50.Qui come sempre si assiste alla guerra fra poveri, mentre i Ns manager capitolini si assicurano stipendi esageratamente da nabbabbi e altri emolumenti che noi neanche sappiamo che esistano.Chiudo qui perchè mi stò innervosendo e potrei dire dei spropositi che possono corrispondere a verità, ma la verità non esiste(come diceva un mafioso siciliano).

Morire in carcere

Ormai è diventata un pericolosa costante quella di morire in carcere; in particolare negli ultimi anni, complice sicuramente il sovrafollamento, ma sopratutto uno tessuto sociale che non sorregge più le persone in difficoltà. Auspichiamo interventi urgenti del governo, perchè la realtà in cui operiamo tutti, Poliziotti, Assistenti volontari, Direttori, Educatori ecc. ecc. e veramente brutta.
Mauro

PURTROPPO IN CARCERE SI MUORE...LO AVEVO DETTO!!!

Purtroppo nulla di nuovo rispetto al 2009 il 2010 confermerà le nostre preoccupazioni poste al congresso di Roma...in carcere oggi si muore più di ieri e qui noi poliziotti penitenziari possiamo fare solo il nostro dovere...cercare di evitarle....ma non possiamo prenderci la responsabilità effettiva di morti annunciati...qui vorrei vedere se le procure delle Repubbliche sono capaci a mettere sotto indagine il Ministro della Giusrtizia vero responsabile di questo sistema allo sfascio e pieno di morte, sulla quale nulla sta facendo.

Pura verità

" aspettiamo una nuova alba ma siamo al tramonto che introduce alla notte ". Questa me la sono scritta e ogni tanto la rileggo. Non è solo stilisticamente gradevole ma è la rappresentazione della pura verità. Ancora una volta sei stato capace di dire cose dure e vere con stile e garbo. Te se sono grato,
Ciro da Napoli

Non ci credo +

"Ciao, sono in Amministrazione da quasi 30 anni, sono entrata giovanissima con la qualifica di Vilatrice Penitenziaria, di fatto abbiamo sostituito le Suore, gli anni di piombo e gli anni 90 me li sono subiti tutti perche' gia' all'epoca per carenza di personale si usava inviare il personale in "missione" su e giu' per l'Italia, poi la riforma ed ho optato per la divisa.......a conti fatti caro Eugenio stiamo molto peggio ora, avrei centinaia di esempi da fare ma nn e' il caso, nessuno ci ha mai difesi, perche' avremmo dovuto essere noi in primis a difenderci da soli.....ma......come fai a difenderti quando nn hai la pi pallida idea di dove iniziare?Noi nn abbiamo avuto la preparazione degli altri corsi, io per esempio sono autodidatta, che poi abbia seguito e superato il corso da Sott.le e' ininfluente....in certe situazioni nn puoi inventarti nulla: o sai come fare o nn lo sai.......ma tu sai che nel 2010 il personale viene ancora minacciato di relazione disciplinare? a volte ho avuto pi sostegno da parte dei detenuti,alla faccia della difesa, io nn credo pi in nulla...."

BRUNA

per Bruna

sicuramente tù ai vissuto gli anni di piombo,io allora ero un a.d.c. ricordo molto bene ero giovane, detto ciò ricordo pefettamente quello che tu ai descritto,oggi possiamo dire come la si può denunciare le varie difficoltà ecc.ecc., certo ci vuole coraggio, io mi sono sempre difeso da tutti, contro chiunque, la mia libertà di pensiero è rimasta tale con orgoglio e dignità vado vanti costi cuello che costi.

R. Non ci credo +

Salve Gentile Bruna
Leggendo il tuo post non nego che un po’ mi son commosso con una leggera punta di nostalgia per i tempi passati, era più dura x un certo verso ma dalla nostra si aveva che si era giovani di età.
Sono e finirò la mia carriera da Ass. te Capo, quello che tu descrivi e la cruda realtà, ti dico solo che io nell'84 ero alla Giudecca (VENEZIA) ed essendo agente giovane mi mandavano al femminile a far la sentinella e aiutare la portineria e a far le battiture alle celle (cameroni) delle detenute accompagnato da una vigilatrice sotto lo sguardo vigile della Suora.
Vedi Gentile Bruna una volta nel nostro corpo girava molta ignoranza (senza che nessuno se dia a male) i Direttori e Comandanti facevano quello che volevano, tu lo sai più di me, che per essere assunta come vigilatrice la domanda la dovevi fare al Direttore dell'istituto, e l'assunzione era a sua discrezione in particolar modo per le trimestrali.
Ora le cose sono migliorate in molti aspetti, Vi è stata una riforma, l’idea e nata bene ma col procedere del tempo sì e persa, vuoi per colpa della politica, vuoi perché chi doveva tenere vivo questo progetto ha perso l'interesse. Vedi Bruna quello che non hanno fatto e che per il momento non sembrerebbero intenzionati a fare e aggiornare la nostra Amministrazione (capire che sta succedendo e aggiornarsi, manca personale si assuma, ci sono istituti sovraffollati si costruiscano nuovi ambienti, invece sole chiacchiere e qualche contentino tanto per giustificare.)
Lo so dopo tanto e troppo tempo e facile per noi dire Basta fermate il mondo che voglio scendere, ma non lo possiamo fare, come dei genitori dobbiamo dare forza ai nostri figli (Colleghi) x continuare la lotta e avere un futuro lavorativo migliore, forse non ci riusciremo, ma almeno abbiamo la coscienza di aver provato.
Bay Francesco

COLLEGA BRUNA, NON MOLLARE.

VORREI DIRE ALLA COLLEGA BRUNA, DI NON MOLLARE, E SUFFICENTE CHE NELLE BATTAGLIE PER MIGLIORARE IL CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA CI SIA CON LA SUA PRESENZA, PERCHE'LA SUA ESPERIENZA TRENTENNALE E MOLTO PREZIOSA.
UN SALUTO
BRUNO FORTUGNO - REGGIO CALABRIA.

Spesso le condizioni

Spesso le condizioni lavorative sono anche piu'dure di quanto descritto,resta il fatto, che sottolineando comunque il merito dei sindacati a riguardo della smilitarizzazione del corpo avvenuta ormai nel lontano 1990e ricordiamo col corpo senza testa,spesso tra le varie concause che degenerano fino alla condizione attuale del pianeta carcere,esiste ed palese a tutti anche una grave responsabilità dei sindacati stessi,e ciò propio a riguardo dei vari dist-imboscati nei palazzi del potere.Per esperienza ho visto numerosi colleghi che per ottenere quanto lei giustamente denuncia,si rivolgono propio alle varie sigle sindacali,(che per una tessera in piu'...... ),ai quali altresì risulta molto semplice denunciare-sparlottare contro Roma,tanto è lontana e fuori dalle problematiche reali dei penitenziari,mentre risulta assai difficile prendere posizioni chiare a riguardo degli organici e del loro impiego , contro le direzioni ed i provveditorati.Ad esempio in condizioni di cronica carenza d'organico,non sarebbe auspicabile una cospicua riduzione dell'organico dei provveditorati?Specie del Nord.La saluto augurandole-mi che il dì 12 si ottengano fatti concreti e non proclami,dispacci,parole ed annunci da pubblicare nelle varie bacheche.Specifico ulteriormente al fine di non apparire un anti-,che è doveroso affermare che il mondo del lavoro senza il sindacato vero,sarebbe senza ombra di dubbio peggiore di quello attuale.

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