Il massacro delle parole
" Le parole, a volte, sono peggio dei proiettili". Credo di avervi già riferito questa frase pronunciata da un ex Provveditore (che davvero sapeva fare il suo il mestiere) . Una frase che trova grande rispondenza ed attualità nelle vicende che hanno visto assurgere alle cronache nazionali il carcere di Teramo. Questa volta, però le parole hanno massacrato non solo la dignità e la professionalità degli agenti in servizio a Castrogno ma di tutti gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria. Dico subito , a scanso di equivoci, che il linguaggio usato dal Comandante di Teramo è inappropriato, sgradevole, grezzo, volgare. Da caserma come usa dirsi in questi casi. Ed è consequenziale la vasta eco che ha generato nei mass media italiani. Allarmi più che giustificati, visto il tenore delle frasi. Occorreva ed occorre fare chiarezza, Il rischio, infatti, è di scadere nel più becero del vittimismo. Non è proprio il caso. Dobbiamo dire con forza e chiarezza che questo linguaggio non può appartenere ai nostri funzionari. Non può appartenere a funzionari di un Corpo di polizia. Detto ciò, cerchiamo di fare un po di chiarezza sui recenti accadimenti che ci vedono direttamente coinvolti. Su invito del personale di Teramo ieri mi sono recato in visita presso l'istituto con Rita Bernardini . La nostra visita ha avuto un buon riscontro mediatico e credo abbia contribuito a riportare il caso nei giusti limiti della cronaca. Dalla visita è emerso sostanzialmente un quadro di gravi deficienze organizzative e strutturali del carcere teramano, non dissimili da quelle riscontrate in tante altre strutture penitenziarie. Nulla, però, che faccia supporre l'uso sistematico od occasionale della violenza da parte del personale (leggi) . Questo, per dire, è stato confermato anche dai tantissimi detenuti che hanno parlato con l'On. Bernardini. Per quanto mi riguarda ho pubblicamente e duramente censurato l'operato del nostro collega (perchè solo un collega poteva registrare il colloquio con il Comandante) che ha inviato in forma anonima ad un giornale locale l'audio che tutti, immagino, avete sentito. Rispetto a ciò mi pare di poter affermare che : 1) A Teramo nell'anno 2009 sono 11 i casi di aggressioni di detenuti verso i poliziotti (14 feriti). 2) Non risultano detenuti referetati in altre circostanze che non siano riferibili a quegli 11 episodi. 3) Durante la visita ci siamo imbattuti in due detenuti (invero due poveri cristi) che hanno tentato di suicidarsi. Uno per ben due volte con il sacchetto di plastica. L'altro già con la corda al collo è stato preso appena in tempo. Quindi a Teramo le vite si salvano ! Tutti questi elementi, dal nostro punto di vista, sgonfiano clamorosamente il caso (guarda i servizi TV) che , è bene ricordarlo, si è acceso grazie alla deficienza di qualche collega (che avrebbe fatto bene a presentarsi, se credeva di avere elementi, davanti al Magistrato assumendosi le proprie responsabilità). Ho cercato di spiegare che il termine massacro nell'idioma teramano è di uso frequente ed assume significati anche diversi da quello prettamente letterale. Nel caso specifico credo che il Comandante volesse rifererirsi ad un linguaggio verbale violento ed offensivo che qualcuno aveva usato contro un detenuto andato in escandescenze. Redarguire violentemente un detenuto, in sezione, davanti a tutti gli altri può scatenare una reazione di protesta. Questo il senso delle affermazioni del Comandante di Teramo. Questo ci hanno detto i nostri colleghi e noi non abbiamo motivo di non crederci. Ovviamente sarà la Magistratura , attraverso il NIC, a stabilire la verità ed accertare eventuali responsabilità e/o fatti. Noi , per ora, diamo, e vogliamo dare, credito ai nostri colleghi . Però dobbiamo sottolineare come questo increscioso (infamante) episodio possa essere ascritto nell'ambito delle contrapposizioni personali e sindacali che da qualche tempo animano le giornate del personale in servizio a Castrogno. Io l'ho definita "una guerra tra bande". Penso che dia il senso vero della vicenda. Credo che qualcuno abbia voluto tirare "un trappolone " al Comandante. Un Comandante, sia chiaro, che la UIL ha pubblicamente, ripetutamente, contestato per la sua gestione . Ma quando è in gioco la credibilità, l'onorabilità, la professionalità di una intera categoria è preminente l'accertamento della verità. Noi abbiamo cercato di fare questo con equilibrio e responsabilità. D'altro canto che il sistema penitenziario sia oramai in uno stato di coma irreversibile lo dimostra l'inoperosità del Ministro Alfano e il silenzio dell'Amministrazione Penitenziaria. Dal caso Cucchi al suicidio della Blefari, in queste ore si parla molto di carcere e delle criticità proprie del sistema . Ma come al solito svanita l'eco di questi tragici eventi ritorneremo, tutti, ad essere seppelliti dal silenzio e dall'indifferenza. Per questo con Rita Bernardini abbiamo ragionato che fosse l'ora per mettere in piedi un qualcosa di eclatante che non faccia svanire l'attenzione verso quel mondo penitenziario cui nessuno vuole guardare. A cominciare dal responsabile politico, il Ministro della Giustizia. Le modalità con cui i radicali e il partito radicale portano avanti le loro battaglie sono ben note a tutti. Penso che questa volta se i radicali decidessero davvero di fare una protesta contro le condizioni del sistema carcere noi non possiamo sottrarci dal sostenerla e scendere direttamente in campo. Voglio auspicare che questo percorso possa segnare una conversione unitaria anche da parte di altre OO.SS. Per dirla con le parole di Marco Pannella dobbiamo difendere " la comunità penitenziaria" nel senso globale del termine. Ognuno, sulla propria pelle, paga lo scotto di una Amministrazione pachidermica, statica, imprigionata nelle lotte di potere e avviluppata nell'incapacità di esprimere una benchè minima proposta. Una Amministrazione dove non conta il merito quanto l'appartenere alla giusta cordata e salire sul carro idoneo. E' la storia della nostra Amministrazione che si ripete e si perpetua. Non aver saputo cambiare questa Amministrazione e la più grave sconfitta per Ionta ed Alfano. Abbiamo denunciato sprechi, inefficienze, abusi e soprusi. Nulla si muove. Tutto è paralizzato. Intanto nelle carceri si muore; il diritto è calpestato; il dovuto è negato. Ringraziamo il capo del DAP per le parole di incitamento e vicinanza che ha inteso esprimere al personale. Ringraziamo il Ministro Alfano per aver difeso ed esaltato l'operato della polizia penitenziaria. Ma queste sono parole che rischiano di essere ,ancor più, incredibili ( non credibili) se loro che, hanno precise responsabilità, continuano a stare zitti, fermi ed immobili. Per questo non ci resta altro che la mobilitazione. Ma questa volta forte, dura, vera. E la penitenziaria, quando vuole, sa fare le cose per bene .... Ah, stamane (dopo la pubblicazione di questo post) ho scritto una lettera aperta all'informazione. Che ne dite ? (leggila)
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Basta...
Perché nessuno fa niente? Perché a nessuno preoccupa l'immagine istituzionale di questo Corpo? Ci stanno buttando fango a dosso ingiustificatamente. Io non ne posso proprio più, mi sento offeso. E' una vergogna!!! Ieri sono andato in causa per adempiere, tra l'altro, ad un reato da me redatto in qualità di pubblico ufficiale di PG e ho notato sguardi che commentano da per sé tutto il disgusto per la divisa che portiamo.
Sarebbe giusto protestare tutti uniti nel comune interesse all'onore della nostra professione davanti al Palazzo. Mha..., e questo mi duole dirlo, ci lamentiamo solo quando ci toccano il portafoglio...
articolo del messaggero da leggere
ROMA (15 novembre) - « Da parte di tutti gli organi di polizia c'è la tendenza alla violenza, soprattutto verso gli inermi»: il pesante atto di accusa viene da Alessandro Margara, che per anni ha guidato il Dipartimento dell'amministrazione penitenziara, cioè la struttura che sovrintende alle carceri italiane. Pestaggi negli istituti penitenziari, come quello di cui sarebbe stato vittima Stefano Cucchi, «non sono certo la norma - dice Margara - ma una cosa che purtroppo rientra nell'ordinaria follia di quello che è il carcere oggi. Al personale manca una guida che indichi percorsi diversi. Ci sono state più raccomandazioni da parte del Consiglio d'Europa per evitare che succedano queste cose».
Margara evidenzia comunque che sul terreno dell'accertamento delle responsabilità c'è stata «da sempre una mancanza grave da parte della gerarchia penitenziaria». L'ex capo del Dap è critico anche con i sindacati di polizia penitenziaria: «Devono cominciare a fare il mea culpa - dice - per essersi riconosciuti in una politica che ha reso rigido il carcere».
Ancora una tragedia
Ho letto poco fa la notizia di un altro omicidio-suicidio da parte di un nostro collega. La mia convinzione è sempre più forte. Chi siamo, cosa facciamo, se lo facciamo in condizioni adeguate non interessa a nessuno. Nè alla cosidetta società civile, nè alla stampa, nè al ministro, nè al dap e chi più ne ha più ne metta. Siamo disprezzati ed abbandonati ed allora mi chiedo perchè non l'abbandoniamo noi questo schifo di nazione? Congediamoci tutti o al limite ammaliamoci (le condizioni non ci mancano). Noi scriviamo la nostra giusta rabbia su questi blog, ma sono sicuro che solo noi li leggiamo e che ciò che diciamo non esce mai dal nostro ambiente. Nonvedo l'ora che passi ancora un pò più di un anno e me ne andrò in pensione. Mai consiglierò ad un giovane di svolgere la professione che io ho affrontato sempre nel modo più onorevole possibile. Questo a mio modesto parere rappresenta il fallimento di una amministrazione e di uno stato che ha al suo servizio un esercito di uomini e donne che giurando fedeltà alla Repubblica si sono sacrificati e si sacrificano e che però, ritengono che mai un ragazzo o una ragazza che decida di arruolarsi,abbia a passare ciò che hanno passato loro. Scusatemi per lo sfogo. Condoglianze alla famiglia del collega, pietà per lui e la moglie e saluti a tutti.
LE COSE STRANE CHE LEGGI NEI SITI E DAL GOVERNO
Primo fatto: In un noto sito nazionale, si può leggere di tutto, come quello di chiedere al Provveditore del Piemonte di far uscire il personale dagli uffici amministrativi e impiegarli in compiti istituzionali...(dimenticandosi di fare altrettanto con il capo del Dap...per gli uffici del DAP)...poi dallo stesso sito leggi che si chiede un confronto con un istituto siciliano per l'uso del personale negli uffici contabili amministrativi...(quindi al DAP possono stare tranquilli).
Secondo fatto: Dal Governo senti Maroni minacciare furie e fiamme sui soldi da destinare al comparto sicurezza, per poi essere smentito dallo stesso Bossi che lo richiama all'ordine...si cerca di trovare spazi nuovi detentivi e Alfano richiama l'apertura di Pianosa per i 41 bis...nel frattempo però i ministri Mattioli e Prestigiacomo si dimostrano contrari...a questo punto prepariamoci anche per la riapertura dell'Asinara e del Carcere di Ventottene che attualmente necessiterebbe di un discreto restauro...
Altro che parole questi sono fatti concreti su cui riflettere!!! In che mani stiamo?
Ragazzi A dirlo in giro non ci Credono:
Salve Gentile Eugenio e colleghi tutti
Se me lo consentite Vorrei esporre un pensiero.
Come tutti avremo letto e uscita circolare per assegnare temporaneamente in missione un certo numero di agenti e assistenti a Istituti giacché a corto di personale, sulle prime sono rimasto, ho pensato e lo dico con il seno del poi.
Vuoi vedere che questo DAP a forza di dirgli le problematiche qui a Ferrara come in altri Istituti si è messo una mano nel cuore ed ha provveduto?
Vado a leggere e ????
Oggetto: Regioni Emilia Romagna e Toscana.
Esigenze di servizio dovute a carenza di personale.
Ha seguito d’intese concordate con il capo del Dipartimento, allo scopo di soddisfare esigenze di servizio presso le Case Circondariali di FERRARA, REGGIO EMILIA, e le Case di Reclusione di SAN GRIMIGNANO E VOLTERRA, si prega di voler interpellare il personale di Polizia Penitenziaria dipendente, al fine, di verificare se vi siano unità disposte a recarsi in servizio di missione CON TRATTAMENTO C.D. "FORFETTARIO".
L'interpello è volto a trovare n.4 unità complessive appartenenti al ruolo dei Sovrintendenti e degli Ispettori e n. 21 unità del ruolo Agenti e Assistenti, cosi distribuite.
Se me lo consentite, vorrei parlare per Ferrara.
Senza togliere nulla agli altri Istituti citati in oggetto.
Vedete, dove mancano circa 70 agenti e, lasciatemelo passare, secondo lo scrivente mandare 4 agenti o assistenti in missione, e prenderci per il fondo schiena, poi mandarci 1 sottufficiale dove già ve ne sono 35, Be capirete che cose assurde non ne dico.
V’informo a titolo d’informazione che l'altro ieri sono state assegnate all'Istituto di FERRARA 57.000 ore di straordinario per arrivare alla fine dell’anno.
Da parte dello scrivente si ringrazia il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria x, lo sforzo fatto, ma questa Segreteria UIL di Ferrara spera poiché lo stesso DAP ha riscontrato quello che noi dicevamo da moltissimo tempo che almeno 30 neo agenti tra il 160-161 corso fossero assegnati a Ferrara.
Bay Francesco
Risoluzione di molti problemi
E semplice , basta che Ionta da le dimissioni, e il capo del Personale sia uno con la divisa blu.Dopo creare in tutti gli istituti un ufficio stampa ,cosi la gente sa sempre la verita', non solo cattiverie .Vedi gli altri corpi che si mettono sempre in bella mostra.ASS.C. di Avellino
Risoluzione di molti problemi
Condivido IONTA DEVE ANDARE VIA, SIAMO FINITI DALLA PADELLA ALLA BRACE, COSA VUOLE CHE CI AMMAZZIAMO TUTTI O CI AMMAZZANO?
Roma
condivisione del pensiero di Eugenio Sarno
Salve prima di tutto mi presento,sono un agente di polizia penitenziaria in servizio a Teramo,costernato e dispiaciuto dell'accaduto che ha messo in primo piano in modo errato l'operato e il sacrificio di noi agenti.La vostra visita non ha avuto solo un riscontro mediatico ma ha fatto capire che qualcuno ha a cuore e si interessa di quello che stà accadendo dentro "le mura".Grazie Eugenio non allontanarti dai tuoi ideali e dai la voce a tutti noi .
Teramo
Ciao a tutti, anche io sono un agente in servizio a Teramo condivido a pieno quello scritto da akim Eugenio continua.
MA COSA DICE DI MALE LA FINOCCHIARO?
03-11-09
CASO CUCCHI: FINOCCHIARO, RICERCA VERITA' SIA TORMENTO PER GOVERNO
(ASCA) - Roma, 3 nov - ''La ricerca di verita' e' necessaria e dovuta: alla strazio della famiglia, a chi la chiede e dunque anche all'Arma dei Carabinieri, al corpo della Polizia Penitenziaria e alla comunita' dei medici italiani, che hanno il diritto di sapere chi di loro e' stato infedele rispetto ai doveri che incombevano sul suo lavoro''. Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, intervenendo in Aula dopo la relazione del ministro Alfano.
''Noi apprezziamo che il ministro Alfano sia in quest'Aula, apprezziamo - ha detto Finocchiaro - quello che in qualche modo puo' essere considerato non solo un atto di rispetto delle regole e di rispetto del Parlamento, ma anche un atto di coraggio: non tutti hanno avuto la stessa sensibilita'''.
Poi una richiesta al Ministro Alfano. ''A lui che e' anche un giurista e dunque conosce la tensione inesausta che c'e' sempre tra le regole di accertamento della verita', che sono stabilite dal codice, e la verita' stessa, di mantenere questa tensione che deve essere per il governo un tormento''.
Anna Finocchiaro ha poi sottolineato la necessita' che il ministro della giustizia si faccia carico ''dell'istituzione del garante nazionale dei detenuti e di capire se l'intercettazione casuale che e' stata fatta a Teramo nasconda l'odioso orrendo fatto isolato o se in qualche modo da questo si possa scendere a capire di piu', a compiere un affresco. E lei che e' ministro della giustizia si faccia garante di capire perche' Diana Blefari puo' morire impiccata in carcere e perche' i suicidi avvengano in carcere 17 volte di piu' di quanto succeda fuori''.
COSA DICE DI MALE LA FINOCCHIARO ??????????????
ho capito che sei un estimatore della finocchiaro io no dopo quello che a detto io non parlo del suo intervento alla camera anche io dico che e giusto che la verita' venga fuori ma e quello che ha detto dopo in una intervista al tg e te lo ripeto ha detto che troppi detenuti in tutta italia scivolano troppo dalle scale e ha fatto capire che in carcere si picchia adesso la mia domanda la rivolgo a te ma quale prove ha per dire cio' se le ha li tiri fuori seno e solo un metodo di aver risalto verso l'opinione pubblica se invece non le ha allora caro stimatore della donna finocchiaro io rimango del mio parere che lei non si puo permettere di infangare la POLIZIA PENITENZIRIA e che vada a lavare i piatti e a fare le faccende di casa
ORGOGLIOSO POLIZIOTTO PENITENZIARI TRAPANI
Mi sorgono dei dubbi: Che
Mi sorgono dei dubbi:
Che cosa succederà(penalmente) al collega, se così si può definire??
Perchè non è ancora stato reso pubblico il nominativo, o quanto meno la qualifica, del collega che aveva con se un'apparecchiatura elettronica all'interno dell'istituto?Grazie. Marco, Ass.c. Regina Coeli.
La Sfera Carcere e Lo Stato di diritto
Il rammarico e la frustazione, è sicuramente il motivo della rabbia che affligge ultimamente gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, si è improvvisamente acceso il faro che ha illuminato il pianeta carcere,ma la luce trasmessa da questa fonte è riuscita ad illuminare solo un lato del "pianeta carcere", e l'ombra nera riesce come la solito a coprire l'immagine degli uomini e delle donne in divisa che servono lo stato di diritto 365 giorni all'anno!!! Insomma vogliamo essere uniti almeno in questi momenti di terrore mediatico e alzare la testa per difendere il nostro onorato lavoro??? Vogliamo almeno per una volta far uscire dal carcere la voce dei lavoratori onesti e di coloro che assicurano con enormi sforzi la sicurezza del paese????? A tutti Voi mi rivolgo per un tam tam ed una manifestazione nazionale per l'affermazione dello stato di diritto che quotidianamente viene asservito da questo personale, sistematicamente dimenticato e abbandonato a se stesso senza possibilità di affermare le ragioni della verità istituzionali.
Roberto Delli Santi
la FINOCCHIARO CHE SPARA SULLA POLIZIA PENITENZIARIA
MA AVETE ASCOLTATO LA FINOCCHIARO COSA HA DETTO SU DI NOI CI A CLASSIFICATI COME AGUZZINI CHE PICCHIAMO IN TUTTI I CARCERI CHE TROPPE VOLTE I DETENUTI SCIVOLANO DALLE SCALE MA MI CHIEDO SU QUALI PROVE LA FINOCCHIARO DICHIARA QUESTI COMMENTI INFAMANTI SULLA PLOZIA PENITENZIARIA IO NON SONO MASCHILISTA HO MOLTO RISPETTO PER LE DONNE MA DICO ALLA FINOCCHIARO DI ANDARSENE A CASA A LAVARE I PIATTI COSA E VENUTA A FARE QUANDO A VISITATO I CARCERI FANNO SOLO PASSARELLA A TE EUGENIO DICO CONTINUA MA IO RIMANGO DELLA MIA OPINIONE CHE E ORA DI FARE LA GUERRA
PEPPE ORGOGLIOSO POLIZIOTTO PENITENZIARIO TRAPANI
La cosa che più mi rammarica
La cosa che più mi rammarica non è la dichiarazione di una parlamentare di sinistra(quindi prevedibile e scontata) ma quanto il silenzio dei nostri colletti bianchi. Io lo dico e lo penso da sempre: i nostri vertici devono indossare la nostra stessa divisa. Siamo troppo politicizzati sicchè ad ogni cambio di governo corrisponde un valzer di poltrone...
Marco, Ass. c. Regina Coeli.
ma quale valzer di poltrone!!!!!!
Ma che valzer e tango!!
sono sempre gli stessi.
ma dico io non li vedete? non ne conoscete i nomi?
son ventanni che sono sempre gli stessi che non cambiano mai, qualunque governo salga in carica.
stanno lì a curare il proprio orto, a fare favori a destra e sinistra, ed a qualunque sindacalista che glielo chieda, basta che poi quel sindacalista non rompa troppo le scatole e si limiti a fare comunicati stampa o a organizzare convegni in qualche bella sala del Parlamento.
svegliatevi!!!
qua tutti stanno cercando il morto, ed il morto deve avere l'uniforme blu!!!!
così che poi si possa giustificare l'indurimento di un sistema penitenziario che è fallito prima di nascere (e non perchè è una cattiva legge, anzi!!) per l'incapacità di una classe dirigente che non merita nemmeno di stare a togliere il letame dalle stalle.
di noi non gli frega niente, non frega a nessuno, e se c'è qualcuno che fa sindacato come si deve, ISOLATO E' E ISOLATO RIMANE.
dalle parti mie si diceva una volta che UNA NOCE NEL SACCO NON FA RUMORE, ma se le noci sono 100, 1000, 10000??????????
risp.
be la finocchiaro dovrebbe venire a vedere come si lavora in sezione o a farsi una bella traduzione di 12 ore,mi meraviglio che una rappresentante delle istituzioni parli così dovrebbe chiedere scusa a quei 44 mila poliziotti e poliziotte che buttano sangue(vero a volte) e non fare demagogia per compiacersi l'opinione pubblica stattene a casa a fare il sugo oppure taci e chiedici scusa!!!!
commento finocchiaro
Io a queste persone neanche le ascolto più quando vedo la tv,perchè questi poltici che vanno a difendere i detenuti e danno dell'aguzzino al poliziotto penitenziario sono solamente da ignorare questa è gente che meno male che non governa se no staremmo tutti barricati nelle nostre case come ai tempi del coprifuoco,ma non x necessità ma x i delinquenti che questi politici più delle volte sponsorizzano con i loro commenti nelle varie trasmissioni televisive spesso vanificanto tutto il lavoro che tutte le forze di polizia svolgono quotidianamente rischiando la vita x 1.200 euro al mese e senza parlare e senza mezzi vestiario e tant'altro che non stò a mensionare se no farei l'alba x cui dico a questi politici che si devono solamente VERGOGNARE..................
finocchiaro è chi è'?
Egregio Segretario Generale SARNO, mi farebbe un grande piacere se ad un convegno organizzato dalla uil invitasse questo onorevole non sò se di sesso maschile o femminile se di destra o di sinistra o di centro, per conocserlo/a per poter scambiare un pò di opinioni inerente al nostro lavoro di aguzzino.Grazie fiero di essere iscritto della uil da 19 anni e di essere rappresentato da Lei.
R. la FINOCCHIARO CHE SPARA SULLA POLIZIA PENITENZIARIA
Vedi gentile Peppe
la signora Finocchiaro secondo il mio punto di vista ha detto quello che ha detto solo per far risonanaza , Spiego, e da un bel pò che non la si sente alle TV. Vedi per far parlare di lei qualcosa doveva inventarsi,per avere attenzione alla sua persona, mai la Signora si sarebbe sognato di dire quando i detenuti piccbhiano noi Poliziotti Penitenziari, mai si sognerebbe dire perchè non assumiamo più personale di Polizia Penitenziaria cosi questi quattro Poliziotti sono meno stressati, provasse lei anadre x 8-9 ore avanti indietro per una sezione di 100-130 metri di lunghezza con 80-90 detenuti facile parlare.
Armiamoci e PARTITE che a me viene da ridere,
questo in poche parole ha detto la Signora
non è nemmeno degna di ascolto
by Francesco
Tutti nelle Procure della Repubblica, e subito.
Ascoltando le risposte del Ministro alle interrogazioni parlamentari, nonchè a quanto affermato dal Capo del DAP, circa la (giusta n.d.r.) necessità di garantire la dignità della detenzione, da domani non dovremmo fare altro (questa si che è una iniziativa clamorosa) che recarci nelle Procure di tutta Italia e denunciare lo stato di inciviltà e di situazioni degradanti che la popolazione detenuta è costretta a vivere in ragione dell'attuale condizione detentiva connessa al numero dei reclusi.
Qui mi sembra che se qualcuno viola il precetto penale paga, ma se tanti violano o calpestano la costituzione invece no. Cavoli che faccia da ipocriti.
In pratica mi sembra di capire che se qualcuno tira un ceffone ad un detenuto paga, se invece si tengono 10 detenuti in celle da 4 allora tutto e regolare.
Se questa e democrazia allora viva l'italia.
Grazie Eugenio. E' il minimo
Grazie Eugenio.
E' il minimo che si può dire ad uno che aliena i propri diritti sacrosanti per stare vicino a noi tutti.
Anche io sono un comandante, caro Eugenio, la vita è difficile in trincea e tu non fai altro che ribatterlo continuamente.
Sono vicino a te.
Condivido le tue idee.
Considero la tua battaglia giusta.
Per la prima volta ho scelto la UIL e spero che tanti tantissimi, primari, secondari, giovani e vecchi facciano analoga scelta almeno per tenere vivo il nostro diritto di rivendicazione.
Ciao
Da Comandante di un discreto
Da Comandante di un discreto (in quanto a dimensioni) reparto di Polizia Penitenziaria non posso che complimentarmi per il tuo eccezionale modo di fare sindacato, per la tua passione verso il nostro lavoro, per la schiettezza con la quale riesci ad esprimere non solo il pensiero dei tesserati UIL ma credo del 90% dei poliziotti penitenziari... ed io sono uno di quelli.
Fin quando ci saranno persone come te a far sindacato crederò in questa istituzione che talvolta, specie in sede locale, sembra uno strumento dedito al solo scopo di distruggere qualunque cosa gli passi davanti.
Leggendo le tue parole ritrovo quel pò di motivazione che gli ultimi accadimenti e il comportamento del mio dittatore/dirigente mi stanno facendo perdere.
Grazie Eugenio!
IL CAPO DEL DAP AL PERSONALE...
Il sistema penitenziario vive un particolare momento di difficoltà: carceri sovraffollate, carenza di personale, clima di
tensione. Alla vigilia della presentazione al Governo del piano straordinario di edilizia penitenziaria, strumento indispensabile nella prospettiva
della stabilizzazione del mondo carcerario, occorre che vengano salvaguardate la dignità della detenzione e la dignità del lavoro della
polizia penitenziaria.
So bene, e lo constato ogni giorno, che l'impegno dei poliziotti e degli amministrativi è al massimo e tuttavia se questo può riuscire a
fronteggiare l'emergenza contingente, non può essere il solo elemento di gestione.
Invito tutto il personale a mantenere i nervi saldi, a lavorare con lucidità e unire gli sforzi in vista degli obiettivi comuni.
Assicuro che il Dipartimento ed io personalmente siamo vicini alle persone che formano il Corpo della Polizia Penitenziaria e che ogni
iniziativa possibile verrà intrapresa per limitare il disagio e il sacrificio costanti.
Mi attendo da tutte le componenti il sistema il più proficuo e necessario contributo.
f.to Franco Ionta
Ogni commento e praticamente inutile!!!
Egregio DR.Ionta sono
Egregio DR.Ionta sono un'assistente di polizia penitenziaria in servizio al N.T.P. di Milano S.Vittore,desidererei tanto che qualche alto dirigente del dap si recasse in visita presso il tribunale di milano per constatare di persona in che condizioni siamo costretti ad operare quotidianamente,tutti i giorni traduciamo innanzi alle varie A.G.una media di 40/70 detenuti soltanto dalla cc di milano,ed una media di 15 detenuti della c.r.bollate,oltre a circa 4/7 visite nei nosocomi esterni,una media di 3/5 piantonati,più tutte le varie traduioni in giro per l'Italia,a proposito della c.r.bollate a quando un proprio nucleo traduzioni?tutte queste traduzioni sono attualmente espletate con circa 50 unità di scorta che quotidianamente sono costrette a turni di lavoro che vanno dalle 8 ore alle 12/13 ore al giorno.saluti
R.IL CAPO DEL DAP AL PERSONALE...
Gentile Capo del dap
perché prima di assegnare personale a chi già fruisce del turno sui 4 quadranti ( in pochè parole chi fa 6 ore) non assegna personale chi a fatica riesce a fare 8 ore e con facilità deve obbligatoriamente farsi dalle 40-alle 60 ore di straordinario pochi riposi e poche ferie
ora mi dica che c'è da comentare
Mediti
Francesco da Ferrara
Commenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
I commenti sono inutili per tutti quelli che non considerano effettivamente il reale problema e sicuramente, sono valvole di sfogo a volte, per tutti quei colleghi in trincea, che si ritrovano nella quotidianità, a fronteggiare i problemi ke in realtà dovrebbero essere risolti da chi ci amministra!!!!!!!!!!!
Siamo stanchi e non lo diciamo per il semplice gusto di farci sentire e compiatire!!!!!!!
Penso sia arrivato veramente il momento di prendere dei seri provvedimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dal canto nostro continueremo comunque a portare avanti la nostra missione, perchè è la nostra professionalità e umanità che ci contraddistingue.
All' Amico Eugenio invece, va tutto il mio apprezzamento e di tutta la Polizia penitenziaria di Rossano.Mantieni duro e vai avanti che comunque noi tutti ti sosterremo in questa dura battaglia, fino in fondo!!!!!!!!!!!!
E non è vero che ogni commento è inutile!!!!!!!!!!!!!!
siamo alla frutta
Carissimo Segretario Generale, Eugenio Sarno,
Non ho finito di leggere la tua lettera aperta ai giornali.
prima della fine mi è venuto un nodo in gola, pensando a 20 anni di galera e ai minimo 15 anni altri che devo ancora fare, in questa totale indifferenza da parte di chi dovrebbe aiutarci a far conoscere le nostre sofferenze.
Siamo invisibili, riguardo la miriade di operazioni positive che darebbero prestiggio e orgoglio di fare sempre meglio e nello stesso tempo siamo additati come criminali quando accadono brutture o presunte brutture.
Mi sento stanco, di continuare a lavorare con queste prospettive e con questi non meritevoli demeriti.
Ora mi fermo qui, magari più tardi riscrivo.
fraterni saluti Diego da Lecce
Proiettili ...
Debbo dire che tu caro Eugenio in quanto a proiettili sei fornito mica male .... Continua così e grazie per quello che fai
IL MIO LAVORO
Egr. Collega Sarno
Non voglio creare alibi a nessuno, ma mi urge dire che il nostro Corpo Ha bisogno di urgenti e profondi cambiamenti.
Spesso siamo in balia dell'insicurezza, in balia delle strutture e delle regole che sono oramai antiche, carenze di ogni genere attanagliano il nostro lavoro siamo figli orfani di un governo che non ci considera corpo di polizia,
I fatti odierni ci sprofondano ancora oggi in mille anni indietro.
Grazie dell'ascolto
crisi globale
Quando l'anno scorso lessi le statistiche del dap cercando dati sul malessere dei detenuti per motivare una relazione che giustificasse l'assunzione degli educatori, mi resi subito conto che c'era un'altra categoria che "soffriva le pene" in carcere: gli agenti. i dati sui ferimenti e le aggressioni erano comunque troppo elevati. bisognerebbe leggere i dati statistici in una proiezione per lo meno di un triennio e poi anche di un decennio per verificare se c'è una correlazione con il sovraffollamento, e naturalmente c'è, ma bisognerebbe sondare anche quali altre variabili, umane, strutturali, economiche, ecc, affaticano le condizioni di vivibilità delle carceri e la dignità di tutte le persone che ci vivono, tutta o buona parte della giornata. Dati incrociati a confronto, letti da più "occhi esperti" con una visione pluridisciplinare, penso siano il punto di partenza per una proposta che coinvolga tutti i settori, ad ampio raggio.
Silvia, DGM