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Una nuova alba ... ?

Presidente

"E' necessario essere vicini a tutte le realtà in cui si soffre anche perché ci si sente privati di diritti elementari: penso ai detenuti in carceri terribilmente sovraffollate, nelle quali non si vive decentemente, si è esposti ad abusi e rischi, e di certo non ci si rieduca". Con queste poche, ma significative, parole il Presidente Napolitano ha ricordato al Paese l'emergenza penitenziaria. Una emergenza che ci investe direttamente e da vicino, essendo anche noi coloro che vivono quotidianamente quelle tristi, brutte realtà. Vogliamo credere che l'invito/esortazione del Capo dello Stato trovi orecchie attente nel Governo e nel Parlamento. Nei prossimi 11 e  12 gennaio la Camera dei Deputati discuterà una mozione parlamentare presentata da Rita Bernardini ed altri 92 parlamentari proprio sullo stato comatoso del sistema carcere. Non ci illudiamo che tale, pur importante,  passaggio possa di colpo trasformare l'inciviltà delle nostre prigioni o determinare condizioni e turni di lavoro compatibili. Non sarà così, purtroppo. E' innegabile, però, che una ritrovata consapevolezza del Parlamento, semmai  anche veicolata dall'attenzione del Colle,  possa essere da sprone ad un Governo che sul tema carceri si è solo limitato ai roboanti annunci del Ministro Alfano. Una per tutte : Il piano carceri , sempre più oggetto misterioso. Eppure i circa 66mila detenuti a fronte dei 43.000 posti disponibili, i 70 suicidi in carcere, le numerose morti in cella, le tantissime violenze subite dagli agenti (153 con prognosi superiore ai tre giorni nel 2009), il triste primato di detenuti in attesa di giudizio (circa il 23% è in custodia cautelare), la quotidiana e sistematica negazione e violazione dei diritti elementari del personale ci sembrano più che buone ragioni perchè la politica volga lo sguardo verso quelle discariche sociali che sono le nostre prigioni. Noi non dovremo mai smettere di informare. Perchè informando alimentiamo la conoscenza di chi si abbevera a fonti inquinate; all'informazione parziale e faziosa che mostra un quadro parziale; che affossa e seppellisce un Corpo di Polizia sotto cumuli di congetture e supposizioni non suffragati da uno straccio di elemento probante. L' Amministrazione Penitenziaria, il Capo del DAP, il Ministro Alfano non hanno, evidentemente, nessuna voglia di rispristinare la verità vera. Una verità che è fatta anche di violenze (soprattutto quelle subite dagli agenti  che sono la maggioranza) , di morti, di diritti negati , di degrado e bruttura ma anche di vite salvate (circa 370 ) da parte degli agenti. Di atti di coraggio, di professionalità, di umanità. Chi e perchè vuole negare che il sistema ha retto solo, unicamente, grazie al sacrificio del personale? Tutto ciò compressi tra le violenze e la negazione dei nostri diritti. Costretti a lavorare in ambienti malsani o ai limiti della precarietà (penso ai nostri impegnati nelle Traduzioni). Ecco queste sono alcune delle ragioni che ci responsabilizzano ancor di più a continuare le nostre battaglie anche in questo 2010, sperando che siegni il sorgere di una nuova alba. D'altro canto mai chiudere le porte alle speranze. I segnali, però, non sono confortanti. I recenti episodi di Siracusa, Foggia e Macomer ci dicono che un'altra stagione di proteste è alle porte e che dovremmo preparraci ad un'altra, numerosa, conta dei feriti. Vogliamo credere che di fronte al disastro chi deve decida. Un altro anno di silenzi ed inoperosità non sarà consentito ne a Ionta ne ad Alfano perchè, in tal caso, saranno travolti dagli eventi che loro stessi hanno contribuito a determinare. Ma dobbiamo chiederci se noi siamo pronti a sostenere l'onda d'urto che una  stagione di conflitti genererà. L'altra settimana sono stato in visita alla C.C. de L'Aquila  e ho potuto constatare quanto sia difficile e squallida quella realtà lavorativa (leggi) . Ho come al solito relazionato, senza infierire,  e il giorno dopo alcune persone che avevano dato la disponibilità alla UIL hanno fatto marcia indietro .... Forse siamo bravi nel lamentarci; molto meno a contribuire a risolvere i nostri problemi. Ancora subiamo il fascino delle gerarchie.... Altrimenti non si capisce come mai si accettano in silenzio ogni sorta di abusi .... ancor più quando perpetrati da pseudo-sindaclisti  sulle cui spalline fanno bella mostra binari, rombi e stellette !  Anche per questo circa 800 unità (mentre in prima linea  si scoppia)  possono tranquillamente girovagare a fare non si sa cosa nei palazzi del potere.... Speriamo , allora, in una nuova alba ma si abbia coscienza che, ora, siamo al tramonto che introduce alla notte. (ascolta l'intervista a Radio Radicale del 3 dicembre)

Un altro Suicidio dietro le sbarre

Un bel inizio dell'anno 2010,in quel di Verona! Non c'è che dire.In data 07/01/2010 intorno alle 23,40 circa, un detenuto giudicabile per omicidio,tentato omicidio e violenza sessuale, con 7 tentativi suicìdi , dopo che gli sono stati riconsegnati abiti e quant'altro si è impiccato ed a nulla è valso lo sforzo del collega in sezione che accortosi nell'immediatezza è entrato in cella per sollevarlo di peso e cercare di togliere il cappio. Adesso che cosa dire, che cosa fare, se questa è l'alba di un nuovo anno figuriamoci al tramonto cosa può attenderci. Qui è sempre più ardua la vita in sezione per la Polizia Penitenziaria con 800 Detenuti da sorvegliare, con carenze sia del personale in servizio che con quelle strutturali, a ciò si aggiungano le numerose malattie che si registrano giornalmente e che pongono il problema di sopprimere più posti di servizio(semprechè ci siano colleghi disposti ad effettuare il turno notturno dopo essersi sorbiti il 16,00/24,15)oppure pur di mostrare un mod. 14 dove tutti i posti di servizio risultano coperti, salvo poi accorgersi che presenziano nominativi di colleghi che già sono in malattia o chi è in procinto di ricovero ospedaliero.A proposito, dimenticavo di dirvi che l'episodio legato al suicidio, non è avvenuto in un corpo di sezione dove sono ristretti 100 detenuti per un totale di 25 celle (4 x cella) e che il detenuto non è stateso dallo sconforto di un istante, no!, invece è successo in un reparto detentivo di sole 14 unità per un totale di 12 celle(l'Infermeria!) e che questo detenuto ha provato per 7 volte ad impiccarsi e continuava a dirlo ai colleghi e la sua cella è posta di fronte al box agenti della sezione Infermeria, la sorveglianza a vista è stata effettuata sino ai giorni post Natale,ma da qualche giorno gli è stata tolta ed abiti ed effetti di casermaggio gli sono stati riconsegnati.
Romeo

2010 ...?

Gentile Eugenio e Colleghi

Gentile Eugenio e Colleghi tutti, facile e parlare e dire facciamo questo e facciamo quello, io rispetto le più alte cariche dello Stato, tutti ormai sanno come vanno le cose, questa forte crisi che ha investito tutti i settori, le migliaia di operai licenziati o in cassa integrazione con un futuro incerto, i giovani che non trovano lavoro sia al sud, che al nord, questa situazione e sotto gli occhi di tutti, non ci sono più persone che non capiscono, i nostri governanti lo sanno ma non hanno soluzioni per la situazioneche stiamo vivendo ora e nel nostro specifico, mancanza di Personale e sovraffollamento di detenuti, ecc.. ecc. tranne quella di dare speranza che qualcosa cambi.
Il 2009 e passato e ci ha lasciato tante promesse, il contratto non fatto, ecc.. ecc.
Ora siamo nel 2010 già il governo per via del contratto ha fatto capire che (non c'è trippa per gatti), alla fine porteremo a casa se tutto ci va bene 50,00 lorde, e troveranno sicuramente qualcosa per recuperare qualche soldino in riguardo ad eventuali arretrati da percepire, in sostanza il governo farà come nel 2009 poco o nulla.
Assunzioni, appena appena il ricambio di chi va in pensione.

Una nuova alba....mamma mia come la vedo male.
Bay Francesco

riflessioni per il 2010

ringrazio, come al solito, il Blog di Sarno per la possibilità che mi offre di pubblicare delle riflessioni che continuo a fare tra me e me....
...pensavo che, forse, il 2010 potrebbe essere un anno buono per cominciare a "smarcare" la Polizia Penitenziaria dal problema detenuti.
Mi spiego meglio: è sicuramente incontrovertibile che la situazione penitenziaria generale penalizza in primo luogo gli operatori penitenziari tutti; il Corpo, tuttavia, vive un'altra paradossale situazione: la mancanza di riconoscenza tutta interna al Dap e l'omologazione delle sue professionalità ad altre che pure vivono ed operano nel pianeta carcere (basti pensare agli assistenti ragionieri o portapacchi, ai comandanti educatori, agli agenti segretari dei servizi sanitari penitenziari, ecc...)
Mi chiedo se non sia giunto il momento di rappresentare in ogni sede competente che il Corpo è strutturato in uffici di polizia ai quali occorrerebbe conferire la giusta rilevanza, dinamicità, modernità gestionale, senza continuare ad omettere funzioni e compiti di polizia (si pensi alla polizia stradale o alla polizia "di frontiera" che le ultime circolari sui colloqui di soggetti potenzialmente clandestini cercano pateticamente di offuscare), sepolti dalla coltre di cenere causata dall'ingessatura del carrozzone penitenziario.
Sintetizzo la mia riflessione: non è forse giunto il momento di urlare a gran voce che noi siamo poliziotti e dobbiamo essere messi nelle condizioni di fare sicurezza penitenziaria, indipendentemente dal numero di detenuti, dal numero di strutture penitenziarie e dalle altre, numerose criticità del sistema?
Si è mai sentita la polizia lamentarsi per il numero eccessivo di delinquenti?
Il che, ovviamente, non deve significare non richiedere adeguate risorse per fronteggiare situazioni emergenziali come quella che stiamo vivendo....significa solo razionalizzare compiti, esposizione delle problematiche e possibili soluzioni.
Saluti e buon anno.

Quali prospettive !!!

Caro Eugenio crediamo che quanto da te denunciato in questi mesi basta e avanza a sollecitare gli animi e le coscienze di quanti dovrebbero correre ai ripari (perche pagati per far ciò) affinche la nave non coli a picco.
Pero è unutile parlare a chi non vuol sentire e la strada che rimane è qualla giudiziaria > penale e contabile.
Pultroppo da quanto si registra oggi nelle carceri e che il problema non è dell'amministrazione, ma della polizia penitenziaria, infatti ho avuto modo di leggere in questi giorni la lettera circolare sul calcolo del lavoro straordinatio/riposo settimanale GDAP 0481307 del 30.12.09 ed è qualcosa di scolvolegente poichè dopo aver lavorato 6 giorni di fila ad otto ore "tot 48" il settimo giormo che mi tocca di riposo me lo tolgono d'autorità e non produco straordinario secondo un loro pensiero.... assurdo ......sempre sulle spalle dei lavoratori ....perchè......manca personale e ionta non sa che pesci prendere. A mio avviso bisogna attivare ricorsi collettivi e far pagare questi sigg. amministratori che cambiano le circolari a proprio uso e costume....

peppe

ma a chi ci rivolgiamo?...a chi facciamo le nostre proposte?...dopo tante porte sbattute in faccia ancora non abbiamo capito che non ci rispondono perchè LORO in verità dovrebbero essere DETENUTI.
E secondo voi un CAMOSCIO approverebbe un appuntato sapendo d'avere il manico del coltello?
Caro Eugenio visto che nessuno ci sente rivolgiamoci a Grillo, lui, che è un comico,di queste cose se ne intende

aspettando una nuova alba.-

Egregio Eugenio, amici iscritti e simpatizzanti,il tempo credo sia lunica cosa certa,aspettare, aspettare,aspettare ! certo non è assolutamete facile aspettare, visto il panorama cui viviamo, ma ostinati ritengo bisogna andare avanti costi quello che costi, noi tutti abbiamo giurato fedelmente allo Stato al tricolore perche crediamo ai valori, in ogni modo credo che per la prima volta Il Presidente della Repubblica parla della difficile situazione delle carceri.
Ciò mi ha stupito,ma ritengo che in un paese democratico fanalino di coda dell'Europa non si può accettare una condizione lavorativa incostuzionale, di rifiuti e sopprusi e sopprusi, quanti uomini e donne della polizia penitenziaria giornalmente vivono in condizioni oserei dire di schiavitù, è termine forte, ma la realtà credo sia questa,non mi stupisco poi se in alcune rocche o feudi (penitenziari l'aquila ) la democrazia non prevale, tutt'altro si perseguita chi vuole che il diritto e la legalità sia garantita.
Detto ciò ritengo che noi tutti dovremmo con forza dare gli strumenti a chi come noi dà mandato. Detto ciò ritengo che le stagioni cambiano, passano gli Uomini passo dopo passo vanno avanti ed ostinatamente camminano senza mai abbassare la testa.-
Buon 2010 leo angiulli

Non abbiamo molte speranze...

anche se a parlare e il Presidente della Repubblica....anche il Pontefice Giovanni Paolo II fece un richiamo ufficiale a camere riunite anni fà prima di morire...ma quel suo richiamo durò appena due giorni...qui servono urgenti interventi e non chiacchiere istituzionali che sono oramai fuori luogo...apprezzo quanto detto dal Presidente ma mi aspetto molto di più rispetto ad un azione politica urgente.

io non ci credo più

Forse un giorno, spero, mi ricrederò, ma oggi io non credo proprio che le cose possano migliorare, non vedo uomini ai vertici che abbiano le capacità di fare delle cose buone, vedo soltanto dei figuranti che nel giro di qualche anno la maggior parte di noi avrà dimenticato.
Antonio

EUGENIO!! TU CHE VIENI DA LONTANO COSA TI ASPETTI......

Ciao Eugenio,
ho letto quanto da Te scritto, fai appello ad una nuova alba, sicuramente Ti seguiremo perchè confidiamo in Te, però onestamente mi chiedo ma cosa ci si può aspettare da quest........
Devo registrare mio malgrado che di strada se ne fatta tanta. Per questo 2010, Eugenio, Ti suggerisco di scrivere direttamente al 1° Ministro per qualunque cosa, omettendo volutamente di inserire negl'indirizzi tutte le campane sorde, che in questi anni non hanno fatto il loro dovere.
Cosa ne pensì?? Io direi di provare qualcuno sicuramente si chiederà perchè scrivi direttamente al Premier e non ai diretti interessati.
Sono certo che a domanda, Tu saprai dare la risposta.
Wiva la UIl PA Penitenziari.
F/to Un fedelissimo e semplice iscritto da molto molto molto tempo.
-----BUON ANNO NUOVO A TUTTI-------

Al Signor Presidente

Caro Presidente, i carceri italiani, da come miliardi di volte mi ripetono i detenuti extracomunitari, sono delle oasi felici, anzi per loro nelle nostre prigioni è come trascorrere una vacanza!
Lei ha parlato di rieducazione, per quanto mi riguarda, con esperienza lavorativa di 13 anni, con funzioni di assistente, il carcere è soltanto un contenitore che serve a tenere lontani dal crimine, i delinquenti per un certo numero di anni.
Mio carissimo Giorgio, perchè non bandisce un bel referendum sulla pena di morte?
Così mette alla prova il vero pensiero dei molteplici italiani...
Spero che queste cose la facciano riflettere, ma sinceramente credo, che queste cose che le ho scritto, lei le conosce già molto bene!
Distinti saluti...

Grazie,Presidente della Repubblica Napolitano.

Buongiorno e buon Anno ancora a tutto il personale di P.Penitenziaria,
fa piacere che il Nostro Presidente della Repubblica si ricordi del sistema dei penitenziari e dei detenuti, (e i poliziotti di P.P....?), ormai sono collassati da tempo, ma purtroppo il potere esecutivo di cambiare le cose spetta al Governo e agli addetti ai lavori della Giustizia, con questo non contesto ciò che ha detto il Presidente, ma secondo me è poco, i vari sindacati e sindacalisti lo stanno facendo dall'inizio 2009, richiamando all'attenzione il Ministro, il capo del personale con manifestazioni, ecc.ecc., chi li ha visti?.Attenzione, c'è molta sfiducia, da parte dei poliziotti penitenziari, sul sistema.
Anonimo del C.P. di Secondigliano

Allora....

Cambia lavoro...!!!
Il sistema penitenziario in italia è paragonabile a quello della Tunisia. I detenuti per il 75% sono stranieri e il 45% degli agenti che lavorano in ogni singola struttura o è corrotto, oppure cerca di farsi il suo, mettendo in pericolo tutti coloro che lo seguono nei turni e sai perchè? Perchè se io oggi lavoro male con il turno 8\16, quello delle 16\24 sarà talmente carico di lavoro che smonterà dal servizio per malattia infischiandosene di tutti coloro che verranno dopo...questo è un carcere in collasso. Io oggi dopo 15 anni di servizio prestato nel corpo ho iniziato una nuova vita, una pensione di invalidità di 1000 euro al mese, un lavoro di 4 ore al giorno in un bel ufficietto della mia città , naturalmente da ditta privata,ma comunque sempre meglio che avere a che fare con detenuti che conoscono come funziona "il gioco" e superiori che si celano dietro ad un paravento di ignobile infamità e ipocrisia...il tutto per 2000 euro al mese...e la salute se ne va!!!

e' difficile cambiare gli

e' difficile cambiare gli altri e convincere questo governo a fare qualcosa di buono. è, nei limiti, più facile cambiare noi stessi, e convincere i vertici del DAP a prendere delle iniziative che mitigino la situazione drammatica in cui si trovano detenuti e personale, in primis il corpo p.p.
Buon Anno a tutti, Silvia

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