Bentrovati !
Non credo che qualcuno abbia sentito la mia mancanza, purtuttavia sono ad annunciare la fine del mio ( breve) periodo feriale. Bentrovati, dunque. Da domani 2 settembre riprendo l'attività a tempo pieno (che in vero la Segreteria nel suo complesso non ha mai lasciato). Uno stacco, comunque, utile per recuperare energie, risorse e soprattutto per rilflettere. Riflettere sulle idee, sui percorsi, sulle iniziative, sui giudizi, sui fatti. In questi giorni ho riletto , con molto piacere, un libro di Italo Calvino " Il barone rampante" che narra la storia di un uomo che un giorno decise di guardare il mondo dall'alto dei rami degli alberi, avendone una visuale tutta diversa da quella cui era abituato . La vacanza è stato il mio albero, e ho potuto guardare e valutare le cose con più distacco. Ho anche letto ( spesso riletto) i tanti commenti postati su questo blog e ,come sempre, cerco di tenere in debito conto quanto ci dite (seppure spesso occorre dribblare tra la scurrilità e l'inutile cattiveria ). Dall'alto di quell'albero ho cercato di ripercorrere alcune tappe del nostro cammino sindacale degli ultimi tempi. Anche attraverso una introspezione critica. Alla coscienza di aver previsto alcuni accadimenti si coniuga l'apprensione per non aver determinato (ancora) risultati aprrezzabili cui ha fatto seguito la certezza che siamo sulla strada giusta. La crisi del sistema penitenziario, con le inevitanbili ricadute sul Corpo e sul personale, era stata ampiamente prevista e denunciata appena dopo il varo dell'indulto. Era chiaro che non aver normato quelle riforme strutturali (che occorrevano) avrebbe riportato velocemente gli istituti ad ingolfarsi nuovamente. La storica disattenzione del mondo politico verso l'universo carcere, quindi, si ripeteva contribuendo a determinare quegli effetti che, oggi, sono sotto gli occhi di tutti. Per questo ci siamo convinti ( e lo siamo ancora di più ) che bisognava denunciare per stimolare una vera attenzione della politica e dei politici. Ci abbiamo provato con un momento di confronto alto e di notevole spessore culturale (come da storia della UIL Penitenziari): il (riuscitissimo) convegno nazionale di Aprile all'Ergife. Appuntamemnto da cui è scaturita , poi, l'iniziativa congiunta con i Radicali "Ferragosto in carcere", di cui abbiamo ampiamente parlato. Non credo si possa smentire che l'evento ha avuto una grande eco mediatica e ha aperto una discussione sulle criticità del sistema penitenziario. Per quanto poco o molto possa valere , centinaia di parlamentari hanno avuto parole di riguardo e rispetto verso il Corpo consegnando preoccupazioni ed attenzioni verso le condizioni di lavoro e sulle gravi vacanze degli organici. Per quanto poco o molto possa valere il 16 agosto SKY TG24 ha inteso dedicare l'approfondimento quotidiano alle diffioltà del sistema penitenziario chiamandomi ad un commento in diretta (che non sono i soliti 20 secondi di una battuta). Il 24 agosto il Corriere della Sera (che è il quotidiano più letto in Italia) ha voluto dedicare una intera pagina sul tema (leggi) . Notevole spazio è stato dedicato nell'articolo alle nostre posizoni e di questo siamo contenti. E' poco? Per chi è abituato al facile disfattismo ed è patologicamente abituato da essere bastian contrario sarà poco. E' molto ? Per gli inguaribili ottimisti e per coloro che il bicchiere lo vedono sempre mezzo pieno potrebbe essere tanto. Per noi è quanto basta per vedere il futuro non solo nero ma almeno a tinte pastello. Se non altro abbiamo scalfito quell'amnesia quarantennale che aveva avvolto la politica e la stampa sui nostri problemi. Quante volte abbiamo sentito o detto : ma non ci pensa nessuno? Però noi della UIL siamo convinti e sappiamo bene che questo non basta e non bisogna lasciare la presa. Infatti noi la presa non la lasciamo e non molliamo. Domenica prossima sarò in visita Favignana , un altro di quei luoghi dove la dignità del lavoro è un lontano ricordo. Lunedì 7 settembre saremo davanti all'Ucciardone per denunciare l'esistente e rivendicare i nostri diritti. Si replica il 16 settembre a Cagliari, davanti al Buoncammino. Il 22 settembre, infine, davati al Parlamento in Piazza Montecitorio la UIL Penitenziari porterà in piazza la rabbia, la frustrazione, la demotivazione, l'orgoglio, le rivendicazioni, le richieste e le necessità della polizia penitenziaria. Alla manifestazione saranno presenti anche Salvatore Bosco (Segretario Generale UIL Pubblica Amministrazione ) e Luigi Angeletti (Segretario Generale della UIL) . Come dire tutta la UIL quel giorno sarà a fianco del Corpo. Prevista anche la presenza di alcuni politici di rilievo che porteranno il saluto ai manifestanti . Sarà poco? Leggere sopra. Sarà tanto? Leggere sopra. Per noi è solo aver fatto ciò che il sindacato deve fare nella consapevolezza di aver esaurito un percorso di mobilitazione che a giugno era stato concordato con tutte (o quasi tutte) le altre OO.SS. e che ora ci vede in splendida solitudine (benchè incolpevole e non cercata). Sempre dall'alto di quell'albero ho cercato di pensare perchè c'è chi si ostina a metter in bocca a me e alla UIL cose mai dette. Noi non abbiamo mai detto che la polizia penitenziaria non deve assolvere ad alcuni compiti che oltre ad essere istituzionali garantiscono anche una certa visibilità. Noi abbiamo detto semplicemente ( o almeno per noi è semplice dire ciò) che alcuni abusi sono uno schiaffo alla povertà della periferia ed un attacco al principio delle pari opportunità. Vedere unità di polizia penitenziari impiegate solo per fare il saluto alle autorità; vedere colleghi addetti all'ascensore del Capo del DAP; sapere di colleghi che fanno i portabboracce ai giocatori dell'Astrea; leggere di decine di unità impiegate al museo criminologico ( non si sa a far cosa) o a portare il caffè negli uffici dei "capi" è qualcosa che per me e per la UIL Penitenziari è inacettabile tanto da ritenere che simili sconcezze offendano anche la coscienza! Abbiamo ragione? Abbiamo torto ? Non ci importa molto saperlo.Prima o poi faremo un sondaggio. Noi abbiamo un progetto e una linea politica da seguire. Progetto e linea politica che la UIL PA Penitenziari ha deciso unitariamente.Perchè, tra gli altri, noi abbiamo "il difetto" di riunire almeno due volte l'anno gli organismi statutari e confrontarci tra di noi per stabilire il percorso. Putroppo non abbiamo generali, dirigenti o funzionari da sguinzagliare nella nobile arte del chiedere e fare la tessera ( a volte in nome e per conto del grado rivestito). Noi per acquisire il consenso (ovvero le tessere) possiamo offrire le nostre ideee i nostri (tanti) progetti; Mettere a disposizione la nostra (vasta e qualificata) competenza e la nostra visione (che pretende una Amministrazione efficiente ed efficace) ; Rendere fruibili (gratuitamente) i nostri servizi e la nostra informazione (senza ingabbiarla in recinti o steccati); Possiamo cercare di dar voce ai tanti che si sentono vilipesi nella dignità e vedono lesi ogni giorno i propri diritti. Ma non abbiamo la presunzione dell'esclusività : tantomeno l'abbiamo mai rivendicata. Cerchiamo di fare solo quello per cui siamo stati eletti dai nostri colleghi : fare sindacato per tutelare i diritti ! Sarà poco? Sarà molto ?..... Dall'alto di quell'albero la rispota che mi son dato è questa : Siamo nel giusto! Pertanto ho deciso di continuare a testa alta e schiena dritta , con i tantissimi che ci sostengono . E non ci saranno Dracula sufficienti a sbarrarci la strada .... anche perchè stando sugli alberi si vola e non si cammina !!!!
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Diamoci da fare
Non andiamo a lavorare, tutti quanti, solo per 2 giorni. Vedremo cosa succederà e se qualcuno si accorgerà che ci siamo anche noi. Basta con le chiacchiere!
Ecco la soluzione. Siamo tutti Gay.
Siccome rilevo problemi di visibilità da parte dei mass media alle ns sacrosante manifestazioni, ecco a voi la soluzione. Dichiariamoci tutti gay e vedrete quanta pubblicità. Infatti non appena vi sono state alcune aggressioni ai gay si è scatenato (giustamente) il putiferio. Ritenuto che di aggressioni noi tutti dall'inizio dell'anno ne abbiamo ricevute circa mille, se ci dichiariamo omosessuali, succede che smuoviamo anche la CNN.
buona!!!
Questa mi è piaciuta!!!
Bentornato Segretario.
-SOLDATI-
Si sta come,d'autunno, sugli alberi, le foglie.
G. Ungaretti.
Settembre
Non sarebbe ora di tornare a parlare di quel famoso riordino delle carriere di cui tanto si era detto nei mesi scorsi , con un moltiplicarsi di proposte di legge e discussioni che quasi sembrano prenderci in giro ??
A noi non ci pensa nessuno.
Ancora che stiamo a parlare. Al ministro della giustizia, al dap, alla stampa , alla classe politica (tutti volutamente in lettere minuscole)non intressa niente di noi, anzi secondo me provano anche un senso di fastidio quando proviamo moilto timidamente a rivendicare qualcosa. Non esistiamo, non esiste e riconosciuta la nostra funzione. I detenuti hanno preso il sopravvento e non li ferma più nessuno, anzi saranno guai grossi per chi un giorno risponderà alla violenza con la violenza, l'autodifesa non sarà riconosciuta e saranno le "autorità" citate in precedenza le prime a dargli addosso ed in difesa dei detenuti. Non ci tutela nessuno, ogni volta che si torna a casa si deve ringraziare qualcuno lassù se ciè andata bene. Ma si può lavorare in queste condizioni? Ci si può sentire ogni giorno abbandonati a noi stessi e vivere il tutto in tranquillità? Ma le carceri sono dello Stato Italiano o sono della Polizia Penitenziaria alla quale viene scaricata tutta l'inefficienza dei politici, dei burocrati che governano tutto da comode poltrone. E se dicessimo tutti, non andiamo più a rischiare (e non a lavorare) e rimaniamocene a casa con le famiglie e lasciamo che sia chi chi sta nei posti delle decisioni che non vengono prese per tutelarci, di provvedere a trovare il posto che non c'è a detenuti pazzi,tossici e violenti, di fornirgli i generi che non ci sono, per mancanza di fondi ecc... E stiamo a parlare ancora del ferragosto, l'unico ferragosto da ricordare sarà quello che mi godrò quando avrò lasciato questa amministrazione e tutto lo sfacelo che si porta dietro.
Ben tornato Eugenio
Gentile Eugenio , era ora che tornavi
qui c'è da lavorare, che ti credi,Ha HA HA, per prima cosa da domani vedi cosa ne pensa Brunetta per via del DL. sulle malatie, che se non sbaglio non è ancora stato votato in legge, per cui ha terminato il periodo di validità e molti ancora non sanno.
Come vedi hai subito da lavorare.
Bay Francesco
Il Decreto Legge 78/2009
Il Decreto Legge 78/2009 "decreto anticrisi" è stato definitivamente approvato dal Parlamento con la Legge 102/09 del 1° Agosto 2009.
Ci vediamo
Segretario ci vediamo il giorno ventidue. Sarà una grande manifestazione. Quersta mattina ti ho già visto pimpante e all'opera. Ciao
Alfi
Gli alberi
E già..gli alberi..le cime, altissime; ma se è vero che stando sugli alberi si vola (concetto criptico, anche perchè se si sta sull'albero non si vola ma tant'è...casomai si guarda più lontano)è pur vero che quando si cade, dalla cima degli alberi, ci si fa male e più si è saliti in alto più quando si cade ci si fa male e si può cadere perchè si spezza il ramo dove poggiamo, perchè arriva un ciclone e ci spazza via o perchè viene abbattuto l'albero sulla cui cima stiamo a gongolare rallegrandoci del fatto che siamo arrivati fin lì magari usando qualcun altro come scala, salendogli in testa per poi lasciarlo di sotto.
Re: Gli alberi
E' vero che più di sale e più è ripida la discesa e si rischia di cadere, ma sono secoli che succede e succederà sempre.
L'importante è approfittarne del momento per dare il proprio contributo a realizzare qualcosa di buono per tutti, anche per te!!
Di gente che è "salita" in cima e ci è rimasta, dimenticandosi di quelli che ce l'hanno mandata e ce la tengono, ce ne è tanta. Siamo in Italia, quindi...
Piuttosto, il richiamo al ciclone che spazza via o al ramo che si spezza sembra più una speranza che un'accostamento di idee, sbagliato?
>...rallegrandoci del fatto che siamo arrivati fin lì
>magari usando qualcun altro come scala, salendogli in
>testa per poi lasciarlo di sotto.
Sembra di sentire l'odore di un briciolo di rancore? Sabliato anche questo?
Senza rancore..
udite udite
Al telegiornale ho appena sentito che pare il ministro della difesa abbia deciso di mandare in nostro sostegno nientepocodimenoche, LE FRECCIE AZZURRE!!!!
Per sostenerci sorvoleranno a turno un istituto al giorno, con finale acrobatico e bandiera in cielo!
Scherzo naturalmente, è prossimo un consiglio dei ministri, vedremo subito, se le visite parlamentari avranno sortito il loro effetto, perchè se in questo consiglio non discuteranno, e non decideranno niente, in merito alle nostre problematiche, vuol dire una sola cosa, che la loro intenzione è proprio quella di non fare niente ed attendere l'irreparabile, e se così è stringiamoci forte.
Antonio
errata corrige
pardon: frecce
La perseveranza: una virtù o un difetto?
Caro Eugenio,
ho letto (e riletto) il post con l'attenzione che merita ogni intervento. Sulle prime mi è parso di cogliere un'esitazione, ma rileggendo quella che credevo fosse "esitazione" - anticamera dello scoraggiamento - si è rivelata una forza, LA forza di chi sa di fare una cosa che ritiene giusta, sulla quale non è disposto a trattare - o peggio rivedere per ritrattare - e sperare di vederla compensata con piccole comodità, tanto effimere quanto passeggere.
Una persona retta e corretta non svende mai la sua rettitudine, e la fiducia che altri gli hanno concesso, ancor di più se essa non è sporcata dal vile mercanteggio o dallo scambio di favori.
Ma questo ha un prezzo, ed è la solitudine del momento, quando si è -e si rimane- soli a condurre le "battaglie". Al di là della sterile retorica, questa è la realtà.
Ma tutto si sopporta con coraggio e determinazione se vi è la ferma convinzione che ne valga la pena purchè ciò si faccia con l'onesta di spirito e intellettuale che le battaglie d'ideali pretendono.
Riesce sempre "antipatico" colui che rimane "voce fuori dal coro", che reclama e protesta per il riconoscimento della dignità di quanti lavorano in condizioni a dir poco penose, indegne di un grande Paese e di una potenza economica.
Senza le iniziative svolte le condizioni di lavoro del personale e quelle di detenzione non sarebbero note -o meglio, si continuerebbe a far finta di non conoscerle- mentre così ed oggi sono perfettamente conosciute sia dall'opinione publica e sia dalla Politica, senza distinzioni di schieramento.
La fiducia che ti supporta te l'hanno accordata tutti quelli che lavorando nei penitenziari danno tantissimo, spesso di più, con sacrificio personale (e delle relative famiglie) e correndo gravi rischi d'incolumità, come purtroppo la cronaca di questi mesi sta a testimoniare.
Sono coloro che se non l'hanno già persa stanno per perdere la speranza del miglioramento; e tra loro vi sono anche quelli che invece di esprimere legittimamente la propria opinione (anche di dissenso, ci mancherebbe) ricorrono ad un frasario incivile, scurrile e gratuitamente offensivo. Anche questo fa parte del gioco, anche per quelli si combattono giuste battaglie.
A questo punto non resta che continuare nell'azione di sensibilizzazione per la speranza che il futuro (spero non proprio remoto) sia migliore per tutti.
Lo devi a quanti credono in te, a quelli che sperano che qualcosa possa cambiare in meglio, ma sopratutto lo devi a te stesso.
Ti soddisferà l'avere una coscienza tranquilla ed una dignità intatta e mai piegata, da uomo libero.
Ad maiora.
Ma che dite
Scrivete e parlate di battaglie, di lotte ma che pensate di andare alla guerra? Non credete che siete una banda di esaltatati a cominciare dal vostro capo .... Ma chi vi pensa, andate a lavorare
Noi lo diciamo
Non stai capendo cosa diciamo,e la colpa non è nostra,una cosa mi viene da PENSARE sei solo un poverello..........CHE NON HAI NEANCHE L'OMBRELLO SICURAMENTE SEI ANCHE UNO SFICHATELLO...........
risposta a "Ma che dite"
..... già ci pensi tu, caro A., e non è poco .... In quanto agli esaltati: fatti un esame di coscienza!
Hai ragione. Erano esaltati
Hai ragione.
Erano esaltati anche quelli che si batterono per principi strani come uguaglianza, libertà, solidarietà (lo ricordi il risorgimento?).
Esaltati quelli che rivendicarono dignità al lavoro, il rispetto che oggi nei fatti ci viene negato (le ricordi le battaglie sindacali degli anni sessanta e settanta che hanno guadagnato quella legge sul lavoro che oggi tutela anche te, che hanno permesso la riforma della Polizia e la nostra, ma questo forse non lo sai!!).
Giusto per parlare del nostro passato, erano esaltati anche i tanti colleghi che si batterono per la riforma del Corpo, per quella libertà sindacale e di parola che permette a tutti te compreso di parlare senza essere minacciato di punizioni.
Senza fare guerre, quelle furono battaglie di civiltà, e la guerra non c'entra niente.
Se non sei daccordo esprimi la tua opinione contraria e non offendere gratuitamente gli altri, e chi fa DAVVERO sindacato no a chiacchiere ma con i fatti.
P.S.: preciso che non sono iscritto alla UIL e non credo di iscrivermi, ma rispetto chi fa qualcosa di buono, perchè di gente che fa i c..... suoi giocando con il sindacato e le tessere ce ne sta già troppa da fare davvero schifo.
Uè ANONYMOUS ME TU X CASO NON
Uè ANONYMOUS ME TU X CASO NON è CHE APPARTIENI ALLA FAMIGLIA DI QUELLI CHE SI SENTONO AGENTI DI POLIZIA PENITENZIARIA,SVOLGENDO IL SERVIZIO DIETRO UNA SCRIVANIA O STà IN QUALCHE POSTICINO TRANQUILLO DOVE NON VEDE E NON SENTE I DET CHE TI ASSILLANO X IL PACCO O IL DET CHE SI TAGLIA E TI ROMPE I COGLIONI O PURE QUANDO DEVI MANDARE CIRCA 60 DET IN DOCCIA DALLE 15 E30 ALLE 16 X EVITARE DI LASCIARE IL LAVORO CHE SI DOVREBBE SVOLGERE DI MATTINA AL COLLEGHA CHE MONTA ALLE 16.E TUUTI I PROBLEMI CHE VI SONO IN UN REPARTO CHE SOLO CHI LO A FATTO E LO Fà ANCORA PUò SAPERE CARO AMICO MIO LA MAGGIOR PARTE DEI COLLEGHI CHE SI LAMENTA SU QUESTI SITI è GENTE CHE SI è STUFFATA DI ESERE MANDATA ALLO SBARAGLIO TUTTI I SANTISSIMI GIORNI LE PERSONE CHE DEVONO ANDARE A LAVORARE COME DICI TU LO FANNO TUTTI I GIORNI E CON GRANDISSIMO SPIRITO DI CORPO E CON DIGNITà QUELLA COSA CHE CI STANNO TOGLIENDO GIORNO DOPO GIORNO TI INVITO A SPOSARE LE VERE BATTAGLIE CON I TUOI COLLEGHI SOLO COSì SI VINCE TUTTI UNITI.
commento
Vorrei rispondere ai due anonimi interlocutori, cominciando da quel "ma che dite": ecco, noi diciamo che non è giusto che i poliziaotti e gli operatori tutti siano pestati, offesi e maltrattati dai detenuti, che ci debbono essere condizioni di lavoro, meglio ancora ...luoghi di lavoro dignitosi, decenti, puliti e ragionevolemnte sicuri. Noi diciamo che la stessa dignità deve essere assicurata ai detenuti, perchè se loro sono solo bestie... noi siamo solo poveri mandriani!Noi non crediamo di essere eslatati ma CI ESALTIAMO per assicurare che tutti i colleghi abbiano la stessa possibilità, nel corso della carriera, di poter lavorare in qualche splendido palazzo oppure in una bellissima scuola, nonsolo i soliti "unti" da non si sa quale signore. Noi CI ESALTIAMO nel batterci per i più deboli, che nel nostro settore sono sempre coloro che vivono e lavorano a contatto con l'utenza detenuta esi... CI ESALTIAMO infione per le lote fatt in nome di un principio ritenuto antico ma del quale non non CI vergogniamo: la Giustizia Sociale. Infine noi non abbiamo un capo: questa definizione di reponsabile di unità organizzativa attiene al mondo delle imprese ed è appannaggio di chi forse è abituato a fare mercimonio con gli iscritti. Noi abbiammo un Segretario Generale, che non è un imprenditore nè fa commercio del suo lavoro ma è espressione di una linea politica-sindacale scelta da tutti noi!
Per ciò che attiene agli alberi... dando per scontata la conoscenza del metodo di analisi storica effettuato dai materialisti, si può chiaramente affermatre che ogni leader è frutto dei flussi realizzate dalle masse, spinte dagli interessi economici e sociali del momento storico. E' chiaro che per affermarsi i leader abbiano specifiche prerogative:coraggio, abilità dialettica, spregiudicatezza, ambizione ma è necessario che posseggano una forte determinazione al raggiungimento dell'obiettivo per imporsi ed un notevole acume politico per passare alla storia. Quindi è altrettanto evidente che chi punta in alto rischia di farsi molto male cadendo..... se è solo! Qui sta il punto. L'osservatore sull'albero non è solo perchè lassù ci è arrivato spinto da tanti. Essendo molti, potremmo scivolare tutti più in basso ma non cadremmo e non ci faremmo quindi tanto male. Anzi potremmo diventare sempre più numerosi e quindi avere più sostegno per rafforzare la spinta, evitando che l'albero si pieghi sotto il peso di tanti di noi.
Luigi Maria Porrino
vorrei una vostra opinione
Allacciandomi al discorso vorrei dire la mia, anche se potrà sembrare un tantino utopistica come idea. In proposito forse non tutti sanno che il maggior stress sul posto di lavoro nelle sezioni è proprio causato dalle ripetute lamentate e richieste dei ristretti per soddisfare ogni tipo di necessità più banale: dai conti correnti alla spesa, dal magazzino alle cure mediche. Lamenti di ogni genere che spesso nulla hanno a che vedere con i compiti specifici del nostro Regolamento. In più, se aggiungiamo che a volte viene a mancare quella capacità professionale che spesso non tutti di noi possiede, specie in quei casi di lassismo, di menefreghismo alla quotidianità dei quattro turni di servizio, ove il collega del turno successivo deve subire una maggior repulsione a causa del collega del turno precedente che non ha voluto risolvere le varie angherie del detenuto. O anche non ha potuto, perché esausto e pigro nello svolgere un compito da “magazziniere umano”, sia perché sovraccaricato dalla tensione accumulata giorno dopo giorno, dal troppo straordinario, dallo stress dovuto all’ambienti poco collaborativi, dal luogo malsano, dal sentirsi umiliato per essere considerato una semplice pedina, un semplice numero...
Questa paradossale contraddizione non è forse anche un po' incostituzionale?
Se fosse ancora in vita Napoleone sicuramente direbbe: << questo benedetto personale dobbiamo utilizzarlo per risolvere veramente un problema sociale? O dobbiamo utilizzarlo per attappare un posto?>>
Perchè in sostanza oltre a non poter garantire l’ordine e la sicurezza nelle sezioni detentive, come posso adempiere alla funzione ottimale di osservazione e trattamento, di cui all’art. 27 Cost., se assolvo a dei compiti di puro e semplice mantenimento e conforto? O forse è preferibile dire che vi è una apparente lacuna normativa nel testo del nostro Ordinamento?
Il fatto è che il nostro è un compito umiliante e demerito. <>. Certo bella Riforma!!! Si sono forse mai chiesti quali risultati in effetti si sono avuti nell'arco di un ventennio? Nessuno ha mai sostenuto questa tesi, questa verifica in termini statistici o scientifici... Sbaglio? forse perché la figura dell'Agente, quale fulcro tra il detenuto e la relazione dei rapporti esterni socioculturali è sempre stata sottovalutata e minimizzata dalla dottrina penalistica o forse perché gli fa comodo così.
Detto ciò, bisognerà prima o poi affrontare la paradossale relazione di buono e cattivo che ci contraddistingue. Ponendosi la domanda: quali sono stati fin'ora i risultati?
Secondo voi al posto di blocco il Carabiniere o Poliziotto che ferma un veicolo e si accorge che ha forato una ruota, che fa si mette ha cambiarla?
Certo, come esempio appare alquanto paradossale ma se ci riflettiamo bene infondo infondo manca solo che gli rimbocchiamo le coperte la sera...
Un rimedio ci sarebbe dal mio punto di vista: il ruolo tecnico per il nostro Corpo. Una figura giurata, selezionata e qualificata, che opera con il camice e senza le dotazione previste per gli appartenenti al Corpo. Una figura con la qualifica di impiegato di un pubblico servizio che affianca l'Agente in corsia e sostituisce il ruolo materiale e assistenziale che oggi come ieri aggrava sulle nostre spalle.
Ma ogni tesi che si rispetti per essere valida ha bisogno di conferme, di congetture che la sostengano.
Pertanto la domanda è: quale funzione devo svolgere? Devo mantenere l'ordine e la sicurezza o devo assistere da vero secondino o meglio margiordomo il carcerato?
Ma il paradosso dov'è? Semplice! Mentre io con il mio giro di telefonate sono al gabbiotto per risolvere i meri problemi del detenuto perché non gli hanno dato lo spazzolino..., alla cella 18 o giù di lì, per ‘fatalità’ o per ‘intenzione dolosa’, succede qualcosa che pesa in capo alla mia responsabilità. E ALLORA! A quale titolo ne rispondo? Di chi è la colpa della morte di una persona che si è suicidata impiccandosi nella propria cella? O della rissa verificata in circostanze che lasciano forti sospetti, mentre ero intento a soddisfare bisogni di sostegno solamente fisiologici? Questa classica ipotesi appena descritta conferma che la nostra Riforma è solo una parata esteriore, lascia molte pecche nel suo interno.
Nella sua vera essenza la funzione che ci viene affidata può essere efficace solo svolgendo il nostro effettivo ruolo di osservare e vigilare a pieno titolo una sezione. Aumentare così di smisura la nostra autostima, la gratificazione professionale. Ottenere maggior rispetto dal detenuto, maggior obbedienza da esso.
E qui vengo alla conclusione del mio commento e come causa-effetto della mia apertura del discorso concludo sostenendo che solo così si otterrebbe un benessere generale nel posto di lavoro, un interesse maggiore per altre iniziative a carattere veramente trattamentale, tralasciando i compiti di lamenti e bisogni superflui dei detenuti ad una figura intermedia. Immaginatevi per un istante quanto malcontento si eliminerebbe tra i colleghi a turno che finalmente sarebbero chiamati a dar un senso vero alla vita professionale, senza contare che così facendo si eliminerebbe definitivamente il problema dell'assenteismo e nn solo quello...
Ciao da Pietro
ruolo tecnico di affiancamento
Non so da quale idea e/o progetto trae origine la tua idea e, al di la della condivisione o meno, pensi veramente che questo Governo, quello che non vuole assumere nemmeno il personale per colmare le attuali deficienze organiche, possa attuare un progetto che presuppone l'assunzione di un numero di "operatori tecnici di sezione" superiore almeno del doppio rispetto alle carenze ? Io non credo ...............
Eugenio dalla Sicilia
Risposta ad Eugenio della Sicilia
Innanzitutto ti ringrazio dell'osservazione caro collega. Certamente oggi è inpensabile una cosa del genere ma sono certo che in futuro - magari fra trent'anni - ciò possa accadere.
La filosofia è semplice da capire: se il Governo non deve tirar fuori una lira o poco la Riforma la si fa in poco tempo [...]
Il mio concetto si basava soprattutto sulla possibile e concreta valorizzazione del trattamento penitenziario. Dare un contributo valido per questa società, non solo quello repressivo, di tenere a bada i cattivi...
Non illudiamoci se oggi ci sono meno evasioni. Non vantiamoci se oggi ci sono meno problemi all'interno dei penitenziari: rivolte, suicidi, ect...
Le statistiche devono sempre essere analizzate in ogni suo aspetto, ponderate con la nuova tecnologia che oggi disponiamo: migliori condizioni di vita per il recluso (tipo le misure alternative e altri benefici, lo stesso regime penitenziario meno duro che tiene a bada i bollenti spiriti del detenuto) - le strutture e l'edilizia carceraria che oggi è all'avanguardia e nn più come le vecchie strutture meno sicure dell'ottocento. Ed ora vedrai che lo Stato correrà ai ripari per questa ennesima emergenza del sovraffollamento, senza interpellare o considerare nessuna nostra opinione, perché noi non contiamo niente!!! Fintantoché non sarà valorizzato a pieno titolo il nostro servizio per il bene della società all'interno dei Reparti.
Ciò che voglio dire io, è che confrontandomi con la realtà noto che noi stessi preferiamo ancora isolarci, tenere fuori dalle mura il mondo esterno, e diciamocelo pure: siamo gelosi del nostro fare all'interno dei Reparti. E' questo che non vogliamo capire, che ci fossilizza...
Mhé ce ne scampi, poi, dell'intromissione di assistenti volontari, cappellani e via dicendo. Purtroppo non volendo eccedere a buonismi, devo ammettere che la loro opera contribuisca anch'essa a mantenere un ambiente calmo e rilassante all'interno dei carceri.
Non possiamo, quindi, ancora vantarci a pieno del nostro operato, perché sono fermamente convinto che se oggi è così non è solo grazie a noi. Questa è una mia autocritica che deve comunque sempre esserci e far riflettere a finché possiamo dare il meglio di noi. Un famoso filosofo Austriaco di nome "Popper" in una sua famosa frase disse: << ci sono uomini buoni e uomini cattivi, speriamo siano molti di più quelli buoni!>> I nostri rappresentanti, molti sono cialtroni, fannulloni che si eleggono per interessi proprii, ma ce ne sono molti, tra cui questo, che meritano tutta la stima e la gratitudine, anche perché con un semplice blog danno l'opportunità a noi appartenenti di discutere e confrontare le nostre idee...
Un saluto amichevole
Vorrei opinione
Sono in pieno accordo con quello che affermi i compiti istituzionali che ci hanno affidato sono utopistici quasi inconciliabili.
Il regolamento è nato già vecchio ed è di tipo essenzialmente militare , quindi inadeguato al nostro Corpo di P.P.
Che dire ?? Si fa quel che si può e quello che la nostra coscienza ci indica.
Un saluto.
sei solo una persona da
sei solo una persona da compatire, meno male che non la pensano tutti come te, altrimenti saremmo allo sbando.
purtroppo
purtroppo sono tanti come quel soggetto.
altrimenti non si spiegherebbe perchè coloro che si vendono, fanno le tessere senza nemmeno accorgersi, mentre noi della UIL dobbiamo sudarcele.
Comunque meglio così, ciò ci permette di dire sempre la nostra, a testa alta, senza paura d'essere smentiti.
E esattamente quello che dici
E esattamente quello che dici tu ci sono sigle che fanno tessere in modo squallido,e vergognoso ma di una cosa sono contento che più di qualche collegha lo ha capito e a ottobre qualche sigla?in alcuni istituti perderà un casino di tessere!
risposta a "sei solo una persona da"
bene ..... e tu come la pensi? .... visto che non sei allo sbando, caro A.
Abbi almeno il coraggio di dire come la pensi .....
IL FERRAGOSTO IN CARCERE ANCHE IN AUTUNNO!!!
Intanto nessuno si è accorto che eri in ferie..eheh.la nostra missione sindacale che il Ferragosto in carcere sia visibile sempre anche in autunno o almeno quando a livello politico chi ha il potere di cambiare faccia i giusti passi per ridare il sistema carcere al passo con l'articolo 27 della Costituzione.
La Polizia Penitenziaria in ogni luogo ha risposto responsabilmente (non avevo dubbi) alle tantissime difficoltà con professionalità e abnegazione, senza che nessun gli dicesse bravo...anzi la UIL glielo ha detto in ogni circostanza e questo rimane scritto su tutti i nostri comunicati,dichiarazioni e interventi scritti.
Non ci siamo nascosti sotto l'ombrellone o una tenda, ma abbiamo affrontato l'estate alla pari di ogni inverno, spendendoci come dirigenti sindacali in tutto e per tutto.
La nostra missione però non si esaurisce e le iniziative che abbiamo intrapreso che si concluderà nella prima fase del 22 settembre a Roma, sarà non la fine ma l'inizio di nuove battaglie e lotte.
-20 al fatidico giorno "la giornata della uil penitenziaria"
Caro Eugenio,
bentornato e ora sotto a chi tocca, aspettando il fatitco giorno del 22/09/2009.
bay max
avellino con furore