E ora ?
Non so se Isidoro avesse problemi in famiglia . So che era un uomo serio e disponibile. Un uomo equilibrato che non aveva mai , mi dicono, dato segnali di insofferenza o di depressione. Anche questa mattina ha svolto regolarmente il suo turno di 6-12; i colleghi lo ricordano sorridente e tranquillo. Ma davvero non so ( e non posso sapere) perchè nel pomeriggio abbia tirato fuori la pistola d'ordinanza per uccidere la moglie e porre fine anche alla sua vita. So che ancora una volta il drappo nero della morte violenta avvolge un collega. Non so se queste tragedie possono riferirsi o esssere direttamente attribuibili al nostro lavoro. Potrebbe esserci una correlazione, ma anche non esserci. E' , però, un dovere interrogarsi. E', comunque, un dato di fatto che nel giro di poche settimane ben tre agenti penitenziari siano stati protagonisti di omicidio-suicidio. Venezia, Eboli, Monteforte Irpino . Non dimenticando il suicidio di Monza. C'è , credo, materia per approfondire la questione. Se qualcuno decida di approfondirla, ovviamente. ****** E' davvero un brutto periodo per la polizia penitenziaria, ma per il sistema penitenziario nel suo complesso. Mi sono ripromesso di parlare poco e commentare ancora meno i tanti fatti di violenza che sono saliti alle ribalte delle cronache e che ci vedono, come Corpo, più o meno coinvolti. Più che parlare abbiamo cercato di fare. Forse, anzi certamente, può non bastare ciò che abbiamo fatto . Per questo intendiamo continuare per la nostra strada. Se da un lato parleremo meno, dall'altro non mancheremo di sostenere quelle che riteniamo essere le nostre giuste rivendicazioni. Così come cercheremo di sostenere anche le rivendicazioni (quelle giuste) che vengono dal territorio. Infatti, il 12 Novembre a Rebibbia saremo in piazza a protestare, ancora una volta, a fianco dei nostri colleghi e delle nostre colleghe . Pur nel dolore, nello sconforto, nell'amarezza di questi momenti drammatici ci piace pensare che sapremo contribuire a rimettere in rotta questa nave alla deriva, prossima al naufragio. Vogliamo continuare a credere di poter sensibilizzare l'opinione pubblica e la stampa sulle nostre difficoltà. Vogliamo continuare insieme a tutti i nostri quadri , iscritti e colleghi questa lotta, impari, contro l'informazione parziale. Ci piace pensare che sapremo incidere sulle scelte e sulle determinazioni dell'Amministrazione; che sapremo tutelare gli interessi veri del personale. Ci piace credere che il personale possa sostenere queste nostre battaglie per la civilità, per la dignità, per i diritti. Ci piace pensare di averlo al nostro fianco. Continueremo a difendere il nostro decoro e la nostra professionalità. Anche il nostro onore. Ma dobbiamo essere consapevoli che, a volte, fare del bieco vittimismo è opera inutile ed insensata. Soprattutto quando si vuole difendere l'indifendibile. La nostra credibilità è il grimaldello per forzare quel muro di insensibilità che tanti danni ci procura. Per questo occorre trovare le forze per condannare gli egoismi e combattre i soprusi. Ancor più quando provengono dal nostro interno. Il momento esige risposte concrete. Chiare. Noi pretendiamo dall'Amministrazione queste risposte. Noi chiediamo al Ministro soluzioni possibili, non inutili proclami. Nessuno potrà tapparci la bocca , fermare la nostra mente o credere di gestire il nostro pensiero. Noi vogliamo avere la libertà di contestare, giudicare, chiedere. Ma anche questa libertà , come tutte le libertà, esige un prezzo . Il nostro è
quello di camminare e parlare a testa alta, sfidando il fuoco nemico . Sarà dura, ma siamo certi che ce la faremo ! Quantomeno avremo la consapevolezza di averci provato.
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Diritti e doveri.
Oggi ci saranno i funerali del collega Isidoro e della sua consorte, spero che in questa momento triste per commemorare Isidoro, si faccia un esame di coscienza;
intento i politici, i dirigenti che credono di sapere e saper fare.
Alla Polizia Penitenziaria si chiede troppo, tanto, la mola di lavoro nei raparti detenivi è alta, psicologicamente siamo continuamente sotto pressione per vigilare il detenuto e nello stesso tempo lavorare affinchè lo stesso abbia il suo diritto come da Ordinamento Penitenziario.
A questo punto dico, se dobbiamo fare la lotta per i nostri diritti è ora di farla, perchè il nostro dovere lo facciamo ogni giorno, l'amministrazione ci nega il riposo, il congedo, legge 104,le ferie "solo 15 giorni" ecc..per mancanza di personale, ma sanno che abbiamo anche noi la nostra famiglia, i bambini e tutto ciò che riguarda la nostra vita privata.
La mia proposta di lotta, e non sono iscritto a nessun sindacato, ovvero lo ero, ex uil, ma il mio pensiero rimane sempre la UIL,è quella scioperare su tutti i turni di servizio garantendo ai detenuti, esseri umani, solo il Pronto Soccorso, il vitto e i colloqui con i propri figli.
Senza assistenti volontari, insegnanti, avvocati e tutte le persone che accedono, e questa lotta deve avere almeno 15 giorni di durata.
Facciamo sentire la nostra voce, perchè siamo e apparteniamo al Comparto Sicurezza e siamo come i Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Corpo forestale dello Stato, come previsto dalla legge 01/04/1981 n.121. Basta con l'abuso di potere, di ufficio, e quant'altro dei nostri dirigenti e basta con ministri sordi.
Anonimo.Napoli
R. Diritti e doveri.
Salve Gentile Anonimo. Napoli
E inutile che io ripeta quello che già tutti sanno, ceto che una riflessione su quanto dice l'amico Anonimo. Napoli e degna di discussione. Detto ciò vado a spiegare, noi abbiamo un'Amministrazione sorda e cieca, e qui non ci piove, ma ditemi come possiamo noi mettere in atto tali proteste suggerite dal nostro amico ? Dal capo del DAP, che invia circolari di agevolare il più possibile il detenuto, i Direttori degli Istituti, i quali concedono tutte le attività immaginabili possibili, perché il detenuto non faccia casino o turbi la ro tranquillità a questi Signori e poco importa che il collega deva sostenere turni massacranti, straordinario a go-go, ecc. ecc.
Vedi gentile Anonimo.Napoli quando sei in servizio e ricevi un ordine che sia legittimo lo devi eseguire (esempio, se sei comandato a vigilare i detenuti al campo sportivo tu devi eseguire.) quanto tu asserisci nel tuo post, in questo caso dovrebbe essere attuato dal Direttore dell’Istituto e dal Comandante. Ma ......
Comunque non disperare un giorno ci arriveremo
nel frattempo vieni con noi, dai forza alle tue idee dai forza a Eugenio che piaccia o no e l'unico dei Segretari Nazionali che si sta dannando l'anima x noi.
Bey Francesco Ferrara
ma cosa succede ! ! !
cari amici del web, colleghi e Eugenio, direi che mai come quest'anno i fatti della cronaca nera del Corpo abbia toccato livelli cosi alti, ciò consentitemi è la frustazine la rabbia che il malessere cui il corpo è chiamato a lavorare in condizioni inverosimili, cui l'essere umano è chiamato a lavorare in prima linea,ad ogni modo non vuole essere una giustificazione ma sono certo che se le condizioni di lavoro sono quelle note a noi tutti cui giornalmente viviamo sulla nostra pelle, a tutto ciò si aggiunge un'ulteriore situazione esempio finanziaria ecc.ecc.credo che nessuno è in grado di controllare quella molla che scatta dentro cui sfociano in gesti estremi, qualche giorno fà un Ufficiale medico Pischiatra Americano ha posto in essere un ulteriore gesto estremo fatti noti alla cronaca Internazionale,detto ciò ritengo che le condizioni del lavoro hanno una buona dose di responsabiità l'emotività la frustazione credo sia una buona dose miscelata ad alre problematiche sfocia in fatti analoghi.mi associo al dolore dei famigliari sentite condoglianze.-
Ma cosa stà succedendo???
Salve Gentile Eugenio E colleghi tutti
In questo periodo sto leggendo quante sciagure-discrazie che stanno succedendo a noi poliziotti penitenziari. Io non so se sono le circostanze che casualmente per ragioni a noi ignote si susseguono così da vicino, tanto che una riflessione e obbligatoria, mi piacerebbe che il Ministro Alfano, il Capo del Dap si ponesse tale riflessione, perché mi sembra che qui si cada x mano di un nemico sconosciuto, salvo che, quel nemico si conosca e ed è stato sottovalutato. Spiego, spero di sbagliarmi, mi chiedo e vi chiedo, questi eventi tragici non saranno dovuti allo stress che quotidianamente giorno dopo giorno si accumulano dentro di noi, e chi in quel momento della propria vita si trova un po’ debole x effetto dello stress dia atto a gesti a noi noti.
Come fare per prevenire situazioni così drammatiche.
Gentili Colleghi io purtroppo risposte non ne ho, supposizioni molte, potrei dire o potremmo dire forse se...forse ma.. ma voi tutti sapete che con i forse, e i ma , non si risolvono queste cose.
Dobbiamo prenderne atto e dove, qualcuno di noi abbia sentore, cercare di aiutare se possibile il collega momentaneamente in difficoltà.
Per finire mi associo al dolore dei Famigliari del collega Isidoro che non ho conosciuto, ma era uno di noi, Ciao ISIDORO.
Bey Francesco Ferrara
e ora?
Caro Eugenio, sono un iscritto ad un'altra organzzazione sindacale, precisamente quella che definisce sull'ansa la tua opera a difesa dei colleghi sciacallaggio!! Senza voler commentare la penosa opera di bastian contrario (caso personale non legato al servizio, giusto per lavarsene le mani, guarda caso proprio quello che pensa il capo del Dap) di un noto segretario generale che il tempo vorrebbe già in pensione anche nel sindacato, la loro attività serve solo ed esclusivamente a nascondere gli accordi sotto banco che intrattengono con l'amministrazione centrale e con i dirigenti penitenziari tese esclusivamente ad accaparrare tessere. Essendo all stato un loro iscritto lunedi mi recherò di buon ora presso la nmia segreteria per presentare la disdetta a quel sindacato che sa solo buttare fumo negli occhi. Per quanto riguarda l'ennesimo suidicio omicidio che ha visto coinvolto il collega, esperimo le miei condoglianze ai parenti che stanno vivendo un dramma umano di immensa portata.
Vai avanti così forza Sarno
SIAMO COSA?
ESPRIMO LE MIE SENTITE CONDOGLIANZE PER LE FAMIGLIE DEL COLLEGA MORTO TRAGICAMENTE.
MI SFORZO TUTTI I GIORNI, DI DARE UN SENSO AL MIO LAVORO, MA OGNI GIORNO MI ADDORMENTO CON LA STESSA DOMANDA: COSA SIAMO? CHI SIAMO? O SIAMO COSA?
SE DOVESSI PERCENTUALIZZARE I MIEI PENSIERI, CREDO CHE PER UN BUON 70% SIAMO COSA.
COSA, NEL SENSO LETTERARIO DI UN OGGETTO, OGGETTO DA COMPRARE "CON IL POSTO DI LAVORO" E POI SFRUTTARE A USO E DISUSO DI CHI CI GOVERNA E CI AMMINISTRA.
SIAMO OGGETTI DA DIMENTICARE, DA NON RICORDARE E MAGARI MALTRATTARE.
SIAMO COLORO CHE TENGONO IN GABBIA ESSERI UMANI, SIAMO COLORO CHE LIMITANO LA LIBERTà D'AZIONE DI ESSERI UMANI, ANCHE SE ALCUNI DI LORO, NELLA VITA LIBERA, HANNO COMMESSO QUALCOSA CHE DI UMANO NON HA NULLA.
ALLORA, QUANDO ERANO IN LIBERTà, DOVEVANO ESSERE CACCIATI DALLA SOCIETà E DOVEVANO ESSERE MESSI IN LUOGHI OVE NON POTEVANO PIù NUOCERE A NESSUNO.
MA, NEL MOMENTO IN CUI SONO ENTRATI NELLO SPECIFICO LUOGO CHIAMATO GALERA, CARCERE,PENITENZIARIO, COME PER MAGIA, SONO DIVENTATI UMANI. QUINDI I DISUMANI, RESTANO COLORO CHE IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, CHIUDONO I DISUMANI UMANIZZATI NELLE GABBIE.
SCUSATE QUESTI GIRI DI PAROLE CHE SFIORANO LA DEMENZA, MA VI ASSICURO CHE SONO SANISSIMMO E SONO NEL PIENO DELLE MIE FACOLTà MENTALI.
INVECE DOVREMMO SOFFERMARCI TUTTI A PENSARE QUANTI DI NOI NELLA PROPRIA CARRIERA, HANNO MAI PENSATO LE STESSE COSE.
PARTIAMO QUINDI DA QUESTO, PER CREARE UN SENSO LOGICO AL NOSTRO LAVORO, CHE CI DIA SODDISFAZIONE NELL'ESPLETARLO E VISIBILITà POSITIVA NELL'OPINIONE PUBBLICA.
INIZIAMO COL FAR CANCELLARE, DAI VOCABOLARI, L'ODIOSA DENOMINAZIONE SECONDINI, LA QUALE OLTRE A DARCI FASTIDIO, HA DEI SINONIMI POCO ATTINENTI AD UN CORPO DI POLIZIA, I GIORNALISTI E SCRITTORI, SEMBRA CHE IL MASSIMO DELLA LORO GODURIA STA NELL'USARLI TUTTI, DIVERTENDO NEL MALTRATTARE UOMINI E DONNE DELLO STATO, TANTO MAI NESSUNO LI DIFENDERà.
IMPEGNIAMOCI QUANTO PIù POSSIBILE, PER AUTOMATIZZARE AL MASSIMO TUTTI GLI ISTITUTI D'ITALIA, AL FINE DI RECUPERARE TUTTO IL PERSONALE POSSIBILE, DA UTILIZZARE A SCORTA DI DETENUTI,DA ACCOMPAGNARE IN LUOGHI ESTERNI AL CARCERE, PER LAVORI SOCIALMENTE UTILI E CHE I COMUNI NON RIESCONO PIù AD ASSICURARE A CAUSA DEI TAGLI DEI FONDI DA PERTE DEL GOVERNO CENTRALE.
IL POLIZIOTTO PENITENZIARIO, DEVE SVOLGERE COMPITI DI POLIZIA, DENTRO E FUORI AL CARCERE, SISTEMATICAMNETE.
IL TRATTAMENTO E L'0SSERVAZIONE, SONO MANSIONI PER LE QUALI, POCHE VOLTE SIAMO STATI INTERPELLATI, QUINDI FACCIAMO IN MODO CHE AUMENTINO EDUCATORI E ASSISTENTI SOCIALI E CHE FACCIANO SERVIZIO H24 NEGLI ISTITUTI, SOLO COSì POSSONO VERAMENTE OSSERVARE.
TUTTO QUESTO è QUALCOSA CHE DEVE ESSERE PRIORITARIO A TUTTO, ANCHE AL CONTRATTO, PERCHè SONO STANCO, COME UOMO E COME POLIZIOTTO, DI ELEMOSIANRE 4 SPICCIOLI ED ESSERE POI EMARGINATO NEL DIMENTICATOIO. IO ESISTO, NOI TUTTI ESISTIAMO.
CIAO, DIEGO
SIAMO COSA...............
Sei stato chiarissimo hai espresso nel tuo scritto ,tutto quello che effettivamente c'è in questo lavoro.........DELUSIONI.......AMAREZZA....SACRIFICIO............ ma DEVOZIONE.......CHE CI ACCOMPAGNA NEL CORSO DELLA NOSTRA ESISTENZA LAVORATIVA. Sono veramente colpita dalla TUA espressivita'.......non avresti potuto spiegare cosi bene la nostra funzione di poliziotti,come hai fatto con queste parole CREDIMI. MA NON SAREMO MAI STANCHI DI RIPETERE FINO ALLA NAUSEA ,CHE IL NOSTRO COMPITO E' UNO DEI PIù DELICATI E DIFFICILI...........DEVI ESSERE MOLTO EQUILIBRATO....nella mente e nell'intelletto, xchè abbiamo a che fare come dici bene tu,con degli umani che sono in gabbia, poverini.......................cacciati dalla società............e nel momento che succede questo................... aggiungo IO................ Gli AGUZZINI siamo noi........i secondini bruutttttttiiiiiiiii e cccaaaattivvvi....................MA A NOI QUESTO NON CI DEVE SFIORARE MINIMAMENTE...............NOI ESISTIAMO E COME SE ESISTIAMO ...............SIAMO UNA FORZA DELLA NATURA.......ABBIAMO PROVE DA SUPERARE TUTTI I GIORNI.............TRA VESSAZIONI .................... ALLUNGAMENTI DEI TURNI D'ORARIO ED ALTRO ANCORA........... ma NOI non CI FERMIAMO !!!!!!!!! IO SONO CON TE E CON TANTI ALTRI COLLEGHI ,CHE SONO IN PRIMA LINEA COME ME..........................
BUON LAVORO ED UN SALUTO
MARILENA
MARILENA
Dobbiamo andare avanti anche in nome di Isidoro
All'alba il dolore è stanco il corpo si abbandona sulla terra umida.
Lento dalla ferito sorge il sole mentre la notte ha già preso il largo su una scialuppa di fortuna.
Forse questa giornata approderà su un colle
e gli uomini si chineranno a raccogliere frutti di generazioni mandate al sacrificio.
Eleuterio.
Sarebbe ora che tutti i
Sarebbe ora che tutti i dipendente del Corpo Polizia Penitenziaria diano un segnale forte affinchè i nostri politici si interessano delle problematiche degli Istituti Penitenziari,non sono certo le Amnistie,i condoni o indulti che possono risolvere tali problemi che assillano i ristretti e il personale delle carceri Italiani.
Intanto il corpo conta le proprie vittime che per i quotidiani non fanno testo, lo fanno invece tutti gli altri episodi che sono di pertinenza della popolazione detenuti, giusto, giustissimo loro fanno parte della società, ma gli agenti, i sottoufficiali gli ufficiali del corpo non fanno parte della stessa società?
Secondo me come servitori dello Stato meritiano la vigilanza dei politici,questo non avviene nella maniera in cui ci meritiamo, mi chiedo se sia ancora il caso di prestare la nostra opera oppure in massa cercarci un'altro lavoro?
Un caro collega.
Salve a tutti,
la tragica scomparsa dell'amico e collega Isidoro mi ha sconvolto, abbiamo lavorato insieme nello stesso turno al C.P. di secondigliano, prima che lui chiedesse il trasferimento ad Avellino.
Alle Famiglie rivolgo sentite condoglianze, la Polizia Penitenziaria Vi è vicina nel dolore.
Ancora una volta siamo stati lasciati soli, ma è arrivato il momento della lotta, al di là del colore politico e sindacale, insieme uniti dobbiamo imporre i nostri diritti affinchè i nostri politici si assumano le loro responsabilità, perchè queste disgrazie non devono più accadere.
Stefano dal C.P. di Secondigliano
Ciao Eugenio, Ciao Massimo.
Ciao Eugenio, Ciao Massimo. Non ho parole.
Posso soltanto dire che continua ad essere un brutto momento per tutti noi.
Speriamo soltanto che passi presto e si inizi finalmente a vedere qualche spiraglio di luce, anche se ciò mi sembra più un’utopia! La lista dei colleghi che ci abbandonano precocemente, nel frattempo, si allunga sempre di più.
Ed è già di per sé spiacevole vivere questi lutti da lontano, non conoscendo personalmente i colleghi coinvolti, figuriamoci come possa sentirsi chi con essi ha vissuto un percorso, anche se soltanto lavorativo, condividendo gioie, dolori ecc. ecc.
In questo doloroso momento sono vicino a voi, a tutti i colleghi in servizio ad Avellino, a quanti lo conoscessero ed in particolar modo a tutti i familiari.
Un forte e sentito abbraccio.
Paolo. Teramo
E' un'alto giorno che
E' un'alto giorno che vorremmo dimenticare.
Profonde condoglianze alle famiglie affrante nel dolore della perdita dei loro cari.
Orazio Malatesta
sono ritornato e sono io lombardia vi ricorderete
vi ricorderete quante volte abbia detto che siamo abbandonati a noi stessi persino i commissari scappano dalla regione lombardia forse credevano di fare i commissari in ufficio al d.a.p. con tutti i confort dei nostri colleghi porta borracce di caffe e apperitivi vi ricordate di un commissario che si sfacciava per assistente sul sito baschi blu firmandosi con nome di fantasia e di quando vi dicevo delle guardie giurate al dap e del concorso vice sovr.te che sarebbe stato bloccato sino a tutto il 2009 e forse anche sino settemre 2010 adesso ditemi voi cosa pesate se erano fantasie .
f.to lombardia
Non ci sono parole per
Non ci sono parole per confermare il forte disagio che stiamo provando in questo momento.Il gesto cosi estremo del collega, amplifica ancor più il nostro difficile lavoro e la difficoltà di gestire la nostra vita familiare con serenità. Stiamo diventando carte assorbenti......e questo non importa a nessuno!!!!TROPPI SUICIDI-OMICIDI, per NOI..... quando arriveranno a capire che forse, ci vuole un supporto psicologico????? COMBATTIAMO almeno per ottenere questo....UNA MANO sia tesa anche per noi!! Sperando così di evitare questo triste bollettino...oramai troppo frequente, di vite spezzate così tragicamente.Un'abbraccio ai familiari dei colleghi deceduti ed un FORZA a tutti noi che siamo in prima linea
MARBURGA
UN PREZZO ALTO PAGATO CON LA VITA...
Non conosco il collega che ha voluto togliere la vita alla sua dolce metà e alla sua propria vita... e quindi non voglio nemmeno commentare questa tragedia nella tragedia.
Ognuno di noi, può avere nella vita momenti bui di pura difficoltà, è come anche io l'ho vissuto nel mio recente passato, sò perfettamente cosa passa nella mente dell'uomo che sceglie la strada più cruenta...avvolte non è sufficiente nemmeno l'affetto delle persone più care, c'e solo un modo per uscirne...farsi forza dentro e cercare nel tuo oscuro umore la luce che non vedevi più...purtroppo non è facile anzi e veramente quasi impossibile.
Anche chi sembra sorridere o avere delle stranezze nel proprio essere, nasconde in se un malessere che può sfociare in situazioni non comprensibili da parte di chi non conosce questa realtà...nel nostro ambiente ancora di più si insidia questo silenzio oscuro, e li che bisogna cercare una soluzione concreta, per evitare che le nostre vite siano spezzate senza colpe ma per la troppa solitudine e la poca accortezza che ti gira intorno.
Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte ...l'Italia gridò !!!!
Pace all'anima del collega. Auguri a noi tutti.
Stringiamoci forte ma non stringiamoci a corte, peggio alle corti .... !
Ciro da napoli
Perchèèèèèèèèèèèèè!!!!!!!!
Caro Eugenio,
una tragedia!!! Isidoro era un grande amico, collega....... tutto! Nelle tue parole ho notato l'estrema vicinanza!!!!!!!!
Ho avvertito un grande dolore............ a pensare che fino a circa 3 mesi fà........... condividevo diversi turni di servizio, quante risate........... sempre allegro, armonioso............. volenteroso!!!!!!!!!
Sono addolorato!!!!!!!!!! Non ho più parole!!!!!!! All'AMMINISTRAZIONE NON DICO ASSOLUTAMENTE NULLA.......... NON MERITA CONDIVIDERE CIò CHE ACCADUTO!!!!!!!
CIAO ISIDORO!!!!!!!!! la tua allegria SARà SEMPRE NEI MIEI RICORDI!!!!!!!!!!!
sono fortemene addolorato
ciao a tutti, quello che volevo dire e che al nostro dipartimento non gle ne frega niente dei problemi della polizia penitenziaria,lo dimostra il fatto che dopo tante persone che sono morte,non è stato fatto nulla per migliarare le nostre condizioni lavorative,ancora oggi negli istituti penitenziari viene attuato il cosi' detto - mobbing- da parte dei nostri superiori e colleghi,altro che tortura psicologica lenta e mirata a distruggere le persone che quotidianamente lavorano,ecco poi le coseguenze.E' un probema sotto gli occhi di tutti,che i potenti fanno finta di non vedere,e sentire