La nostra identità
Non si sono spenti ancora i fuochi del caso Cucchi che già dobbiamo prepararci ad una seconda ondata della tempesta mediatica che rischia di seppellirci e di seppellire la nostra professionalità. Da Perugia e da Alessandria, infatti, giunge l'eco di altre due "morti sospette", sulle quali oltre alla magistratura c'è da attendersi un grande interesse mediatico. Voglio ribadire con forza un concetto, a scanso di equivoci : noi non intendiamo e non vogliamo coprire responsabilità (anzi irresponsabilità) di alcuno. Noi abbiamo il dovere di chiedere e pretendere chiarezza; perchè solo in tal modo le ombre che si allungano sul personale penitenziario potranno dissiparsi. Ma è anche vero che la sacrosanta ricerca della verità non deve, pedissequamente, essere alimentata dal sensazionalismo.e dallo scoop ad ogni costo. Questo corto circuito mediatico offusca i nostri meriti e marginalizza , minimizzandoli, i risultati che pur si ottengono (al netto dell'emergenza quotidiana ). Noi ci stiamo adoperando con forza e con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per contrastare questa deriva inquinata dell'informazione parziale. Ma è ben noto. Una delle prime cose che insegnano alle scuole di giornalismo è che la notizia c'è quando un uomo morde il cane. Non viceversa. Occorre entrare in quest'ottica per capire (non giustificare) il silenzio su certi fatti e il sensazionalismo e lo spazio dedicato ad altri. Quindi serve essere sempre "sul pezzo". Ieri la notizia che a Firenze una collega aveva salvato la vita ad una detenuta 22enne bulgara è stata ripresa dalle maggiori agenzie di stampa e dal tutte le testate della stampa locale. Ciò è potuto accadere perchè i colleghi di Firenze ci hanno immediatamente girato la notizia. Di contro non abbiamo potuto diffondere la notizia del salvataggio di un detenuto a Trapani, perchè comunicataci con molto ritardo. La tempestività nella comunicazione, quindi., aiuta da informare e trovare spazio nell'informazione.Del resto la nostra pagina web "Diario di Bordo" è diventata un sicuro punto di riferimento per chi si interessa di cose penitenziarie (guarda) . Ancora ieri Andrea Garibaldi dalle pagine di SETTE ( News magazine del CORSERA) ha dedicato un bel reportage al mondo carcerario (leggi). Un ulteriore segnale di attenzione da parte del maggior quotidiano italiano, che non va sottovalutato. Resta molto da fare, ne siamo coscienti. Anche per questa ragione Lunedì 14 Dicembre a Milano abbiamo organizzato un Convegno dal titolo emblematico : Polizia Penitenziaria, quale identità ? Un dibattito pubblico che terremo nella prestigiosa sede della Regione Lombardia. Parteciperanno al dibattito, tra gli altri, il Presidente della Lombardia Formigoni, la giornalista RAI Daria Bignardi, il Procuratore aggiunto di Milano Nobili. Concluderà il Provevditore Pagano. Cercheremo di spiegare e di spiegarci. Di offrire spunti di riflessioni sul nostro oscuro lavoro. Cercheremo di far capire che noi in galera le vite le salviamo, non le togliamo. Si potrà obiettare che è poco. Rispondo : meglio poco che nulla. E che tanti poco possono molto. D'altro canto la metafora dell'incudine e del martello mi pare possa trovare qui un giustificato richiamo. Noi , però, stiamo cercando di trasformare l'incudine in martello. Ma bisogna lavorare tutti insieme per quell'obiettivo. Chissà che sotto l'albero il Babbo Natale del penitenziario non ci faccia trovare qualche sorpresa .... magari un Ufficio Stampa al DAP guidato da un professionista della notizia e non già da un educatore incomptente di stampa ! Magari il concretizzarsi degli annunci del Ministro Alfano : 2000 bei poliziotti penitenziari nel panettone !
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UN IDENTITA' RICONOSCIUTA
Ho ascoltato con attenzione l'intervento di Eugenio, del Presidente Formigoni e della Brignardi e come sempre dimostra che la nostra organizzazione riesce a fare cose utili e importanti, che ridanno senza ombra di dubbio dignità e identità ad un corpo di polizia penitenziaria ultimamente troppo bistrattato.Le notizie che arrivano da Perugia comunque dovrebbero rassicurarci sulla richiesta di archiviazione del caso Bianzino da parte del Gip...purtroppo ennesimo decesso nel pianeta carcere, ma che dimostra che la Polizia Penitenziaria e estranea a questi infamanti accuse.
Auguri di Buon Natale a tutti...voi...
la nostra identità
cari amici del web,credo che il dibattito sia stato bellissimo, oserei che Per la prima volta ho visitato il Palazzone Pirelli, detto ciò mi ritengo fortunato per essere stato invitato al congresso, in ogni modo ritengo che la vera identità noi la ricordiamo nati da un disciolto corpo degli agenti di custodia,di tempo da allora ne è passato, ma molta ancora la strada da percorrere è in salita,oserei dire che sarebbe una vera scalata delle vette più alte delle alpi.
bando alle ciance,oramai siamo alla frutta, l'amministrazione centrale è assente, i dirigenti Superiori grazie alla meduri hanno portato a casa una onerosa fetta di torta circa 12,800 euro mensili per 13 mensilità, 50 ore di lavoro straordinario mensile equvalenti a 1,500 euro mensili, detto ciò mi chiedo chi porta avanti la baracca è un umile agente cui deve sorvegliare circa 100 ,150 detenuti, ecc.ecc. potremmo andare avanti sino all'infinito ma chi di fatto tiene in piedi le carceri sono gli agenti oramai per forza d'inerzia assistono giornalmente ed impassivi ad assolvere nuovi compiti di sorveglianza e detenuti divieti ecc.ecc. disposizioni schizzofreniche ecc.ecc. credo che la plebe è stanca oserei dire che siamo al culmine, ma di tutto ciò non inporta niente, l'umile uomo e donna appartente al corpo che lavora in prima linea va avanti senza tanti ma e sè.
la vera dignità dell 'essere fiero del lavoro cui giornalmente compie oserei dire è una missione.-
Leo
Aggressione a Berlusconi.
Egregio Segr. Sarno, al di là del fatto intollerabile da condannare, mi chiedo se avesse sbagliato mira ed avesse colpito gli uomini di scorta della Polizia o Carabinieri, ancorchè gli uomini di guardia privata,che cosa si sarebbe detto o si sarebbe fatto? Si perchè la volontà di protagonismo ad ogni costo, come quello di fermare l'auto e scendere per poter gioire del consenso ricevuto da qualcuno della folla, ha messo in seria ed ovvia difficoltà chi ha tentato di gestire l'ordine pubblico, ma che non ha potuto permettersi di non mettere a repentaglio l'integrità fisica di Berlusconi intimandogli di restare in macchina e quindi proseguire allontanadosi dalla piazza.Di questo nessuno ne parla, anzi con molto imbarazzo e non poca difficoltà il Ministro degli Interni definisce regolare la gestione dell'ordine pubblico e che non potevano sapere del Tartaglia datosi che non era un pregiudicato.Mi domnado e dico, ma se c'era un pregiudicato nella piazza come facevano ad individuarlo, forse perchè l'aveva scritto sulla fronte che fosse un pregiudicato? Poi il massimo è l'affermazione sempre del capo del Viminale di voler oscurare i siti violenti della rete, ma forse si dimentica che la rete non può essere fermata ed i siti non Italiani che hanno server in Stati con legislazioni diverse da quelle Italiane(vedi Face-Book, nello Stato della California)e ci vogliono procedure lunghissime per far oscurare il sito. Anche perchè non dimentichiamoci, che proprio la Lega Nord ha sempre dichiarato di voler eliminare dal Codice Penale i reati di opinione, si proprio come quelli che stanno spopolando su Face-Book, che sono certamente reati di istigazione a delinquere, che ovviamente sono da combattere e condannare.Scusami se mi sono dilungato troppo ma in questa vicenda bisognava pensare anche e soprattutto agli uomini della scorta che sono sempre loro a pagare ed essere dimenticati e focalizzare tutta la vicenda sull'uomo che dev'essere protetto.
Folgore.
15/12/1990
15 dicembre 1990, questa data vi ricorda qualcosa?
Per i più distratti aggiungo Legge n.395
Sono trascorsi 19 anni siamo cresciuti ma ancora non abbiamo raggiunto la completezza, ci arriveremo.
Un grazie a tutti coloro che hanno voluto fortemente questa legge, che hanno contribuito alla sua creazione e alla sua stesura.
Obelix
Dignità?
Ho pensato molto prima di inserire questo messaggio, riflettevo su che cosa possiamo ancora dire sul nostro lavoro, sul nostro Onore, sulla nostra Dignità, sulla nostra Professionalità, sui nostri Sacrifici e su quelli delle nostre famiglie, di quanto ancora non sia stato detto o scritto.
Mi sono convinto che la chiave sta nel fatto che non ci ascoltano, o non sappiamo farci ascoltare, altrimenti non ci sono spiegazioni.
Ho letto in qualche messaggio che abbiamo sulla testa un cielo azzurro, bellissima frase che mi ha colpito, è il cielo dello Stato a cui giurato fedeltà, a cui colleghi hanno dato la vita in sacrificio. Negli ultimi anni ma soprattutto negli ultimi mesi in questo cielo è scomparso l'azzurro. Ora vediamo tutto nero, ci addossano colpe che non sono nostre, nessuno di Autorevole del D.A.P. si degna di dire una parola in pubblico, addirittura qualcun altro è letteralmente scomparso nel senso che lo vediamo spesso nei nostri televisori ma mai una parola su di noi.
La nostra dignità? Quella ci è rimasta, e non la perderemo MAI, e obiettivamente credo che se qualche collega con il suo singolo agire getti discredito sul Corpo debba essere allontanato perchè una pecora nera non può permettersi di infangare l'onore di chi tutti i giorni compie il proprio dovere seriamente e con professionalità.
Un ufficio stampa al DAP? E chi dovrebbe occupare quel posto, un civile? Un altro funzionario?
Qui siamo in un circolo vizioso, e non ne usciamo più.
La realtà la conosciamo benissimo, l'Amm/ne Penit. lavora su un doppio binario, civili e persone con la divisa, è questo il punto, il nodo da cui nascono molti problemi. Sorgono così dei conflitti e tutti i giorni ne siamo testimoni, sarebbe bello e necessario trovare la soluzione a questo dilemma.
Per ritornare al tema di questo post, ritengo che sarebbe il momento di creare la figura del Capo della Polizia Penitenziaria, con annessi e connessi, oneri e onori, e quindi di rimettere le mani su tutta la legislazione che ci interessa, dall'essere un Corpo di Polizia civile ed avere ancora ufficiali (militari) del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, non avere ancora i ruoli tecnici, le nostre cause di servizio discusse da commissioni mediche dove non essendo presenti "ns" medici non conoscono le nostre problematiche, sanzioni disciplinari irrogate da funzionari civili ecc ecc.
E' stato fatto molto ma molto cìè ancora da fare per diventare a tutti gli effetti Polizia.
Dignità? I colleghi hanno voglia di crescere professionalmente, di migliorarsi sempre di più e ti rispondono "ma veramente pensi di essere un poliziotto?", la strada è lunga e in salita.
La nostra Dignità e il nostro senso del dovere stanno mandando avanti gli istituti scongiurando situazioni critiche il più delle volte solo per la nostra professionalità e sensibilità.
Noi la nostra Dignità non la perderemo mai, qualcun altro non saprei.
Auguri a tutti.
Obelix
La verità
Salve gentili Colleghi
Vedete ho l'impressione che ai vertici non interessa poi molto di noi, i fatti lo dimostrano (i non fatti lo dimostrano)a loro serve solo qualcuno che paghi, qualcuno da dare in pasto ai cittadini, e togliersi le loro responsabilità.
La verità, la vera verità, e che, per i vertici noi siamo una seccatura,
se ciò non fosse così, sicuramente oggi non saremmo in questa situazione.
Bay Francesco
NON CADIAMO NELLA MEDIATICITA' SPAZZATURA
La Polizia Penitenziaria che opera in ambito penitenziario (6000 sono negli uffici dipartimentali e ministeriali) non devono cadere nella mediaticità spazzatura...lasciamoli a chi continua a professarsi i primi in ogni cosa... pur di apparire...la Polizia Penitenziaria non vende la sua dignità per qualche pseudo trasmissione nazionale...che parla di carcere oggi e poi non ne parla più...dobbiamo invece tenere alta l'attenzione sulla nostra capacità di fare servizio...il nostro Diario di Bordo lo sta dimostrando...riesce ad essere puntuale e diretto senza troppi personalismi di facciata.
La nostra dignità ed identità di poliziotti penitenziari e scritta nella storia e nessuno può macchiarla.
Per caso siamo "assassini"???
Non riesco a capire perchè i nostri "Generali" e "Comandanti" del corpo di Polizia Penitenziaria stiano zitti o costretti a stare zitti.
Che il nostro signor Ministro di grazia e giustizia stia in silenzio, questo lo notiamo ogni giorno, il capo del dap idem.
Con tutti questi casi di decesso che vi sono e le continue accuse da parte di familiari e avvocati difensori nonchè dei media,che con le loro parole,affermazioni, quasi, quasi
il corpo di Polizia Penitenziaria è istituzione di "assassini"??.
Non saremo MAI il caprio espiatorio di responsabilità altrui, di chi dovrebbe difenderci da attacchi ingiusti e fuori luogo.Che sappiano e che imparino a conoscere la realtà del carcere, gli stessi detenuti protestano per la invivibilità degli istituti di pena e molti sono in condizioni sanitarie molto critiche altri invece in condizioni psichiche gravi, bisognosi di supporto morale e sanitario.Che si aggiornino queste persone prima di accusare.
Anonimo C.P.Secondigliano.
Chi in prima linea e chi bello comodo
Sono tanti che vivono alle nostre spalle rimanenendo comodomante su qualche poltrona bella comoda criticando chi opera in prima linea con eventi critici ormai all'ordine del giorno si permettono di criticare in quanto sono senza cognizione non percepiscono la realtà di cosa vuol dire prima lina.
di come ci si trovi davanti all'evento critico ne come ci si sente in certe situazioni in cui tutto avviene come un fulmine a ciel sereno.
Al convegno odierno tutto bene sino al discorso del..........
Tutto procedeva bene molto bene Sarno e stato molto bravo ma quando la parola e passata al commissario e al Dr.Pagano francamente e finito l'entusiasmo di molti di noi quindi invito tutti a lasiare il propio commento di quanto detto dal commisario e Dr.Pagano.
Grazie
Qualcuno sa dirmi l'avanzamento da Vice Sovr.te a Sovr.te
Cerco notizie circa l'avanzamento al grado da vice sovr.te a sovrintendente se per Gennaio 2010 comunicheranno i decreti della promozione .
Grazie
Non siamo noi gli assassini, ma loro: uccidono la verità!!!
No. Sono costretti al silenzio, sono costretti a stersene zitti da un "sistema politico" che preferisce il silenzio alla replica, anche quando si butta addosso a tanta gente onesta tanta di quella cacca come non mai in passato.
E la dirigenza penitenziaria? deve starsene zitta anche lei come gli altri, perché a differenza degli altri è lei stessa che ha problemi di identità come vertice della polizia penitenziaria.
E così è facile il cecchinaggio verso chi lavora in carcere a rischio della salute e della vita.
Torna comodo a tanti "giornalisti" che così fanno vendere più giornali, torna comodo a direttori di testate televisiva così aumentano gli ascolti delle trasmissioni televisive spazzatura (vedi Matrix dell'altra sera, per esempio) e quindi aumentano gli introiti pubblicitari, ma soprattutto torna comodo ai benpensanti che così fanno pace con la cosienza per la condizione di quei poveri detenuti, dimenticando che se c'è un detenuto c'è quasi certamente un criminale, e quindi c'è almeno una vittima del delitto che ha sofferto e di cui nessuno si è interessata e si interessa (chi si ricorda almeno una sola trasmissione degli ultimi 15 anni che abbia trattato delle vittime del delitto e della incertezza della pena?????): ma le vittime del delitto e i poliziotti che lavorano nelle carceri non fanno notizia in una Italia in cui se sei onesto, se paghi le tasse, se rispetti la legge, se fai il tuo dovere di cittadino e di lavoratore SEI UN FESSO!!!!
E' solo uno schifo, a cui non c'è più rimedio.
la nostra identità
per onore si intende il rispetto e la stima di cui ciascuno gode presso il gruppo sociale compresi i vertici delle carceri.
se questi ultimi non appaiono mai è percè vogliono far sapere che son lontani dagli uomini in divisa ecco perchè se fosse presente una dirigenza diversa, rimanendo in ambito ediatico, avremmo persone con le palle a tutelare la nostra orgogliosa divisa ed il nostro oscurato lavoro.
gi
- 19 e festeggeremo due anni tondi che il contratto economico è scaduto.
bravo,ben detto le palle non
bravo,ben detto le palle non ci sono,ed ecco le conseguenze.