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E' successo ancora !

Domenico Apicella,  Assistente Capo in servizio ad Eboli nel primo pomeriggio di ieri ha ammazzato il cane, la madre, il padre ed infine si è tolto la vita. E' la terza morte violenta di un appartenente al Corpo in meno di sette giorni. Non credo alle coincidenze. Credo, invece, che lo stress, le umiliazioni, la depressione , la rabbia alimentate da questa Amministrazione nemica, distante ed indegna abbiano più di una correlazione con quanto sta accadendo. Quello di ieri è il 14° suicidio di un poliziotto penitenziario in meno di due anni. Penso che sia un dato da brividi.  Credo che chi debba farlo , ora , deve intervenire. Il dolore è troppo forte, sconfinato lo sgomento. La costernazione per quanto accaduto è ampliata dalla conoscenza diretta che avevo di Apicella. Un momento di silenzio, di riflessione. Per chi crede anche di preghiera. Ieri ho sentito al telefono il Capo del DAP, Ionta. Anche lui è apparso davvero toccato e preoccupato per quanto accaduto a Serre e quanto accaduto in questi giorni. Non basta ! E' ora che si muova. Insieme ad Alfano faccia sentire la sua presenza. Dica una parola di confrorto e di speranza. Altrimenti come ho detto anche al Corriere della Sera (leggi) ne traggano le conseguenze e rimettano il mandato. Spero che ora qualcuno capisca che è ora di mandare a casa i vecchi mandarini che da vent'anni hanno gestito a proprio comodo l'Amministrazione facendo carriera sulle nostre spalle. Ma fino a quando saremo gli unici a dire queste cose , disperiamo di poter cambiare il sistema ! Noi non ci fermeremo e siamo pronti ad ogni iniziativa pur di accellerare un confronto sulle possibili soluzioni. mentre nelle galere si soffre e si muore nei palazzi del potere molte, troppe unità sono impiegate (se impiegate) in compiti inutili e superflui. Questa è l' arroganza del potere che offende i sacrifici della "prima linea". E' ora di discutere e parlare di queste cose. Purtroppo più ne parliamo e più le altre OO.SS. tendono ad emarginarci ed isolarci. Sarà un caso che nel Lazio SAPPe-OSAPP-CISL-CGIL-SINAPPE e USPP hanno chiesto tavoli separati dalal UIL ? Noi crediamo di no! Evidentemente loro non vogliono fare quella battaglia. ma come si spiegano i 2000 agenti in più nel Lazio e le 1300 unità in meno negli istituti laziali? E' uno scandalo, ma in tanti  fanno  finta di non vedere e non capire. Ma ciò che loro non vedono a Roma i colleghi vedono bene in periferia . Non  è un caso che laddove si soffre davvero i tavoli sono unitari. Perugia, Ferrara, Matera sono esempi lampanti della solidarietà e dell'unitarietà vera, spontanea e genuina. Forse perchè sono lontane da Roma e non sono (ancora) inquinate dalle logiche romane .....

RIFLESSIONI SULLA MORTE DI UN NOSTRO COLLEGA

RATRISTA sapere della morte (e delle traghe vicende in cui tutto si è consumato)dell'Ass. Capo di Polizia Penitenziaria DOMENICO APICELLA.
Ratrista in particilar modo pensare ad una persona che, impegnata per anni aprestrare sicurezza--e all'occrrenza sostegno in un circuito penitenziario, ha finito la sua esistenza in uno stato di solitudine e di sconforto.
Ratrista anche - e non poco- il dover constatare che talvolta la morte di una persona detenuta impone maggiori attenzioni che quella di un collega.
Ratrista soprattutto considerare che la nostra vita operativa scorre tra il chiasso e la folla della "GALERA" senza dare un giusto peso alla "PRESENZA" ed alla "PAROLA", che ognuno di noi puo' presentare o rappresentare.
Ratrista moltissimo infine, doversiriconoscere tra noi vecchi(ancor più che stanchi)"contenti" di aver finalmente rinunciato alla propria PAROLA.
Sarebbe bello se, per non morire, ci riappropriassimo- nel giusto fine e nel giusto modo- della PAROLA tra noi.

Circolare di IONTA

Caro Eugenio Ti chiedo gentilmente di aprire un post sulla circolare di IONTA. Vedrai che su parte del territorio nazionale il personale ora può esigere gli oneri dovuti dal mancato riconoscimento di alcuni Provveditori , delle ore di straordinario eccedenti le 36 ore settimanali.
Orazio da asti

Condoglianze ai familiari

Questa Segreteria Provvinciale di FERRARA, porge le più sentite condoglianze ai famigliari di Domenico Apicella, Assistente Capo in servizio ad Eboli.

Caro Collega spero che là dove ti sei rifugiato tu possa trovare la serenità che qui non hai trovato.
CIAO
Francesco FERRARA

è stato già detto tutto.

Inizio naturalmente col porgere le mie sentite condoglianze ai familiari dei nostri colleghi deceduti tragicamente.

E' stato detto tutto e secondo me, sintetizzato perfettamente, da anonimus delle 17,35.
E' inutile stare a ripeterci, l'unica strada percorribile è quella di studiare qualcosa che li faccia vergognare per la mancanza di considerazione che ci stanno riservando, anche di fronte a situazioni estreme come queste.
E' assurdo,veramente assurdo e meschino da parte loro, non dare la giusta considerazione al problema, parlo di tutti, dirigenti, politici, ma in particolare, la mia rabbia è rivolta ai giornalisti, che continuano a non divulgare capillarmente queste notizie, confinando tutto ciò che è polizia penitenziaria (tranne i fantomatici pestaggi e le storture che fanno vendere i giornali), in trafiletti delle ultime pagine.Spero per loro, che nessuno dei loro figli, voglia mai esprimere il desiderio di diventare poliziotto penitenziario, perchè solo in quel caso forse capiranno.
Eugenio, oggi ho visto le nuove manette per le traduzioni, anche quello è uno schiaffo allo spreco e alla mancanza di considerazione per chi effettua le traduzioni.
Tanto per darti un'idea, pesano circa 2kg, sono a misura unica, quindi qualcuno se le può anche sfilare, hanno angoli vivi in ferro massiccio. In poche parole sono delle armi che noi stessi siamo costretti a mettere ai polsi dei detnuti.
Siamo veramente al paradosso, in 20 anni di servizio, l'assurdità in cui mi trovo in questi anni, non mi ricordo d'averla mai incontrata.
Piero da Lecce

Il carcere ci uccide

Si purtroppo è così, è inutile nascondere la verità, ma vi rendete conto, chiusi da soli in sezione con tanti detenuti.
Senza sicurezza, vedere detenuti che si tagliano, sangue, malattie, risse, minacce, aggressioni, pianti urli, noi lì ad affrontare da soli delle situazione molto più grande di noi.
L’amministrazione assente, difficoltà di comunicare con i nostri superiori che hanno pochi anni di servizio, noi con 23 e più.
Noi stanchi, noi soli. Noi trattati poliziotti di serie B.

Anna Rita

Innanzitutto porgo le mie

Innanzitutto porgo le mie condoglianze ai familiari di Domenico Apicella, è avvenuta una tragedia che ci colpisce tutti.
Ha ragione il collega che mi ha preceduto con un messaggio.
CI SERVE UN DIPARTIMENTO PER LA POLIZIA PENITENZIARIA, e vedrete che molti problemi verrebbero risolti, o cmq verrebbero discussi seriamente, ci sarebbero ns funzionari, ns dirigenti e avremmo un vero Capo del Corpo, insomma qualcuno che pensi a NOI!
Ma io lo vedo nel mio (medio) istituto, i colleghi sono mentalmente a pezzi e nessuno li supporta, non esiste nessuno previsto per questo scopo, la legge non lo prevede. Non te la senti? Stai male? Provvedi.
E le famiglie? Le famiglie portano la croce, e quando la croce è troppo grande si finisce come il collega a Monza o l'ultima tragedia a Salerno, e ahimè temo non saranno gli ultimi episodi.
PERCHE' VENIAMO LASCIATI A NOI STESSI?
UNA VOLTA SI PARLAVA DI BENESSERE DEL PERSONALE, ED ORA QUESTO BENESSERE DOVE E' ANDATO A FINIRE?
MA A CHE GIOCO STIAMO (STANNO) GIOCANDO?
Eugenio, colleghi, tiriamo fuori la Polizia Penitenziaria dal DAP e all'interno del Ministero della Giustizia si crei il Dipartimento della Polizia Penitenziaria, insieme agli altri quattro Dipartimenti già esistenti.
Si creino i ruoli tecnici.

Obelix

E' sucesso ancora!!!!!!!!!!

egregio segretario nonchè Amico e istruttore,
vorrei inanzitutto stringermi al dorore dei figli, amici, genitori e conoscenti delle nostre vittime di questi giorni,l'inno di Mameli cantato in piazza il 22 Settembre era un gesto dovuto per tutti i caduti, ma credimi non avrei mai pensato che in meno di cinque giorni accadessero fatti noti alla cronaca.
da ciò devo dedurre che l'essere umano fustrato, umiliato,ridotto alla schiavitù crolli commettendo gesti estremi,in ogni modo ritengo che l'amministrazione centrale e periferica dovrebbero fare un autocritica....... cosa si puo fare perchè ciò non accada? ........la politica si dovrebbe interrogare soffermare al problema,oggi gli isituti di pena sono delle polveriere con una miccia pronta a partire,il personale oramai è allo stremo delle forze, insomma un esecito di uomini a cui viene sempre chiesto di più,si vede negare i propri diritti, ferie, riposi, turni massacranti ed in alcune circostanze si raggiungono turni che variano dalle 12 alle 18 ore, in giro per le strade con delle carrette di mezzi ecc. mi chiedo ma dov'è la sicurezza tanto sbandierata dalla classe politica governante, tagli, pensate si chiude persino l'acqua calda delle docce delle caserme, orbene detto ciò poi ci meravigliamo se accadono gesti oserei dire estremi dell' essere umano.
dove sono i vertici del DAP ?..........................
Il ministro?..........................................
gli altri dove sono?...................................
Ormai credo sia giunta l'ora che tutti si gurdasserro dentro......................... Diamo a questi uomini e alle donne di un corpo dello Stato una dignità cui meritano rispetto per il difficile compito cui giornalmente sono in prima linea, reparti detentivi traduzioni e tutto quello che si chiama carcere.
un abbraccio leo angiulli

R. E' sucesso ancora!!!!!!!!!!

Gentile Leo

Gentile Leo, l'unica cosa che non va in quello che dici e che i vertici, partendo dal Governo fino ad arrivare ai Direttori degli Istituti non leggeranno mai quanto tu hai detto, io penso, che se avessero la possibilità di conoscere quanto tu dici forse la loro coscienza, sempre che ne abbiano una, forse e dico forse farebbero qualcosa per le nostre sofferenze.
Bey Francesco
Ferrara

Da Palermo

Tutti i colleghi di Palermo Ucciardone vicini al dolore per la scomparsa del collega.
Ci domandiamo:Come sta andando a finire?
Cosa farà il governo dopo questa ennesima tragedia .Perchè diciamolo con tutta franchezza, lo stress psico-fisico a cui siamo sottoposti ,specie Palermo Ucciardone dove tu ai toccato con mano la tragica situazione, debba essere per i signori al vercice del governo, motivo giustificato di tali episodi spiacevoli.
Un abbraccio Fraterno

suicidi e amministrazione

Io credo che sia quantomeno "azzardato" portare avanti anche il solo sospetto di un nesso di causalità tra immobilismo e avversità dell'amministrazione e tasso di suicidi dei Poliziotti Penitenziari.
Lo dico senza alcuna polemica, anzi riconoscendo al Sig. Sarno un coraggio assolutamente degno di rispetto ed apprezzamento, quantomeno "fuori dal coro", nel "non credere alle coincidenze".
Certo, nesso di causalità o meno, un dato può essere considerato oggettivo: il nostro è un lavoro difficile, carico di stress e lo sanno sopratutto gli agenti che lavorano in sezione.
Ciò posto, se si operasse in un clima di gratificazione e riconoscimento per quello che, quotidianamente, i Poliziotti Penitenziari fanno per la Nazione, almeno lo stress ne sarebbe alleviato.
E invece no: l'ostilità verso tutto ciò che è "poliziesco" pervade tutti i nostri uffici; la nostra Polizia è solo servente rispetto ad altri fini e ad altre figure: guai a parlare di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria; guai a proporre una qualche funzione e qualche riconoscimento per i veri comandanti del Corpo (che, purtroppo, ricordano anche loro il triste destino di un loro collega suicida); in poche parole, guai a spostare l'accento su "polizia", piuttosto che su "penitenziaria".
Eppure sul sacrificio di questa Polizia si sono costruite e si stanno costruendo le fortune, le carriere e gli stipendi di circa 500 dirigenti amministrativi.
Solo 12, invece, saranno i fortunati dirigenti di Polizia del nostro Corpo...e forse qualcuno ne conosce già i nomi.
Ebbene, credo che sia per questo che il Sig. Sarno fa bene ad urlare con coraggio che i "vecchi mandarini" dovrebbero andare a casa, a godersi le loro laute pensioni.
Ma dovrebbero farlo davvero.
Si tratta di gente che è stata così miope da non vedere che è impossibile gestire 65000 detenuti e 45000 poliziotti con le stesse strutture e gli stessi mezzi.
Ed il risultato si vede: non gestiscono proprio nulla: non gestiscono i detenuti, non gestiscono gli spazi detentivi, non gestiscono il personale e neppure le relazioni sindacali, ed il guaio è che nessuno glielo dice, tranne il Sig. Sarno a cui va il merito di essere riuscito in questo caso perfino ad utilizzare l'autorevolissimo quotidiano "Il Corriere della Sera" per manifestare il proprio dissenso.
E gli altri?
Nessuno che abbia il coraggio di dire a Brunetta che non si tratta su nulla fino a che non si istituisce la D.G. del Corpo, l'unico vero strumento per razionalizzare davvero la gestione del Corpo, con una moderna ed adeguata struttura di polizia manageriale....... altro che "Come migliorare il senso di professionalità ...."
Chiedo scusa se mi sono dilungato e ringrazio per lo spazio che mi si vorrà concedere su questo blog.
Io, dal canto mio, spero che prevalga la linea-Sarno e che questi signori vadano a casa, ma a casa per davvero, come dovrebbe avvenire in una moderna democrazia...ed insieme a loro molti di quei figuranti in giacca e cravatta, che si fanno chiamare segretari generali di OO.SS. di categoria, che, se mai hanno visto un carcere nella loro vita, si guardano bene dal lavorarvi dentro.
Saluti a tutti e...speriamo bene.

Caro collega ...... di

Caro collega ...... di pantalone ..... hai detto spero prevalga la linea SARNO.
Si potrà prevalere ma la si costruisce ance con i consensi.
Io mi auguro che tu faccia parte della nostra umile famiglia.

Un saluto

UN OCEANO DIPARTIMENTALE CON TANTI SQUALI!!!

Questa e la cruda realtà del nostro sistema penitenziario, e chi paga le conseguenze sono i colleghi che operano in condizioni di estrema difficoltà in periferia.

E troppo semplice chiedere il tavolo separato da parte loro per poter dire tutti insieme BLA BLA BLA...il confronto non lo vogliono più perchè qualcuno li guida dall'alto...

Noi non demordiamo e saremo presenti in tutte le prossime contrattazioni per dire la nostra...purtroppo per loro i tanti iscritti dipartimentali...dovranno vedersela con i loro iscritti dei penitenziari...fino al 31 ottobre p.v.

Innanzi tutto sentite condoglianze.

Come se non fosse successo niente. Sono mesi che si succedono suicidi tra i nostri colleghi e non interessa a nessuno.Ma lo sanno in che condizioni lavoriamo? Lo sanno che gli Istituti sono luoghi insalubri dove l'igiene non esiste. Sa la cosiddetta società civile, che non perde occasione per offenderci e denigrarci, che ormai le carceri sono diventate una discarica sociale dove si trova di tutto, si va dai detenuti super criminali a quelli tossicodipendenti, ad una marea di detenuti extracomunitari che non hanno nessun freno e nulla da perdere e ciliegina sulla torta ad una miriade di altri affetti da malattie infettive e psichiatriche. Sono sicuro che tutti, cittadini, stampa, politici ecc. sono a conoscenza di questo disastro ma se ne infischiano perchè siamo considerati una massa di analfabeti da sfruttare come bassa manovalanza. Io mi chiedo casa è che ci spinge ancora ad andare a lavorare,sarà forse perchè abbiamo giurato di essere fedeli fino alla fine a questa Repubblica ingrata, che con la nostra Amministrazione e la classe politica, incapaci ormai da decenni di gestire il mondo penitenziario, fanno solo in modo che sia la Polizia Penitenziaria l'unico capro espiatorio di questo sfascio. Io la mia carriera lavorativa l'ho quasi terminata, spero solo che le nuove leve di Funzionari che fanno e faranno parte di questo Corpo, facciano in modo di ottenere almeno la separazione del settore della sicurezza da quello amministrativo e che riescano finalmente a sgangiarsi dalla subordinazione ai Direttori e dare vita alla Direzione Generale del Corpo composta da solo personale di Polizia penitenziaria. Se nemmeno questo sarà possibile allora penso che sarà veramente la fine per il nostro Glorioso Corpo.
Saluti a tutti.

è chiaro che

è chiaro che l'amministrazione penitenziaria è attenta solo ai detenuti. fino a quanddo non avremo il dipartimento di polizia penitenziaria, ci saranno sempre le solite barzellette.

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